Grande Panda e Piccolo Drago, una magia di James Norbury

grande panda piccolo drago

Grande Panda e Piccolo Drago è un libro che racconta un viaggio nella vita, di due grandi amici, dove non importa il luogo ma il modo di viverlo. In realtà il destino di ogni essere vivente è davvero un percorso di viaggio, del quale non conosciamo né il tragitto, né la durata ma per il quale possiamo sempre decidere come lo vogliamo affrontare. Un nuovo giorno, un nuovo inizio” disse Piccolo Drago. “Cosa ne faremo?” e proprio questa è la filosofia di questo poetico volume scritto e illustrato da James Norbury,

Cani falchi tigri e trafficanti

Non sono solo le parole a lasciare un segno, come pennellate di colore capaci di rendere unica qualsiasi giornata, ma anche i disegni, essenziali e fantastici. Questo libro è davvero un volume per famiglie, da leggere e condividere con chiunque dia un valore al bello della natura, al sapore del viaggio, all’importanza della vita. Pagina dopo pagina l’autore ci porta a farci delle domande, a chiederci di capire quanto la vita sia un’avventura meravigliosa, specie quando si ha la fortuna di attraversarla con amici veri.

Ogni decisione che prendi lungo il cammino ti porta un po’ più vicino o un po’ più lontano da dove vuoi andare”: a prima vista sembra un concetto incomprensibile, ma poi, riflettendoci, ci si rende conto della sua verità. Nessun percorso è segnato, la strada del viaggio si compone sotto i nostri occhi a seconda dei nostri comportamenti. Nulla è certo nella vita, nulla è preconfezionato e allo stesso punto di arrivo ci si può arrivare con diversi percorsi, senza che v sia certezza che arriveremo davvero a tagliare il traguardo. Che non è certo un punto d’arrivo o il momento più importante dell’avventura.

Grande Panda e Piccolo Drago ci prende per “zampa” e ci consente di viaggiare senza itinerario, indagando sempre con stupore

“Vorrei che questo momento durasse per sempre” disse Piccolo Drago. “Questo momento è tutto ciò che c’è” sorrise grande Panda. La vita è in effetti un susseguirsi di momenti, di ogni genere, ma ogni attimo è unico, proprio come se avesse un inizio e una fine. Ci sarà sempre stato un prima di quest’attimo, ma non c’è certezza che ve ne sia uno successivo, per questo ogni momento è davvero tutto ciò che c’è.

Grande Panda Piccolo Drago

Il libro ci esorta, anzi ci costringe, a farci delle domande anche dopo aver letto poche righe e questa è la sua poesia, ma anche la sua semplicissima complessità. Raccontando molte vie possibili per arrivare alla felicità, per rasserenare i momenti bui e capire che, in fondo, nulla è più fantastico del grande dono rappresentato dal percorso delle nostre vite.

I disegni che accompagnano i sintetici dialoghi e le massime che li corredano sono meravigliosi, nella loro essenzialità. E se questo vale per Grande Panda è ancora più vero per Piccolo Drago, tratteggiato con poche linee essenziali, che ve lo faranno amare con i suoi occhietti vispi. Questo è una sorta di libro medicina, perché in questa o in un’altra pagina troverete sempre il consiglio di un rimedio in grado di lenire dolori e ferite. è uno dei più bel libri che abbia mai letto con animali come protagonisti.

Rizzoli libri – rilegato – 159 pagine – 16,50 euro

Dagli animali si impara, una grande verità raccontata in un libro sulle invenzioni che gli uomini hanno copiato dal regno animale

Dagli animali si impara

Dagli animali si impara è il nuovo libro scritto da Gianumberto Accinelli, che racconta le invenzioni tecnologiche che l’uomo ha copiato dal regno animale. Il mondo naturale, così complesso e variegato, rappresenta una fonte dalla quale non è certo difficile trarre ispirazione o forse sarebbe meglio dire copiare dalle tecniche degli altri viventi. Spesso si tratta di animali molto piccoli, ma non per questo meno importanti. Utilità e modalità di realizzazione non sono quasi mai in relazione fra loro.

