Nuovamente in fuga orso M49 da Casteller: incompetenza al potere in Trentino

Nuovamente fuga orso M49

Ora è nuovamente in fuga l’orso M49, scappato per la seconda volta da Casteller. Ma se la prima fuga dal carcere di massima sicurezza ha il sapore della beffa, la seconda fuga dimostra in tutta la sua nitidezza l’incompetenza. Inutile cercare scuse, stiamo parlando di un orso e non di Houdinì. Per quanto lo si voglia umanizzare, e sarebbe un grande sbaglio, M49 è sempre e soltanto un orso: istinto, valutazione delle possibilità e forza.

Non c’è una banda di complici che lo libera, non ci sono animali arrivati a salvarlo. Solo l’incompetenza, ridicola, dei suoi carcerieri che non ne hanno fatta una giusta sin dall’inizio. Questa storia non ha nulla di epico, se non la pervicace ostinazione di un governatore che vuole un trofeo per le prossime elezioni. E di un orso che si dimostra più resiliente di tanti umani.

Il governatore del Trentino Maurizio Fugatti si è nuovamente coperto di ridicolo, non soltanto per l’ostinazione, ma anche per la manifesta incapacità. Incapace di gestire gli orsi, come dimostra la vicenda di Jj4, oggetto di una vertenza ancora non chiusa che lo contrappone al ministero. Incapace di garantire per ben due volte la custodia di un orso. Spingendosi ai limiti, se non oltre, del maltrattamento di animali. Per aver fatto imprigionare, castrare e sedare M49, per paura che potesse scappare dalla prigione dei cacciatori.

Nuovamente in fuga l’orso M49 che non è certo l’evaso Papillon del famoso racconto di Henrì Charrìere

La prima volta che l’orso arrivò al famigerato centro di Casteller, forse prima famoso ora davvero solo famigerato, scappò nonostante una recinzione elettrificata a 7.000 Volt. Che non bastarono a far desistere il plantigrado nella sua determinazione di ritrovare la libertà. E già allora tanta poca attenzione parve oggetto di una gestione malsana, mitigata dalla soddisfazione per la ritrovata libertà del povero orso.

Questa volta l’orso è scappato nonostante fosse stato castrato chimicamente, un abominio per un selvatico in gabbia, che avrebbe potuto essere neutralizzato con la chiusura dei dotti, come accade per i lupi ibridi. Fuga avvenuta anche in barba ai tranquillanti che gli venivano somministrati. Evidentemente si procedeva per tentativi, non per capacità di come gestire un selvatico in cattività. Dimostrando solo che la libertà e il poter mettere in atto i comportamenti naturali restano nell’anima di un animale selvatico. Che al contrario di Fugatti non fa calcoli politici, ma segue solo l’istinto per come è stato modellato dall’evoluzione.

Se dessimo un valore alle competenze bisognerebbe che il ministro Sergio Costa si inventasse come poter neutralizzare Maurizio Fugatti. E come far ritirare le autorizzazioni al centro di Casteller che non è in grado di gestire la fauna. Che non deve più avere in custodia alcun plantigrado. Ma questo purtroppo potrebbe cozzare con le autonomie di cui gode la provincia di Trento. Che non ha fatto mistero di usare l’orso anche come strumento politico di pressione sul governo.

Questa volta, al contrario dell’ultima fuga, l’orso ha un collare: la prima volta glielo hanno tolto, la seconda volta glielo hanno messo quando è arrivato

Il radiocollare è una dimostrazione della consapevolezza che quelli che lo custodivano non erano così certi che l’orso non riuscisse a ritrovare la via della libertà. Perché se la prima volta togliergli subito il collare fu un gesto avventato, ora rimetterglielo rappresenta un segno di timore che quanto accaduto potesse succedere di nuovo. Nonostante tutte le precauzioni, nonostante farmaci e menomazioni.

Ora M49 ha il radiocollare, che darà ai forestali incaricati di acciuffare l’evaso, le coordinate del plantigrado. Certo il nostro Fugatti non darà l’ordine di abbatterlo, mancandogli probabilmente il coraggio di affrontare le conseguenze. Ma comunque, anche se non dovesse essere riportato a Casteller, la Procura del capoluogo trentino dovrebbe aprire un’inchiesta. Con l’ipotesi di maltrattamento di animali, per allargare poi il raggio d’indagine su un comportamento inescusabile che ha creato sofferenze evitabili a un animale.

