Italia Selvatica, storie di animali elusivi e di pregiudizi

Italia Selvatica

Italia Selvatica non è un’esagerazione ma la puntuale e precisa narrazione di chi per anni si è occupato di tutelare l’ambiente e la fauna dalle aggressioni dell’uomo. Per il suo lavoro di dirigente prima del Corpo Forestale e poi dei Carabinieri Forestali del Veneto. Più che un lavoro una passione, come si capisce leggendo il libro che racconta dei rapporti, non sempre facili, fra uomo e animali selvatici.

Il libro è scritto con l’equidistanza tipica di chi ha rivestito un ruolo istituzionale, che non consente di prendere posizioni nette, a favore degli animali e contro certi comportamenti. Qua e là traspare però il sentire umano del narratore, che non sempre riesce a essere neutrale, facendo capire che il suo cuore batte per la fauna. Per lo stupore di un incontro, per la poesia di una circostanza.

Il libro è suddiviso in racconti monografici che riguardano i mammiferi selvatici, quelli sono stati più frequentemente al centro di curiosità e polemiche e in testa a questi non possono che esserci lupi e orsi. Con tutti i problemi della difficile gestione dei conflitti, che nascono sempre con le stesse categorie: cacciatori (irredimibili) e allevatori (spesso redenti).

Il lupo, anche in Italia Selvatica, è in testa alle controversie fra chi lo ritiene indispensabile e chi lo odia

Nel libro Zovi racconta di essere stato protagonista di uno dei luoghi comuni più diffusi sul lupo: la sua supposta reintroduzione. Il lupo è un caso di successo dovuto solo alla eccezionale versatilità del predatore che non ha avuto alcuna necessità di reintroduzione. Ma il pregiudizio diventa leggenda e, si sa, le leggende sono dure a morire.

Francesca Marrucco , nel ricordare la sua prima ricerca nel Parco Naturale dell’Orecchiella, in Garfagnana, racconta: “Allora i lupi erano considerati “appena arrivati perché paracadutati dall’elicottero, mito bizzarro che mi sono abituata ad ascoltare (…). Io stesso (Daniele Zovi n.d.r.) sono stato vittima di questo mito (…) In qualche osteria del paese si sentiva dire che li avevo portati io, pagandoli di tasca mia….

tratto da Italia Selvatica di Daniele Zovi

Ma nel libro ci sono storie anche di pastori e allevatori che del lupo non hanno paura, lo ritengono importante, pensano che sia una realtà con la quale convivere. C’è sempre un prezzo da pagare per poter vivere in un ambiente armonico, in equilibrio, anche se molti non sembrano ancora averlo capito. Magari dopo aver letto questo volume qualche cosa in più si sarà compreso, grazie all’indubbia passione della narrazione di Daniele Zovi.

Che racconta storie di ritorni, come quelle dello sciacallo dorato, della lince ma anche del castoro.

UTET – rilegato – 260 pagine con alcune belle fotografie- 20,00 euro

La rivoluzione nel piatto

La rivoluzione nel piatto

La rivoluzione nel piatto è il nuovo libro di Sabrina Giannini, giornalista e conduttrice di trasmissioni televisive di inchiesta, prima con Report e ora con Indovina chi viene a cena che conduce Questo libro deriva dalle numerose inchieste realizzate nel corso degli anni, con piglio e determinazione e, molto importante, con pochi peli sulla lingua.

In Italia non sono molte le trasmissioni televisive nelle quali si fanno inchieste e soprattutto si affrontano questioni importanti senza fare sconti. Le inchieste infatti molte volte scoperchiano realtà scomode e soprattutto possono coinvolgere anche investitori pubblicitari, che non gradiscono il lavoro dei giornalisti.

Sabrina Giannini molti di voi l’hanno conosciuta sin dai tempi in cui lavorava per Report, con i suoi memorabili servizi come Siamo tutti oche in cui raccontava delle oche spiumate vive in Transnistria.

Con questo libro, che rovinerà a qualcuno il piacere per alcuni alimenti, la Giannini scava in componenti alimentari che mangiamo ogni giorno, come ad esempio i coloranti. Apparentemente gioiosamente innocui, colorano la nostra tavola e il contenuto dei nostri bicchieri, ma sono sani? Scopritelo leggendo “La rivoluzione nel piatto”.

La retorica dell’allevamento sostenibile è un inganno

Le aziende ci raccontano tante cose sulle loro propensioni green, su quanto siano attente al benessere animale, alla sostenibilità ambientale. Spesso queste leggende sono però solo verosimili, allontanandosi molto dalla realtà, da quello che succede lontano dagli occhi dei consumatori.

