L’amnistia non può riguardare i reati contro gli animali

cucciolo cane in canile

Amnistia e indulto non possono riguardare i reati contro gli animali, che certamente non sono quelli che affollano le carceri, visto che in prigione non ci va nessuno. I crimini contro gli animali, anche i più gravi, restano di fatto puniti solo con pene lievi, spesso sospese.

Far rientrare questi reati nell’amnistia, un provvedimento inaccettabile perchè non cancella solo la pena, come l’indulto, ma elimina l’esistenza del reato, vorrebbe dire un colpo di spugna passato su migliaia di casi di maltrattamento che resterebbero impuniti.

Su questo fronte le associazioni si dovrebbero pronunciare con chiarezza, iniziando a combattere una battaglia che impedisca di vanificare il lavoro delle forze di polizia contro i maltrattamenti, anche gravissimi, inflitti agli animali. Se questo provvedimento serve a rendere meno affollate le nostre borboniche carceri eviti di favorire i colpevoli di ogni reato violento, a danno di persone e animali: diversamente si rischia che un provvedimento di clemenza si traduca in un sopruso verso le categorie deboli e indifese.

Le prigioni non possono essere delle bolge dantesche, ma i reati non devono essere cancellati: si può condonare, al limite, la pena, non ripulire i casellari giudiziari di trafficanti di animali, maltrattatori, aguzzini evitando così l’applicazione delle misure accessorie.

Associazioni per i diritti degli animali fatevi sentire prima che sia troppo tardi, perché questa strada si aprirà prima o poi, la Corte di Giustizia Europea ce lo impone per le vergognose condizioni delle nostre carceri, giustamente. Quando un popolo tiene i suoi simili in condizioni peggiori degli animali negli allevamenti intensivi significa che è un popolo che non concede speranze alla crescita dei diritti degli animali.

Una macchina al sole è una bara per gli animali.

Una campagna promossa da RSPCA per informare i rischi che si corrono a lasciare i cani in auto.

Una campagna promossa da RSPCA per informare i rischi che si corrono a lasciare i cani in auto.

Si salvano più cani con una campagna sui pericoli di lasciarli in macchina in estate, che con una sull’abbandono. Forse una provocazione ma colpi di calore, soffocamento e morte sono episodi diffusi e preoccupanti e quasi sempre sono il frutto della mancata informazione, non della cattiveria.

Chi abbandona un animale è un bastardo: un claim efficace sulle virtù etiche di queste persone, irredimibili perchè prive di rispetto e sentimenti verso gli animali. Chi lascia un cane in macchina quando fa caldo è invece quasi sempre soltanto uno sprovveduto, che se fosse correttamente informato probabilmente presterebbe maggior attenzione.

Meglio informare gli sprovveduti e salvare decine di cani oppure cercare di convincere un “bastardo”? Probabilmente entrambe le cose sono importanti, ma tanto si parla di abbandono in estate e tanto poco si fanno circolare informazioni importanti che salverebbero tanti animali da una fine tremenda.

Il maltrattamento di animali: un fenomeno sempre più sotto i riflettori.

Campagna contro il maltrattamento degli animali promossa da un'associazione del Guatemala.

Campagna contro il maltrattamento degli animali promossa da un’associazione del Guatemala.

Oramai non credo esista un paese al mondo dove non vi sia un movimento di opinione che richieda la tutela degli animali.

Questo, quando accade in paesi emergenti, poveri e con grandi difficoltà sociali, dimostra come la sensibilità verso i diritti degli animali sia una realtà che non potrà arrestarsi essendo penetrata nella coscienza delle persone.

Non bisogna illudersi che il percorso sarà breve però è innegabile che questa strada sia destinata a non arrestarsi: la meta potrà essere lontana, ancora per molti anni, ma il punto di arrivo è tracciato.

In Italia abbiamo bisogno di realizzare un testo unico, che tuteli gli animali dai maltrattamenti in modo davvero efficace ma che rappresenti anche una globale revisione delle normative in materia di tutela della biodiversità, dell’ambiente e dei diritti degli animali.

Abbiamo bisogno di politici che non usino i diritti degli animali per far carriera e di associazioni protezionistiche serie, concrete, in grado di pensare e realizzare progetti di lungo periodo: solo così riusciremo ad arrivare ad una corretta gestione delle problematiche e ad avvicinarci al risultato.

Medicina veterinaria forense: uno strumento per reprimere i crimini contro gli animali

Un mezzo attrezzato dell'ASPCA per i rilievi di medicina veterinaria forenze.

Un mezzo attrezzato dell’ASPCA per i rilievi di medicina veterinaria forense.

Questo è un mezzo del Forensic Sciences Team di ASPCA, negli Stati Uniti, dove da tempo i crimini contro gli animali vengono investigati con molta concretezza.

Negli USA la crimonologia ha da tempo dimostrato un nesso fra gli autori dei crimini contro gli animali e quelli commessi contro gli umani: spesso i protagonisti sono gli stessi.

Abbiamo in Italia un centro d’eccezione che opera con competenza su questi temi ed è il Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria, con sede presso l’Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana. Grazie a questo centro siamo all’avanguardia in Europa per tecniche e capacità, mentre siamo relegati alla fine della classifica per la repressione dei crimini contro gli animali.

E’ tempo che polizia giudiziaria e Procure della Repubblica diano la giusta importanza ai crimini contro gli animali.