Gianumberto Accinelli ha poi una vera e propria passione per il molto piccolo. “Il prof”, come è conosciuto da molti dei suoi lettori, è infatti un entomologo, oltre che un bravo divulgatore del mondo naturale. Quindi non stupisce che il suo libro incominci proprio parlando di creature poco considerate, certamente prive di grande appeal, come i lombrichi. Che forse per molti saranno creature bruttarelle, ma utili, indispensabili anzi, per l’ambiente. Già Aristotele, si racconta nel libro, li definiva “l’intestino della Terra”, per la loro capacità di nutrirsi e restituire sostanza fertile.

Nel libro scopriamo così come l’uomo abbia trovato modo di replicare quanto imparato dai lombrichi, osservati e studiati per la loro capacità di nutrirsi solo di terra. Dopo aver letto questo capitolo sono sicuro che molti lettori inizieranno a guardare i lombrichi con occhi diversi. Comprendendo che c’è un mondo piccolo e spesso davvero poco indagato da noi, che è ricco di meraviglie ma anche di opportunità. Capace di digerire anche i sassi!

Dagli animali si impara non è certo un modo di dire, ma un umile riconoscimento a un mondo che troppo spesso trattiamo davvero male

Alla fine anche gli animali ritenuti fastidiosi, come le zanzare, inizieranno a essere viste con un occhio diverso, perché in pochi millimetri di lunghezza sono racchiuse capacità strabilianti. Sapete come ci trovano le zanzare, cosa le attira e perché riescono a pungerci senza farci sentire il minimo dolore? Leggete il libro e scoprirete che da questa straordinaria abilità noi abbiamo tratto delle applicazioni molto interessanti. Ogni animale non solo ha un suo posto importante nell’equilibrio ambientale, ma può essere un buon maestro per uomini attenti.

Per fortuna non ci sono solo persone che si lamentano dei fastidi creati dagli animali, ma li studiano per capire la complessità della biodiversità. L’incredibile varietà di comportamenti che costruiscono e legano specie a specie, creando una catena di relazioni che hanno reso il nostro pianeta meraviglioso, prima che iniziassimo a distruggerlo, con comportamenti arroganti e insensati.

Se ognuno di noi leggesse almeno un paio di libri l’anno fra quanti parlano delle complessità e delle meraviglie della natura si creerebbe un volano positivo di conoscenza. Che permetterebbe di guardare le cose sotto altri punti di vista, anche parlando di zanzare. Scopriremmo ad esempio quanto siano importanti queste creature per altri animali, come i pipistrelli, che le mettono come un ingrediente fondamentale della loro dieta. Ma potremmo anche venire a sapere che sono molto più pericolose dei tanto vituperati squali, o dei lupi, perché trasmettendo la malaria ed altre malattie, rappresentando così un pericolo reale e infinitamente superiore in molte zone del mondo.

Il battello a vapore – rilegato – 171 pagine – 16,00 euro

10 idee per salvare il pianeta prima che sparisca il cioccolato

10 idee salvare pianeta

10 idee per salvare il pianeta prima che sparisca il cioccolato, nonostante l’apparenza suscitata dal titolo che pare ironico, in realtà è un saggio che tratta un argomento molto serio. Il tema è proprio quello di evitare che anche i nostri comportamenti possano contribuire nella corsa verso il disastro climatico. Una problematica molto attuale e importante, impossibile oramai da trascurare. Per evitare che effettivamente ci possano essere effetti collaterali come la scomparsa del cacao, un evento tutt’altro che improbabile. Gli scienziati stimano, infatti, che ci potrebbe essere un collasso della produzione entro il 2038.

Il messaggio forte e chiaro che questo libro trasmette è che ognuno può essere un protagonista del cambiamento, mettendo in atto comportamenti virtuosi. Il contributo individuale è importantissimo per ottenere risultati e, mai come in questo campo, è vero che l’unione faccia la forza. Tanti grandi e piccoli cambiamenti nei comportamenti, negli stili di vita e di consumo, possono ridurre l’enorme impatto ambientale della società occidentale. Su questo tema il libro si rivela un ottimo “motivatore”, spiegando non solo cosa fare, ma anche i benefici che derivano da qualche modifica del nostro comportamento.

Suddiviso in 10 aree tematiche il volume illustra le possibilità di cambiamento e i risultati che ognuno di noi può raggiungere. Fornendo tutti i riferimenti del caso, che consentono al lettore di approfondire i diversi temi trattati, per raggiungere sempre maggior consapevolezza. Molte persone, ad esempio, non si sono mai poste la domanda di quanta acqua si possa risparmiare facendo una doccia al posto di un bagno, eppure l’acqua che viene consumata durante un bagno in vasca è davvero molta, considerando che rappresenta un comportamento quotidiano o quasi.