Nel contempo il ministro Costa deve attivarsi per bloccare la cattura dell’orsa Jj4, ancora sotto giudizio del TAR e non solo. Inviando dal ministero ispettori a Casteller per valutare il ritiro delle autorizzazioni alla detenzione di animali pericolosi. Forza ministro, non basta solidarizzare con l’orso occorre dimostrare azione e polso. Con chi gioca con la fauna per politica.

Breaking news del 28/07/2020 – Si è dimesso Romano Masè, dirigente generale del Dipartimento agricoltura foreste e fauna della Provincia, e capo del Corpo forestale trentino, dopo la fuga di M49, con una lunga lettera pubblicata dall’Adige. Ma resta inconcepibile gestire e realizzare una struttura destinata a detenere animali pericolosi in modo tanto approssimativo. E se la responsabilità operativa era di Masè quella politica resta in capo a Maurizio Fugatti.

Io sto con Jj4 orsa sotto tiro, non per simpatia ma per rispetto della natura

Jj4 orsa sotto tiro

Ha un nome, anzi una sigla Jj4 orsa sotto tiro, responsabile di un episodio che ha causato ferite lievi a due escursionisti, residenti nella zona. In questo momento, grazie all’ordinanza del presidente Maurizio Fugatti, questa orsa di 17 anni, figlia di Jurka, una delle capostipiti del progetto deve essere uccisa. Il ministro Sergio Costa, che l’ha già ribattezzata Gaia, come la Terra, chiede che non sia abbattuta. Aspettando di conoscere il parere dell’Avvocatura dello Stato sulla possibilità di impugnare l’ordinanza, o meglio la condanna, disposta dal Trentino.

Ma andiamo con ordine: quest’orsa ha 17 anni, è figlia di una delle prime orse reintrodotte dalla Slovenia, con i soldi della Comunità Europea. Sua madre Jurka è stata ritenuta un’orsa problematica e dal 2007 trascorre la sua sopravvivenza, ben diversa dalla vita, nel carcere di Casteller. Quello che attualmente ospita M49, dopo la sua prima evasione e che era valso all’orso il soprannome di Papillon, datogli sempre dal ministro Costa.

Quindi stiamo parlando di un animale che da 17 anni vive nei boschi del Trentino, da perfetto sconosciuto. Non risultano precedenti a carico dell’orsa e se si trattasse di un uomo si direbbe che si tratta di un incensurato. Un orso che ha fatto la sua vita, cercando di starsene lontano dagli uomini. Vivendo probabilmente con timore il contatto con l’uomo. Un comportamento che si può definire salvifico: più i selvatici stanno lontani dagli uomini, più hanno speranza di vivere tranquilli.

Jj4 orsa sotto tiro non ha mai rappresentato un pericolo per l’uomo per 17 anni lunghi anni

Un orso è solo un orso, come un lupo è solo un lupo. Non vanno umanizzati, non sono animali simpatici, non hanno comportamenti umani, non sono buoni per definizione. Sono animali selvatici che compongono, proprio con il loro essere uno dei tasselli, il grande puzzle della biodiversità. Vanno valutati per quello che sono, non sono pericolosi a priori, non hanno comportamenti umani. Vivono comportandosi come l’evoluzione che ha avuto la loro specie gli ha insegnato.

Non occorre essere un etologo, lo può capisre anche Maurizio Fugatti, che quest’orsa non è possibile definirla problematica: per mancanza di presupposti oggettivi nei suoi comportamenti. Ha messo in atto un atteggiamento terrifico dando vita a una baruffa, ma se avesse voluto fare danno davvero le conseguenze sarebbero state ben diverse. Ma noi umani non siamo prede per i plantigradi, al massimo rappresentiamo dei seccatori da tenere a bada, specie se gli orsi hanno cuccioli con loro.

Quindi se l’orsa Jj4 ha avuto un comportamento naturale .più di quello degli escursionisti che vanno per boschi in modo disinvolto pur sapendo che sono popolati dai plantigradi e in primavera per giunta, l’anormalità dove sta? Nell’atteggiamento muscolare, cieco e insensato di Maurizio Fugatti e dei suoi sodali che forse sanno poco di animali ma molto di politica. E per questo usano modi e toni da comandanti in capo: io comando, io decido, io firmo la condanna a morte. Non tanto perché quest’orsa rappresenti un pericolo, ma perché bisogna dimostrare chi ha in mano il potere.

Sarà vero che i parlamentari trentini della SVP sosterranno il governo, in bilico al senato, se avranno carta bianca sulla gestione dei predatori?