Infatti le inchieste dimostrano altro e anche nomi prestigiosi capitolano, rotolano nel fango delle loro stesse campagne pubblicitarie, dove i maiali sembrano felici, ma solo nella fantasia del marketing. Una realtà che ha coinvolto anche aziende fornitrici del celebre prosciutto di Parma, documentando maltrattamenti e sofferenze.

Leggere questo libro significa aumentare la propria consapevolezza, essere informati, mettersi “nella parte” degli animali. Ma leggerlo può servire anche per difendere la propria salute: sono troppi i cibi che non sono sani, infinita la chimica e molto pochi i controlli. Mangiare meglio può davvero essere l’inizio di una piccola grande rivoluzione.

Sperling & Kupfer – 211 pagine – Euro 17,90

La nostra casa è in fiamme

La nostra casa è in fiamme

La nostra casa è in fiamme è il famoso libro di Greta Thunberg che è stato tradotto e distribuito ovunque nel mondo, sulle tematiche dell’emergenza climatica. In realtà questa è un’opera scritta a più mani, in particolare da Malena Ernman, madre di Greta.

Chi si aspetta un libro solo sull’emergenza climatica si dovrà ricredere leggendolo: non si parla solo di clima ma si racconta la vita familiare di Greta Thunberg e i problemi legati alla sfera dell’autismo, alla sindrome di Aspergere e di altre patologie come l’ADHD. Con tutte le implicazioni che queste problematiche comportano anche in una società evoluta e attenta come quella svedese.

La difficile vita di una famiglia composta da persone che soffrono di diverse condizioni neuropsichiatriche. Rendendoli “diversi”, ma non certamente per questo meno reattivi, intelligenti, attenti. Una storia fatta di difficoltà individuali che non seppelliscono quelle collettive, che non fanno dimenticare l’importanza dell’impegno collettivo.

La nostra casa è in fiamme, per questo non abbiamo più tempo per agire

Nel libro si osserva che quando scoppia un incendio è inutile chiedersi cosa si poteva fare per evitarlo, ma occorre spegnerlo senza indugiare oltre. Inutile perdere tempo in discussioni, occorre chiamare i pompieri, estinguere i focolai e solo dopo, appena possibile, sedersi e ragionare.

Anche per difendere il nostro ambiente, il pianeta che poi significa in particolare tutelare la nostra specie, è tempo di azioni e non di riflessioni. E’ tempo di capire che quando brucia la Terra, quando vanno a fuoco le foreste, non è più tempo solo di ragionare. Occorre iniziare il tempo del fare.

Abbiamo la necessità e il dovere di agire, con comportamenti individuali virtuosi, senza attendere che sia soltanto la politica a trovare le soluzioni. Spesso quelle che vengono annunciate come tali si rivelano speranze o danno risultati molto inferiori a quelli annunciati.

Questo libro è l’invito, perentorio, all’azione individuale, a smettere di demandare. Non in tutte le parti convince, spesso si fatica a seguirne il filo logico e la narrazione ma sicuramente è un libro in grado di coinvolgere, di trasmettere l’esortazione ad agire. Dimostrando come anche nelle difficoltà personali di una famiglia, che avrebbe già abbastanza problemi da risolvere senza doversi occupare di quelli planetari, ci possa essere spazio per le questioni importanti, vitali.

Sulle attività di Greta Thunberg si sono spesi oramai fiumi di inchiostro e qualcuno, credo a torto, ha sostenuto che questa sia stata un’operazione commerciale creata a tavolino. Francamente non lo credo, ma arrivo a dire che anche qualora fosse stato così i risultati sono stati positivi. Risultati ottenuti da una ragazza davvero speciale, nel suo essere diversa.

Mondadori – 231 pagine – Euro 16,00

Un lupo alla mia porta

Un  lupo alla mia porta

Un lupo alla mia porta” racconta la storia di Romeo, un lupo nero a cui piaceva giocare con i cani.

Un rapporto davvero speciale quello che il grande lupo aveva creato con gli abitanti a due e quattro zampe di Juneau, in Alaska.

Un racconto magico che dimostra come fra uomo e lupo ci sia una relazione ancestrale e di quanto i lupi siano animali straordinari. Animali da rispettare, non esseri sanguinari da temere.

Scritto con garbo da Nick Jans e pubblicato in Italia dalle edizioni Piemme questo libro racconta la storia di un grande maschio di lupo nero, battezzato quasi subito Romeo, a causa del suo amore per una femmina di labrador. Una storia questa che l’autore poteva scrivere anche solo guardando fuori dalla finestra di casa.

La città di Juneau, pur essendo una delle più grandi dell’Alaska e la sua capitale, non è certo una metropoli ed è immersa nella natura selvaggia, proprio dove Nick Jans abitava e dove Romeo aveva deciso di stabilirsi. Da solo, cacciando capre e castori, ma creando un rapporto speciale con gli umani.