10 idee per salvare il pianeta prima che sparisca il cioccolato affronta il problema dei cambiamenti climatici, rendendo il lettore protagonista

I nostri comportamenti alimentari possono fare la differenza, ma bisogna avere le corrette informazioni per capirne l’importanza. Una dieta basata su un’alimentazione prevalentemente vegetale consente di contribuire alla riduzione dei gas serra. Gli allevamenti di animali rappresentano una delle realtà più inquinanti e problematiche andando a incidere su una serie di questioni ambientali primarie. L’allevamento degli animali destinati all’alimentazione produce emissioni clima alteranti, è causa del consumo di suolo e della deforestazione e richiede un esagerato consumo di acqua.

Nel capitolo dedicato all’alimentazione e alle nostre possibilità di sperimentare nuovi stili alimentari, la questione allevamenti viene trattata senza un’impostazione dogmatica, ma semplicemente con la corretta illustrazione del rapporto costi/benefici. Illustrando come una riduzione del nostro consumo di carne e pesce possa dare un contributo di grande rilevanza alla tutela del pianeta.

Per ottenere un cambio delle abitudini di consumo dobbiamo trasformarci, passando dall’essere consumatori onnivori, che digeriscono tutto quello che il marketing racconta, al trasformarsi in persone che sanno scegliere. Un salto di qualità non da poco, proprio per la valorizzazione delle scelte individuali negli acquisti. Cercando di far finire nella spazzatura indifferenziata, senza possibilità di riciclo, il termine “consumatori” per sostituirlo con quello di “acquirenti intelligenti”, sempre più attenti alle esigenze ambientali.

Le scelte per essere durature, senza seguire le mode del momento, devono essere fondate sulla comprensione dei problemi

10 idee per salvare il pianeta prima che sparisca il cioccolato è un libro da leggere o regalare perché aiuta a comprendere, in modo chiaro e scorrevole, argomenti divenuti fondamentali. Un saggio che è un ottimo strumento divulgativo e di conoscenza anche per chiunque voglia informarsi e confrontarsi con il problema. Perle di saggezza da attuare per contribuire al cambiamento, piccoli e grandi spunti per poter approfondire i grandi temi ambientali.

Bisogna ricordare il primo obiettivo per il cambiamento: il principio di riduzione del danno. Per arrivare nel tempo a una sempre maggiore consapevolezza, che possa accompagnare verso una sostanziosa mitigazione del problema. Un po’ come deve avvenire per le plastiche: al momento non è pensabile eliminarle ora in toto, ma certo è possibile, come ha fatto la Comunità Europea, vietare quelle monouso e promuovere campagne di corretto utilizzo e riciclo. Ricordando sempre che il comportamento virtuoso primario deve essere basato sul riuso e non sul riciclo. Preferendo materiali alternativi e riciclabili all’infinito come vetro e alluminio.

Città Nuova – brossura – 164 pagine – 172,00 Euro

Attenti ai cani, una storia di 40.000 anni che racconta come il cane sia diventato il nostro miglior amico

attenti ai cani

Attenti ai cani è un interessante lavoro di Paola Valsecchi che racconta, con grande precisione attraverso dati scientifici, l’origine del canis lupus familiaris. Una storia controversa, che solo in tempi abbastanza recenti ha trovato certezze. Grazie agli esami del DNA che hanno consentito di dimostrare, senza tema di smentita, che il lupo sia il progenitore di tutti i cani domestici. Spazzando via altre teorie che avevano inizialmente convinto anche il padre dell’etologia Konrad Lorenz.

In questo saggio Paola Valsecchi, che insegna Etologia applicata all’Evoluzione all‘Università di Parma, introduce il lettore con fermo garbo, ma grande precisione scientifica, nel mondo canino. Raccontando come quello che oggi è il nostro compagno fedele si sia fatto circuire dall’uomo, che da una parte gli aveva fatto grandi promesse per poi tradire quel patto. Un’amicizia spesso a senso unico, dove l’unico a onorarla sempre e comunque è restato solo il cane. Ma questo è il parere del recensore, anche se sono certo sia anche quello dell’autore.