Corre voce, e qualche giornale l’ha già ripresa, che la formazione politica della minoranza linguistica tedesca, dopo mesi di sostegno al governo in carica, stia presentando il conto a Conte. Per sostenere il governo, per impedire che possa cadere al Senato dove i numeri sono davvero risicati. Per questo sembra che abbiano chiesto una gestione “speciale” per i predatori del Trentino.

La maggioranza ormai risicata, specie al Senato dove sopravvive solo grazie ad un voto, è infatti garantita dai rappresentanti dell’Svp. Ed allora cosa succede? Si va a battere cassa. I tre parlamentari della Svp hanno infatti subito chiesto l’autorizzazione ad abbattere orsi e lupi ed in generale i predatori carnivori in Trentino Alto Adige.

Tratto dall’articolo pubblicato dalla Voce del Trentino il 3 luglio 2020

Si sperava che la pandemia potesse avere qualche effetto migliorativo sulla politica. Creando i presupposti per una coesione fatta nell’interesse di tutti gli italiani. Ma così non è stato, ci mancano statisti e abbiamo un esubero di arruffa popolo. Che spesso coincidono con quelli che vogliono una gestione faunistica interamente gestita dai cacciatori. I politici che prendono soldi per reintrodurre gli orsi e poi cercano consensi per sparargli. Mai come nel caso di questa orsa, senza motivo: la sua vita viene barattata per un pretesto.

Non sudditi ma cittadini attivi, contrari a far usare gli animali come merce di scambio

Per questo io sto con Jj4 o con Gaia, come vi fa piacere chiamarla: detesto le ingiustizie e ogni forma di arroganza. Non solo quando questo riguarda un povero orso, con 17 anni di buona condotta sulle spalle, ma sempre. Sarà che cerco di essere un cittadino e detesto tanto i sudditi quanto quelli che si credono regnanti. Dimenticando che solo la natura nella sua complessità regna sul pianeta, non la politica dei sottoscala, non il mercato di voti e favori.

Abbattimento orso in Trentino: il ministro Costa pronto a impugnare l’ordinanza della provincia

Abbattimento orso in Trentino

L’ordinanza di abbattimento dell’orso in Trentino, colpevole di aver avuto un incontro ravvicinato con due escursionisti locali, è decisamente sgradita al ministro Sergio Costa. Il provvedimento, firmato dal presidente della provincia trentina Maurizio Fugatti, prevede l’abbattimento di un orso non ancora identificato e potrebbe essere impugnato dal Ministero dell’Ambiente. Ritenendo l’ordinanza emessa dalla Provincia di Trento troppo frettolosa e poco rispondente ai criteri previsti dai piani di gestione.

L’abbattimento è stato deciso a causa di un incontro ravvicinato con un orso al quale i due camminatori avevano invaso il territorio. Forse inconsapevolmente, anche se si tratta di residenti e cacciatori, che ben dovrebbero conoscere il territorio. Il plantigrado responsabile di aver causato leggere ferite ai due camminatori potrebbe essere stata una femmina, che difendeva i cuccioli.

Ora il ministro Costa ha deciso di chiedere un parere all’avvocatura dello Stato sull’ipotesi di poter procedere con un’impugnativa. Per fortuna al momento l’orso in questione risulta essere ancora sconosciuto e sarà identificato con certezza solo grazie alle analisi sul DNA. Questo consente di avere qualche giorno di respiro in attesa dell’eventuale impugnativa. E già contro l’ordinanza di Fugatti sono state raccolte in poco tempo oltre 60.000 firme. Con una petizione online, importante ma meno risolutiva dell’impugnazione del provvedimento.

L’abbattimento dell’orso non pare giustificato da quanto previsto nei piani di gestione

Se il Ministero dell’Ambiente ricevesse semaforo verde dall’avvocatura dello Stato per presentare ricorso potrebbero restare congelate le operazioni per l’abbattimento del’animale, in attesa della sentenza. Ma questa ipotesi rappresenta anche l’ultima speranza per la vita dell’orso. Considerando che Fugatti si è dimostrato, da sempre, molto poco propenso a promuovere strategie di pacifica convivenza al posto degli abbattimenti.

L’abbattimento dell’orso in Trentino costituirebbe una sconfitta per quanti da tempo sostengono che debbano essere differenti le modalità con cui gestire la fauna. Fatto ampiamente oggetto di dibattito, ma che ha sempre trovato la netta opposizione della Lega di cui Fugatti è un esponente. Comportamento che non risulta essere stato minimamente variato dopo le critiche per la cattura dell’orso M49 e il suo confinamento al centro di Casteller.

