La strage silenziosa dei rapaci causata dai topicidi colpisce proprio i nemici naturali dei roditori ma non solo, creando gravi danni a tutta la fauna. I prodotti di seconda generazione sono molto più tossici dei topicidi di prima generazione, consentendo un maggiore accumulo del principio attivo prima della morte del topo.
Negli Stati Uniti l'Audubon Society, una delle maggiori organizzazioni per lo studio e la tutela degli uccelli, sta da tempo conducendo campagne informative contro i rodenticidi di seconda generazione, i più pericolosi.
La strage silenziosa dei rapaci causata dai topicidi e i danni ambientali causati da questi prodotti hanno portato alla richiesta del loro bando e la stessa EPA, l'agenzia americana di protezione ambientale, ha ordinato ai produttori di ritirare questi prodotti dalla vendita nella fascia destinata ai consumatori, limitandone l'uso agli utilizzatori professionali.
Secondo un'indagine svolta dall'EPA sono stati ben 25.549 i bambini che hanno avuto sintomi da avvelenamento causati da questi topicidi nel solo quadriennio 1999/2003; senza contare che ogni anno arrivano circa 15.000 chiamate di soccorso all'equivalente americano del nostro Centro Antiveleniper bambini intossicati da rodenticidi.
Combattiamo i topi ma avveleniamo l'ambiente
I principi attivi più pericolosi per gli uccelli, secondo quanto dichiarato da Audubon Society, sono il brodifacoum e il difethialone entrambi usati per la produzione dei topicidi di seconda generazione. Il brodifacoum è stato autorizzato anche nei paesi dell'Unione, nonostante la sua pericolosità, sino al 2024 come stabilito dalla Comunità Europea con apposito provvedimento .
Questi prodotti rappresentano una fetta importante di mercato per molte multinazionali che, come sempre accade, minimizzano i rischi per fauna e consumatori, basando questo presupposto sulla maggior pericolosità per la salute umana rappresentata dai topi.
Ma questo tipo di topicidi continua a essere un costante pericolo per la fauna, colpendo indiscriminatamente tutti gli animali.
Residui di sostanza rodenticide sono state trovate anche in specie di rapaci che cacciano esclusivamente uccelli e si suppone che la contaminazione sia avvenuta tramite gli insetti, mangiati dagli uccelli che sono poi stati predati dai rapaci. La dimostrazione di una diffusione davvero pericolosa per la fauna.
I rapaci sono vittime inconsapevoli dei veleni per topi
I topicidi sono formulati con principi antagonisti della vitamina K che provocano, dopo l'ingestione, un'intensa sete che porta i topi a uscire dalle loro tane alla ricerca dell'acqua, facendoli vagare barcollanti anche per giorni.
Questo comportamento, unito alla scarsissima reattività dei topi avvelenati, li fa diventare facili predi per rapaci, altri uccelli e per tutti i mammiferi predatori.
I rodenticidi sono prodotti diffusi in tutto il mondo e le contaminazioni sono simili su tutti gli uccelli da preda. Uno studio svolto in Gran Bretagna ha consentito di rivelare che nel 92% dei nibbi sottoposti a necroscopia era presente il topicida, così come nel 92% dei gufi e nell'80% dei gheppi. In Danimarca è stato trovato topicida nel 73% dei rapaci sottoposti a necroscopia.
I principi attivi dei topici possono essere pericolosi
L'industria dice che non si può ottenere una limitazione dei topi senza l'uso della chimica, ritenendo le trappole e l'uso della colla un metodo insufficiente per ottenere una sensibile riduzione. La Comunità Europea ha autorizzato il brodifacoum anche sulla base di queste considerazioni, ritenendo inoltre i metodi alternativi (colla e trappole) poco efficaci e non sufficientemente umani (leggi qui).
Come se far vagare un topo avvelenato per 3/4 giorni, in preda a sofferenze di vario genere, potesse essere considerato un metodo di soppressione umano!
La lotta ai topi produce ben più vittime nella fauna e contaminazioni ambientali di quanto i cittadini possano immaginare, andando a colpire in prevalenza proprio quella specie che, per loro caratteristiche etologiche, costituiscono i principali nemici dei topi. Un controsenso che rischia di ridurre in modo preoccupante il numero dei rapaci e non soltanto.
Sarebbe importante che le aree in cui vi è presenza di rapaci e altri predatori dei topi fossero interdette dall'impiego dei rodenticidi di seconda generazione, molto più pericolosi per la fauna di quelli di prima generazione. Certo per i topi poco cambierebbe, in termini di sofferenza, ma almeno vi sarebbe una sensibile riduzione di effetti collaterali.
2 Commenti
Luciano Anetrini on 9 Giugno 2019 at 22:21
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Io ho risolto da tempo con i miei gatti.