Grazie al DNA e a studi pubblicati molto recentemente oramai si ha la certezza che i cani si siano separati dai lupi, per iniziare la vita domestica, 40.000 anni fa. E da questo momento in avanti le nostre vite non si sono più separate. Come avrete capito questo libro racconta in modo scientifico, e non romanzato, la nascita di questo pilastro della storia umana. L’uomo senza il cane non sarebbe, forse, mai potuto arrivare dove è arrivato, mentre il cane senza l’uomo sarebbe pur sempre restato un lupo. Animale fiero e affascinante, nella sua perfezione di super predatore.

Attenti ai cani percorre passo passo non soltanto la storia del lupo che diviene il cane domestico, ma affronta anche il tema della domesticazione

La domesticazione è un processo lungo e complesso, non basta la riproduzione in cattività, non è sufficiente l’imprinting. Paola Valsecchi lo spiega entrando nei particolari, parlando di selezione, di soggetti meno timorosi e più vicini all’uomo, per concludere come il processo non sia affatto breve, come spesso qualcuno, per interesse commerciale, vorrebbe far credere.

Parlando di un noto esperimento di domesticazione delle volpi, purtroppo destinate a diventare pellicce, durato diversi decenni l’autrice afferma: In definitiva (le volpi n.d.r.) non hanno camminato a fianco dell’uomo per millenni, non state soggette alle pressioni selettive a cui noi umani abbiamo sottoposto i cani e non si sono adattate a un ambiente antropogenico, con tutto il suo carico di novità e complessità. Queste volpi si sono solo “affacciate” sulla strada della domesticazione.”

Un animale selvatico resta tale anche se allevato in cattività, e questo fatto andrebbe attentamente valutato, specialmente in relazione al suo benessere. L’autrice spiega anche come e in che misura il processo di domesticazione comporti non solo modifiche del carattere, ma anche cambiamenti fisici molto rilevanti. Insomma se volete conoscere davvero come il lupo si sia trasformato in cane e capire la sua storia dovete leggere questo saggio. Che vi porta in mondi sconosciuti a molti, dove si stima che solo un 17/24% del miliardo di cani che popola il pianeta goda del ruolo di animale da compagnia. Con un umano di riferimento.

Edizioni il Mulino – brossura – 160 pagine – 12,00 Euro

Manifesto per un animalismo democratico: un viaggio filosofico all’interno delle battaglie per i diritti degli animali

Manifesto per un animalismo democratico

Il Manifesto per un animalismo democratico scritto da Simone Pollo è un saggio interessante, che pone sul tavolo diversi quesiti. Domande che da tempo animano l’animalismo in Italia, ma non solo, in tutte le sue variegate componenti. In effetti intorno al riconoscimento dei diritti agli animali non umani si sono create differenti correnti di pensiero. Alcune molto radicali, che mettono sullo stesso piano i diritti degli animali umani e non umani, altre più portate a lottare per ottenere una riduzione progressiva del danno. Mosse dalla consapevolezza che un cambiamento della società, imposto, sia difficile da poter realizzare.

Cani falchi tigri e trafficanti

Il saggio si fonda sul presupposto che tutti i cambiamenti debbano ruotare intorno alla condivisione democratica. Che non deve essere assoluta, ma ampiamente riconosciuta nella società come valore positivo. L’autore, che insegna bioetica all’Università La Sapienza di Roma, ha scritto questo trattato scientifico, ricco di riferimenti e citazioni, per far riflettere su un possibile percorso. Che non porta a un riconoscimento generalizzato di diritti, ma pone alla base un concetto chiaro: i cambiamenti avvengono quando la società é pronta a riceverli.

I diritti degli animali, specie quelli che comporterebbero cambiamenti molto radicali, devono crescere nella coscienza collettiva. Che secondo il suo autore non può riconoscere, oggi, una parità di considerazione fra i diritti degli uomini, spesso negati, e quelli degli animali. Confutando, ad esempio, che i camion carichi di animali da macello possano essere equiparabili ai vagoni piombati che trasportavano i deportati della Shoa.

Il Manifesto per un animalismo democratico è un libro che farà discutere, e molto, le varie anime del movimento animalista

Simone Pollo non può certo essere accusato di aver cercato scorciatoie, né linguistiche, né di pensiero, esponendo la sua teoria sino ad arrivare alle conclusioni. Queste ultime si possono poi più o meno condividere, ma hanno il pregio di essere molto stimolanti per la crescita del dibattito su questi temi. Ponendo un confine che certo resta difficile da travalicare: se la società non è pronta a riconoscere determinati valori come universali, questi non potranno essere assimilati tramite imposizione.