Queste scelte stanno provocando molte reazioni in tutta Italia, che accusano il Trentino di aver preso i fondi europei ma di non rispettare gli accordi. Anche molti residenti si sono dimostrati contrari a questo tipo di scelte, chiedendo il rispetto degli orsi. Senza poter dimenticare il ritorno economico prodotto dall’ecoturismo dei tanti che scelgono il Trentino proprio nella speranza di poter vedere l’orso e la fauna alpina della zona.

Il ministro Sergio Costa aveva cercato di evitare anche la cattura di M49, che aveva ribattezzato Papillon, come il celebre evaso

Le due province autonome hanno però statuti e competenze speciali, che forse andrebbero rivisitate su alcuni argomenti. Queste consentono una maggior autonomia, rispetto alle regioni a statuto ordinario, su molti argomenti, compresa la gestione faunistica.

In attesa di conoscere gli esiti degli esami del DNA, che porteranno all’identificazione certa dell’animale, si può sperare che la Provincia di Trento realizzi un piano di informazione degli escursionisti, prevedendo precise norme di sicurezza. Per evitare che comportamenti, anche involontari, possano comportare reazioni difensive da parte degli orsi, ai quali è l’uomo a invadere il territorio e non viceversa.

Aggiornamento delle 20 del 3 luglio 2020. È stato identificato con il DNA l’orso della scaramuccia con gli escursionisti che, come previsto è una femmina, che stava difendendo il territorio dei cuccioli. Sempre più determinato il ministro nel chiedere la sospensione dell’ordinanza di abbattimento. L’orsa, identificata con il codice Jj4 (una femmina di 14 anni) è una delle figlie di Jurka, una delle capostipiti del progetto che è stata catturata nel 2007 e rinchiusa a Casteller in quanto ritenuta un’orsa problematica.

Sergio Costa resterà ministro dell’ambiente o sarà sostituito?

Sergio Costa resterà ministro dell'ambiente

Sergio Costa resterà ministro dell’ambiente oppure, come suggerirebbero i rumors, sarebbe ritenuto sacrificabile anche dal MoVimento 5 Stelle? In effetti Italia il Ministero dell’Ambiente non è visto, purtroppo, come uno dei dicasteri più importanti dalla politica.

Questo potrebbe significare che il ministro Costa diventi una merce di scambio per diversi motivi, il primo dei quali è che in effetti non è nella pianta organica di un partito. L’indipendenza non sempre viene vista come un valore aggiunto, così come l’indipendenza di pensiero che certo non è mancata a Sergio Costa. Nel bene e nel male.

In queste ore molti media nemmeno considerano il ministero dell’ambiente quando partecipano al toto ministri, quasi fosse un dicastero trasparente. Una dimostrazione di come la tutela ambientale sia considerata più un argomento di facciata, da spendere per aver consensi, senza però spendersi troppo per ottenere risultati.

Sarebbe una buona scelta confermare Sergio Costa

Sergio Costa ha alle spalle una carriera e indagini che parlano da sole, ha realizzato il Piano Lupo con indicazioni coerenti e coraggiose , ha mantenuto la schiena dritta con le Regioni. Anche con quelle amministrate da partiti che facevano parte del governo.

In queste ore ancora non si conosce il nome di chi dirigerà politicamente il Ministero dell’Ambiente, ma si può solo augurarsi che il prescelto sia una figura di livello. Resta il fatto che sarebbe stata un’ottima scelta quella di far proseguire a Sergio Costa il lavoro che aveva iniziato. Con grande passione e indipendenza di giudizio.

Un ministro che ha parlato sempre con i fatti e che ha avuto la dignità del suo ruolo, senza sconfinamenti, senza invasioni di campo. Un modo di operare diverso, in un governo sin troppo occupato a comunicare, molto più di quanto sia stato effettivamente realizzato.

Sergio Costa resterà allora ministro dell’ambiente?

Dovendo fare una previsione, sulla base di quello che si può leggere sui media ma anche sulla base di quanto detto dai rispettivi schieramenti, la risposta, dovrebbe essere no.

Nemmeno il capo politico del MoVimento, Luigi Di Maio, sembra abbia speso parole per ottenere la sua riconferma. Appare certo che la figura e la poltrona di Costa sia vista da molti come una posizione sacrificabile.

Preoccupa che nel nostro paese i temi ambientali non siano ritenuti prioritari, nemmeno in un momento come questo, dove dovrebbero essere i primi dell’agenda politica.

In un momento in cui non è ancora chiara quale sarà la sorte dei Carabinieri Forestali, che rischiano di essere sempre più inglobati nell’Arma dei Carabinieri. Mentre avrebbero dovuto restare una specialità, un settore strategico da potenziare, da far crescere per un efficace contrasto dei crimini ambientali.

