Non dire gatto, una storia naturale, e no di Paola Valsecchi

non dire gatto

Non dire gatto è un interessante libro scritto da Paola Valsecchi, che porta il lettore nel mondo del piccolo felino (quasi) domestico per fargli conoscere meglio comportamenti e bisogni. La storia umana si intreccia con due animali, il cane e il gatto, con i quali abbiamo stretto un rapporto più profondo e che nel corso dei millenni hanno accompagnato le nostre vite. Due animali profondamente diversi fra loro, capaci di creare rapporti affettivi importanti con i loro custodi, ma anche di dividere questo mondo fra gattofili e cinofili. Senza ovviamente dimenticare un vasto gruppo di umani che ha scelto di condividere la propria esistenza con entrambe le specie.

Non dire gatto inizia il suo viaggio raccontando l’origine del gatto domestico che ora vive con l’uomo, molto diverso da quelli che potevano essere i suoi antenati. Un rapporto iniziato, come è successo con il cane, per ragioni utilitaristiche che hanno visto il gatto come alleato degli uomini nell’eterna lotta contro i topi. Per arrivare sino ai giorni nostri con alterne fortune e con molti sbagli, che hanno portato alla diffusione del gatto anche in territori dove, con il senno di poi, sarebbe stato meglio non liberarlo.

I gatti oggi vengono visti da una gran parte del mondo scientifico come un grande pericolo per la fauna e in particolare per i piccoli uccelli, che predano in modo sistematico quando vivono fuori dalle nostre case. Un problema difficile da affrontare e ancor più da risolvere. Considerando anche la scarsa attenzione di molti custodi dei gatti che non riescono a percepire il problema nella sua complessità. Tanto da far giungere le autorità di diversi paesi ad emettere provvedimenti che restringono la libertà di movimento all’aperto dei gatti di casa.

Non dire gatto descrive comportamenti sconosciuti ai più e aiuta a comprendere le interazioni

I luoghi comuni sui gatti sono davvero moltissimi, da quelli che affermano che il gatto si affezioni alla casa ma non al suo custode a quello che li descrive come animali indipendenti, che non cercano relazioni. Nella realtà i nostri gatti tentano di dirci molte più cose di quelle che noi riusciamo a capire, per disattenzione o scarsa conoscenza. Potremo così scoprire quanto i gatti cerchino di “parlare” con noi, usando diversi suoni, molto più di quanto non facciano fra di loro, però spesso con scarsa comprensione degli umani. Il libro cerca di fornire al lettore un piccolo dizionario, per fargli interpretare i diversi modi di interagire in modo più complesso.

Paola Valsecchi, docente di Etologia applicata ed Evoluzione dei vertebrati all’Università di Parma, ha già pubblicato un altro interessante libro che aveva tratteggiato la nostra storia con i cani. Attenti ai cani, una storia di 40.000 anni percorre, infatti, le tappe della nostra storia a fianco di quello che è giustamente considerato il miglior amico dell’uomo. Raccontando, anche in questo caso, questa avventura partendo proprio dalle origini, per arrivare poi ai giorni nostri. Una storia fatta di promesse, non sempre mantenute dagli umani, che è rimasta salda seppur fra mille distinguo che sono poi fra le cause del randagismo.

Conoscere meglio gli animali con cui dividiamo vite e spazi può aiutare a comprendere l’importanza di un rapporto sano ed equilibrato, che ci porti a considerare i bisogni e i diritti degli animali. Senza far prevalere gli interessi umani che molto spesso generano una coltre di amore soffocante o di disinteresse ingiustificato verso le loro necessità. Nel libro il lettore desideroso di approfondire questi temi potrà trovare una ricca bibliografia.

Edizioni il Mulino – brossura – 162 pagine – 12,00 Euro

Bono è un gatto molto particolare, che ha aiutato l’autrice a ritrovare la strada di casa

Bono è un gatto molto particolare

Bono è un gatto molto particolare, capace di suscitare non soltanto grandi emozioni, ma di far rivalutare la propria vita all’autrice del libro. Che lo ha preso in affido temporaneo a New York, dove si era recata per presentare il suo precedente bestseller. Ovviamente un’altra storia con un gatto come protagonista. Giò, che era rimasto a casa di Helen, nella lontana Australia.

Un romanzo ben raccontato, a tratti avvincente, sempre ricco di pennellate di autoironia che rendono la lettura di questo libro davvero gradevole. Facendo scoprire lati poco conosciuti della città che non dorme mai e di un’associazione che si occupa di soccorrere animali in difficoltà. E di quanto possa essere magico il rapporto con un gatto, anche se partito nel peggiore dei modi.

La star del libro è Bono, un gatto arruffato e spelacchiato, sofferente e con poche speranze di essere adottato, prima di trasformarsi in una vera star. Cosa che avverrà soltanto quando troverà la sua famiglia adottiva, quella con la quale vivrà per sempre, grazie a miracolose casualità.

Ci sono momenti particolari nella vita e un gatto come Bono è capace di compiere magie

Leggendolo scoprirete un poco delle attività della charity Bideawee, fondata da una grande viaggiatrice: Flora d’Auby Jenkins Kibbe nel lontano 1903. Con lo scopo di occuparsi degli animali abbandonati allestendo una sorta di rifugio in un palazzo di New York. Il nome viene dall’espressione idiomatica scozzese: bide a wee, il cui significato è “rimani per un po’”. Per dare il senso dell’offerta di una possibilità, di un ricovero temporaneo in attesa di tempi migliori.

Sento di continuo storie di persone che sono state salvate emotivamente dai loro animali. Quando gli esseri umani crollano o soffrono per qualche motivo, quei campioni a quattro zampe sembrano sentire che c’è bisogno di loro.

Tratta dal libro Bono, di Helen Brown

L’autrice racconta la sua vita, le sue esperienze e il rapporto non solo con umani e felini, ma anche con la sofferenza della malattia. Con molto garbo ma anche gratitudine, perché pur nei momenti difficili ogni giorno può regalare emozioni. Una grande verità da non dimenticare.

Sperling & Kupfer – rilegato – 257 pagine – 16,90 euro