Prima di arrivare a un mondo virtuosamente vegano sarà necessario modificare idee e abitudini. Un percorso che non sarà breve. Al di là delle imposizioni pratiche che verranno dal pianeta, questa evoluzione non potrà essere compiuta interamente nel giro di qualche decennio. Diversa è invece la possibilità di affermare, già ora, diritti in altri settori. Realizzando cambiamenti anche normativi, su obiettivi oramai largamente condivisi. Come l’abolizione della caccia e lo sfruttamento degli animali nei circhi.

Un testo che scava all’interno di concetti e definizioni, arrivando a scardinare paradigmi che rappresentato luoghi comuni.

Un bracciante miseramente pagato e senza protezioni sindacali può a buon diritto essere considerato come ridotto in schiavitù, anche se di fatto nessuno ha la sua proprietà giuridicamente riconosciuta. Per converso, un cane che vive in una famiglia, circondato di affetto e cure, ed è di fatto considerato un membro di quella stessa famiglia non è uno schiavo solo per il fatto che per la legge è di proprietà di un essere umano.

Tratto da Manifesto per un animalismo democratico

Il riconoscimento dei diritti degli animali deve essere considerato l’ineludibile punto di arrivo di una società democratica

E’ innegabile il divario fra i diritti desiderabili, che si vorrebbero vedere riconosciuti agli animali, e quelli reali, che spesso si fermano subito dopo la loro enunciazione. Considerando peraltro che gli animali non hanno possibilità di poterli difendere in modo autonomo. Realtà assimilabile, secondo l’autore, a quella delle minoranze umane così scarsamente rappresentate da aver necessità di trovare dei difensori, per poter ottenere ascolto.

Un libro da leggere con attenzione, visto che pur avendo un testo molto scorrevole tratta argomenti etici complessi, con un angolo di visione alternativo e mai banale. Una promessa che già traspare chiaramente nel titolo. Annunciando da subito e in modo chiaro come il riconoscimento dei diritti debba passare dalla democrazia. Come è stato per l’abolizione della schiavitù umana.

Carocci Editore – brossura – 124 pagine – 12,00 Euro

L’orso non è invitato, racconta il bisogno di condividere l’ambiente in cui viviamo con gli altri animali

orso non è invitato

L’orso non è invitato è un libro che parla non solo di orsi, ma tratteggia anche la necessità di avere un rapporto di civile convivenza con gli animali. Le vicende degli orsi del Trentino hanno fatto il giro del mondo, dopo le ripetute fughe di M49. Diventato l’esempio di quanto sia difficile per un selvatico, abituato a percorrere grandi distanze in una sola notte, restare chiuso in un bunker.

cani falchi tigri e trafficanti

Nel libro si ripercorrono le occasioni perse di pacifica convivenza, ma anche le persecuzioni che la nostra specie ha sempre messo in atto con i predatori. Ritenuti a torto soltanto responsabili di un conflitto sulle risorse e non anche una componente fondamentale di equilibrio. Guardate con gli occhi di un biologo, che trascorre lunghi periodi in Trentino ed è consapevole di quanto il tasso di conflitto abbia raggiunto livelli impensati. Il libro ripercorre anche i conflitti che hanno portato all’estinzione di molte specie animali a causa degli interventi umani.

L’orso non è invitato ma in Trentino è stato addirittura voluto e reinserito, con i fondi europei

Nel suo libro Bertacchini racconta come non ci siano stati, in Italia, episodi che abbiano visto l’orso come protagonista di aggressioni mortali da 150 anni. Sottolineando come gli unici quattro episodi di scontri, poco più di scaramucce considerando la mole del plantigrado, siano avvenuti in Trentino. Un fatto che dovrebbe far riflettere sulla gestione del progetto da parte della Provincia Autonoma di Trento.

Una situazione paradossale che ha fatto conoscere il Trentino in tutta Europa negli ultimi periodi, più per catture e abbattimenti di orsi, che non per le sue bellezze naturalistiche. Dopo polemiche mai sopite sulle condizioni di detenzione degli orsi oggetto di captivazione nel famigerato centro di Casteller.

Edizioni infinito – brossura – 131 pagine – 13,00 euro