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L’indifferenza alla sofferenza di un animale è la genesi della violenza

di Ermanno Giudici | Lug 29, 2014 | Maltrattamento | 4 commenti

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4 Commenti

  1. Mirko
    Mirko on 3 Agosto 2014 at 23:57

    Mi ci sono voluti alcuni giorni per metabolizzare questa notizia e purgare le mie parole dalla rabbia che mi ha suscitato. Infatti togliendo ogni termine offensivo o volgare tutto quello che rimaneva era un foglio bianco.
    Che dire di questi individui?
    Le loro azioni mostrano una totale assenza di empatia verso il prossimo, animale o umano che sia, e questo, secondo me, è solo il primo indizio di un cammino terribile che porta al di fuori della società civile. Sia chiaro che con “fuori dalla società” non intendo la libera scelta di vivere lontano dai propri simili bensì l’allontanarsi morale da qualsiasi forma di collettività.
    Senza empatia non puoi provare alcun rispetto per gli altri, senza rispetto degli altri regole e leggi non hanno alcun valore, senza regole e leggi il crimine è dietro l’angolo.
    Ci troviamo di fronte a persone il cui universo si restringe agli stretti confini di esigenze, problemi e desideri propri. Tutto gira intorno a loro e quindi tutto quello che fanno è lecito.
    Davanti a questo genere di filosofia di vita chi può garantire che le loro azioni non diano seguito ad un’escalation? Sapendo di guardare in faccia un individuo capace di tale insensata violenza vi sentireste al sicuro? Io no. Mi chiederei sempre cosa sarebbe capace di farmi se dovesse arrabbiarsi, mi chiederei quale livello di rabbia sarebbe in grado di farmi diventare ai suoi occhi una semplice “cosa” come lo era quel cane.
    Non diamo per scontato che per tutti “esseri umani” e “cose” siano ben differenti. Il razzismo ne è un suggerimento, la storia dell’ultimo conflitto ha palesato ben oltre. Se il senso comune aborre simili etichette non dimentichiamo ci che esistono ed esisteranno sempre individui per cui il senso comune è solo ed esclusivamente il loro. Individui che con la violenza vogliono dominare e distinguersi dagli altri perché non si sentono parte di niente e di nessuno, perché si considerano superiori. Farlo con gli animali è semplicemente più facile perché sono indifesi, perché “sono solo cose”. Peccato che anche i bambini, per fare un esempio, sono soggetti indifesi e facili su cui potersi imporre e dominare. Quale rabbia, distorsione della realtà o occasione è sufficiente per compiere questo salto? Vogliamo veramente correre questo rischio?
    Noi e la legge non dovremmo cadere nell’errore di giudicare in base all’oggetto dell’azione ma dovremmo considerare il significato stesso dell’azione per quello che è: espressione di una mentalità distorta e pericolosa. Se non può essere corretta allora va controllata affinché non rechi danno agli altri. Le multe questo non lo fanno di certo, quindi servono l’educazione ed in ultimo la reclusione.

    E un’altra anima innocente ha pagato per la nostra arroganza di “specie dominante”.

    Reply
  2. daniela martini
    daniela martini on 30 Luglio 2014 at 22:57

    solo 2 parole vigliacchi bastardi

    Reply
  3. mariagrazia
    mariagrazia on 30 Luglio 2014 at 21:59

    non capisco perchè sui nomi debba esserci il massimo riserbo, forse si vergognano di quello che hanno fatto? hanno semplicemente paura, sono dei codardi che se la prendono in 3 armati di bastone contro un povero cane. siete solo dei vigliacchi.

    Reply
    • Paolo R.
      Paolo R. on 31 Luglio 2014 at 9:40

      Mariagrazia ha proprio ragione, nessun riserbo e (…). Vermi del genere meritano di doversi pentire

      Reply

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