In breve si potrà avere comunque la risposta certa a questo quesito.

L’orso M49 deve scappare dalla strana coppia

orso M49 deve scappare

In questo momento in Trentino e limitrofi si cerca un pericoloso latitante che rappresenta un pericolo per l’incolumità pubblica. Per questo l’orso M49 deve scappare, inseguito da un manipolo di forestali che lo braccano. Su disposizioni di Maurizio Fugatti, il signore che si vede nella foto insieme al ministro dell’interno Matteo Salvini. Entrambi giurano di essere al servizio di tutti, anche se è evidente che un orso, per giunta sloveno, non è una figura che si possa includere nel gruppo.

Le motivazioni sono da ricercare in alcuni comportamenti da orso, tipici di un plantigrado, che M49 ha messo in atto, forse con più pervicacia di altri orsi. Ma si tratta pur sempre di comportamenti tipici della specie che non sono alterazioni indicative di una reale pericolosità. L’orso non predilige la vacca della malga, semplicemente sceglie una fonte di proteine più semplice da raggiungere. Del resto nessun animale scarta una facile preda per iniziare una competizione con quella irraggiungibile.

Tutti i predatori attaccano soggetti in difficoltà per una logica di sopravvivenza. Se fossero uomini diremmo che sono degli approfittatori di deboli e inermi, ma stiamo parlando di orsi. Che non hanno una morale, una fede, un credo ma si comportano secondo quanto l’evoluzione gli ha trasmesso. Il cibo è la cosa più importante per raggiungere due scopi: sopravvivere e riprodursi. Un comportamento ovvio e naturale quindi.

L’orso M49 deve scappare non perché è pericoloso, ma in quanto orso

Appurato che M49 è appunto un orso con comportamenti ursini, in un territorio che è antropizzato oggi quanto qualche anno fa, ci si chiede quale sia il problema. Considerando peraltro che il numero dei suoi simili non è cresciuto in modo esponenziale, tale da creare chissà quali problematiche.

Eppure gli orsi sono l’unico caso di ripopolamento di grandi carnivori fatto in Italia, nell’ambito di un progetto europeo. Un LIFE che ha avuto inizio nel 2010. Con fondi erogati dalla Comunità Europea, con un progetto condiviso dalla comunità locale. Importando in Trentino orsi sloveni, quindi anche sotto il profilo politico, del tutto comunitari, cosa non secondaria visti i tempi.

Il progetto partiva dalla volontà di rimpolpare una popolazione di orsi ridotta al lumicino, anche sotto il profilo genetico, nonostante fosse vietato cacciarli da decenni. Al contrario del lupo infatti, che mai è stato oggetto di reintroduzione, il numero di orsi presenti nel massiccio Adamello Brenta non si è mai ripresa negli anni, dando segni di recupero. Da qui il primo progetto LIFE e il rilascio di esemplari catturati in Slovenia, fatto con i soldi comunitari.

Fugatti dice che i grandi carnivori sono incompatibili con l’agricoltura di montagna

Forse sono i politici il problema, quelli che devono sempre avere un nemico da combattere, per giustificare la propria esistenza, la focalizzazione dell’attenzione popolare, l’interesse politico del proprio bacino di voti. Sentite l’intervento fatto da Fugatti all’assemblea del Trentino e giudicate da soli.

Avrete sentito dire che il problema sono i grandi carnivori, che sono incompatibili con le mandrie o le greggi al pascolo. Mentre è il pascolo libero, non controllato, a essere un problema in un ambiente naturale sano, che sia composto da prede e predatori. La questione infatti è basata sulla necessità di riportare le cose al punto antecedente allo sterminio dei predatori.

Peraltro nel tempo presente esistono strumenti e tecnologia per prevenire gli attacchi, per evitare le predazioni. Basterebbe che la politica smettesse di essere così arrogante nella gestione ambientale, così calcolatrice nel tornaconto elettorale. Sarà per questo che si nota la mancanza di statisti, che programmano il futuro, e la sovrabbondanza di politicanti, quelli che fanno già fatica a parlare di domani.

Le imbarazzanti dichiarazioni di Fugatti, che raccontano del centro da cui M49 è scappato come di un’eccellenza europea per la gestione degli orsi e i ritardi nella diffusione di immagini e di versioni credibili, creano molte perplessità. Ma se la Lega è il partito dei cacciatori, così non dovrebbero essere i pentastellati, che però non vanno oltre le prese di posizione del ministro Sergio Costa, che ha ribattezzato M49 con il nome di Papillon. In memoria del celebre evaso.