Tanto va il turista al cervo che si prende la zampata: bisogna stare lontani dagli animali selvatici!

Tanto va il turista al cervo che si prende la zampata

Tanto va il turista al cervo che si prende la zampata: bisogna stare lontani dagli animali selvatici per rispetto e per prudenza. Certo i giornali hanno sempre titoli esagerati, a sensazione ma un cervo non è "Bambi", non ha proprio nulla di disneyano e il fatto di essere un erbivoro, una preda, non lo rende un animale puccioso! Sarebbe tempo che gli animali selvatici venissero visti per quel che sono: esseri viventi con un proprio carattere, con le proprie paure e con quella "zona di sicurezza" che abbiamo anche noi. Una sottile, ma neanche troppo, linea di demarcazione che divide il nostro territorio dal loro, tenendoci a distanza.

E' bene sapere che ogni anno, nonostante le notizie allarmistiche sui predatori, sono più gli incidenti causati dalle vacche che dai lupi o dagli orsi. Eppure, nonostante qualcuno di questi "contatti" fra uomini e bovini sia finito davvero male, nessuno pensa di togliere le vacche dagli alpeggi. La strangrande maggioranza degli incidenti fra selvatici e persone è causato dalla nostra invadenza. Dal fatto che non sappiamo stare al nostro posto. Dall'ignoranza diffusa sui comportamenti animali. Dalla voglia di un selfie con il cervo. Da un cane non custodito con il guinzaglio.

Al momento non è dato sapere cosa sia successo, quale sia stata la motivazione dello scontro con la turista accaduto a Villalago. In pieno Parco d'Abruzzo, dove non è affatto infrequente che i cervi erntrino nei paesi! Sento già una vocina che allora si chiede "...ma se i cervi cercano gli uomini perché poi li attaccano?" Gli incidenti succedono proprio perché gli uomini pensano che se un cervo entra in paese è perché desidera socializzare con noi, amerebbe essere postato sui social. Ma ovviamente non è così. Gli ungulati si avvicinano ai nostri insediamenti per ragioni meno prosaiche: cibo, protezione dai predatori, riparo. Certo non per fare amicizia né perche voglio essere toccati, inseguiti, fotografati.

Tanto va il turista al cervo che si prende la zampata ovvero anche una preda può essere pericolosa

Gli enti parco e le amministrazioni delle aree protette lo dicono da sempre: non vi avvicinate agli animali selvatici, non date loro cibo. Ma niente, per il turista medio queste richieste sono parole al vento. La sindrome di Bambi è in costante agguato e neanche un cervo maschio, con i suoi imponenti palchi, viene visto come una fonte di pericolo. Il turista medio non sa cos'è la distanza di fuga oppure, nel paese dei tuttologi, pensa che questa distanza sia di pochi centimetri. Senza magari porsi l'interrogativo fondamentale: ma in che direzione questo cervo potrà fuggire? Perché un cervo messo alle strette, se non potrà allontanarsi da voi scappando non è difficile che lo faccia calpestando(vi)!

Per un sereno rapporto con gli animali, per agevolare la coesistenza, cercate sempre di mantenere le dustanze da quelli selvatici. Non vi avvicinate, specie se hanno cuccioli, valutate sempre se possono prendere una direzione senza ostacoli per allontanarsi. Non fatevi ingannare dall'aspetto mite, perché anche un capriolino che vi corre incontro terrorizzato può farvi seriamente male. Insomma la morale è semplice: se vi accontentate di guardare gli animali a distanza, se non cercate di avvicinarvi troppo, se rispettate il fatto che siano esseri viventi meravigliosi ma diversi da noi, allora potrete vivrete esperienze meravigliose. Diversamente rischiate di farvi male, molto male. Si chiama rispetto ed è quello che può evitare di finire al pronto soccorso.