
"Il cane che seguiva la luna" è una poesia scritta e disegnata da James Norbury, l'autore del best seller "Grande Panda e Piccolo Drago". La storia è sempre quella di un viaggio, complesso come complessa è la vita di uomini e animali. In questa nuova avventura Amaya, la cagnolina protagonista, perde la sua famiglia e vaga in un bosco, da sola, proprio come capita spesso di fare anche nelle nostre vite. I disegni riescono a raccontare agli occhi le emozioni di Amaya, che le parole poi completano.
Dopo due giorni trascorsi a vagare nel bosco Amaya fa un incontro, che per lei, cucciolo sprovveduto rappresenta un porto tranquillo. Amaya incontra un branco di lupi, che le ricordano i genitori, magari un po' più grossi, ma familiari, se non altro nell'aspetto. Cosi Amaya "sentì un'ondata di emozione e si diresse verso di loro, facendosi strada fra gli alberi." Ma si sa, fra quel che appare e quello che è reale possono esserci molte, molte differenze.
Nei libri, poi, quello che accade raramente nella vita reale si può concretizzare, trasformando attimi di terrore puro in qualcosa di diverso. In fondo, come scrive Norbury "Non dobbiamo arrenderci solo perchè abbiamo perso di vista il nostro obiettivo. C'è sempre la possibilità di trovare una nuova strada." Non vi voglio raccontare altro, ma se vi piace il genere vi invito a leggerlo: scorre e risora lo spirito come un bicchiere d'acqua fresca quando si ha sete. Davvero consigliato, per tutti.
