adesso riprendiamoci tutta la costituzione, nell’interesse della collettività e non dei cacciatori!

Adesso riprendiamoci tutta la Costituzione, nell’interesse della collettività e non solo dei cacciatori! Il referendum sulla giustizia ha dimostrato che il popolo non solo è sovrano, ma partecipa quando gli interessi in gioco sono importanti. I risultati del referendum hanno portato a dimissioni eccellenti, seppur molto, troppo, tardive ma hanno soprattutto fatto capire a chi governa che siamo noi governati che abbiamo il potere di avviare nuove stagioni. Questo deve essere solo l'inizio di un percorso, non un punto d'arrivo.

Ora dobbiamo pretendere il rispetto dell'articolo 9 della nostra bellissima Carta Costituzionale che recita testualmente:

Articolo 9 - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.

Il governo Meloni è senza dubbio un esecutivo filovenatorio, disposto a spendersi per ottenere i voti riconoscenti dei cacciatori. Ha modificato più volte la normativa, si è apertamente schierato a favore della caccia e della lobby delle armi, con un ministro dell'agricoltura che è a sua volta un cacciatore. Forte di una maggioranza parlamentare che gli consente di far passare qualsiasi legge ordinaria la presidente del consiglio è rimasta sorda a ogni richiesta di fermarsi. Ma ora, forse, avrà capito che su alcuni temi la nostra collettività e attenta e reattiva. E non può dimenticare che una larga parte del paese non sopporta la caccia e i cacciatori.

Difendere la Costituzione passa anche dalla difesa dell'ambiente, della biodiversità e degli animali

Cittadini e associazioni devono capitalizzare il valore di questo referendum, che va decisamente oltre al semplice risultato. Un paese, che nei sondaggi risulta avere una leggera preponderanza a destra, ha dimostrato di essere capace di difendere, comunque, i valori costituzionali al di là dell'appartenenza politica. Con le fasce più giovani che hanno voluto essere presenti, contribuendo in modo determinante a fermare una riforma sbagliata e pericolosa. Sono loro che devono essere gli interlocutori privilegiati, perché sono i ragazzi e le ragazze i veri protagonisti di oggi, ma soprattiutto lo saranno del domani dell'Italia.

La politica tutta deve prendere atto che la maggioranza degli italiani ritiene la difesa della biodiversità e dei diritti degli animali valori fondanti della nostra società. E sta a noi tutti ricordarglielo ogni giorno sino a quando non riusciremo a ottenere un risultato, che porti a nuove normative, cancellando o ridimensionando molto l'attività venatoria. Dal risultato di questo referendum deve partire una rinascita culturale, che ponga al centro gli interessi della comunità, mettendo la tutela ambientale in cima alla lista delle priorità. Proprio come l'equità, la giustizia, il lavoro e la sanità.

Questo è il momento di guardare oltre, di fissare nuovi e più ambiziosi obiettivi, per dare vita a un cambiamento. Non più sudditi che lasciano fare a chi comanda, ma cittadini che vogliono esserci e partecipare. Se il vento è davvero cambiato, se questo momento deve essere considerato una nuova primavera, non facciamocela portare via. Non torniamo a essere assopiti, non lasciamo decidere agli altri, pretendiamo di esserci e di partecipare. Perchè ogni voto conta e questo referendum lo ha dimostrato chiaramente.

Dobbiamo essere capaci di vedere il futuro con determinazione, ma anche con la necessaria ironia! Non cerchiamo scontri, vogliamo solo il sacrosanto riconoscimento dei diritti della maggioranza.