Innamorato del gioco e dei cani era diventato in breve tempo l’attrazione cittadina, anche se per molti rappresentava solo un pericolo per animali e persone. A ogni latitudine ci sono cacciatori e, come in ogni posto, anche a Juneau vi erano persone che ritenevano lupi animali pericolosi. Così la vita di Romeo è stata scandita dal 2003 al 2009 da timori e esagerazioni, ma anche da troppe persone che consideravano il lupo come un’attrazione turistica.

Quella del lupo nero Romeo è una storia di gioco, di rapporti e di corse con i cani, di improvvise sparizioni e di altrettanto incredibili ritorni. Dimostrando la sua volontà di restare un animale selvaggio, libero e non asservito all’uomo.

Romeo voleva avere un rapporto, rispettava gli uomini ed era affascinato dai loro cani. Ma voleva restare un lupo nero, senza cedere alla tentazione di un rapporto diverso. Come invece, troppe volte, avevano cercato di fare gli abitanti di Juneau.

Ma non è una storia a lieto fine, purtroppo. Perché, se i lupi fanno parte della vita e della storia degli uomini, i demoni fanno parte della vita di alcuni di noi umani. Che per gloria o per profitto, per crudeltà o per semplice stupidità, certo non meno dannosa, compiono azioni riprovevoli.

Un libro da leggere per sfatare molti pregiudizi, per capire quanto uomini e animali possano essere davvero vicini nel loro sentire. Quanto uomini e lupi abbiano in comune: con i cani, il gioco e il bisogno di rapporti.

Un racconto che stimola non solo la fascinazione verso queste incredibili creature ma che mette un punto fermo sulla necessità di avere rispetto per la loro natura di animali selvaggi e per non indurli in comportamenti che potrebbero risultargli fatali.

Edizioni Piemme – 318 pagine

La saggezza dei lupi

La saggezza dei lupi

La saggezza dei lupi dell’autrice tedesca Elli H. Radinger racconta la sua vita di avvocato. Stufa di carte e atti giudiziari, decide di lasciare tutto per recarsi negli Stati Uniti a studiare i lupi.

Forse grazie all’assenza dei pregiudizi che possono derivare da studi specifici l’autrice porta il lettore per mano in mezzo ai lupi, certo con empatia e trasporto ma mai con la volontà di romanzare la loro vita.

La saggezza dei lupi vi farà sentire parte del branco

La saggezza dei lupi  è un libro capace di sfatare molte delle leggende che circolano su questi splendidi predatori, con la capacità di affascinare il lettore propria di chi riesce a trasmettere le storie e le sensazioni realmente vissute. Riuscendo a raccontare le emozioni provate passando molto tempo osservando branchi di lupi liberi.

Il racconto del canto dei lupi, che altro non è che un modo di comunicare fatto di moltissime declinazioni e toni di voce, proprio come fanno gli uomini è davvero toccante. Le similitudini di questi animali con la società umana, dove branco, famiglia, fratello hanno un valore forte, indissolubile, che permette ritorni anche dopo lunghe assenze e vagabondaggi.

Il libro sfata i falsi miti sui lupi (leggi qui) e sulla dominanza. Dimostrando ancora una volta che per parlare di comportamento, per studiare i meccanismi e le interazioni di un gruppo, di uomini o animali, i soggetti devono essere liberi di comportarsi secondo la loro indole. Senza essere condizionati da ambienti ristretti e da osservazioni troppo invasive.

Il lupo non è né buono, né cattivo ma è solo un lupo

La saggezza dei lupi  illustra in modo puntuale e particolareggiato le motivazioni che rendono inattendibili lo studio dei lupi fatto in riserve o, peggio, nei giardini zooologici, dove i branchi sono costruiti. Dove si creano quei concetti di dominanza che hanno, per anni, portato a credere a rigide gerarchie al cui comando si trovava la coppia “alfa”, i dominanti indicati con la prima lettera dell’alfabeto greco.

Elli H. Radinger ha lasciato il suo lavoro di avvocato per dedicarsi alla sua vera passione, i lupi. Per venticinque anni ha trascorso mesi a osservare i branchi selvaggi nel Parco nazionale di Yellowstone in Wyoming. Oggi, in Germania, è considerata la massima esperta nello studio della vita dei lupi. Tiene conferenze e seminari ed è in prima linea per diffondere la corretta comprensione del comportamento di questi animali.

Per approfondire potete visitare il suo sito.

Editore Sperling & Kupfer – 288 pagine – 17,00 Euro – Valutazione: imperdibile