Carrito Amarena punto orso 2023

Da Carrito a Amarena: il “punto orso” 2023 del Parco d’Abruzzo. Per raccontare dodici mesi di di lavoro per la tutela dell’orso marsicano, in un anno da dimenticare. Per quanti si occupano di conservazione le morti di Carrito prima e di Amarena poi sono entrate sulla scena di prepotenza. Non soltanto un fatto di cronaca, ma quasi una questione di famiglia. Inutile negare che i due orsi fossero nel cuore di tantissimi, con il loro comportamento da giganti buoni, capaci però di combinare un sacco di guai. Una vita trascorsa sul filo del rasoio, che ha sempre preoccupato quanti vedevano come possibile un triste epilogo. Come poi è effettivamente successo, con due epiloghi completamente diversi.

Juan Carrito ha finito la sua vita investito da un’autovettura, per aver scelto la via più impervia e impraticabile per attraversare una strada. Una via che aveva evitato molte volte usando un sottopassaggio, ma non quella notte. Del resto, come si sa, chi pensa che certe scelte bizzarre siano solo umane sbaglia di grosso. La vita di Amarena, invece, è stata spenta da una fucilata e il responsabile, proprio in questi giorni, sta per essere rinviato a giudizio.

L’orsa aveva con se i due cuccioli, improvvisamente rimasti orfani. Orsetti diventati inconsapevoli soggetti di una battaglia social, combattuta fra quanti volevano che venissero catturati e quanti li volevano liberi. I primi si preoccupavano che potessero morire senza Amarena mentre, chi li voleva liberi, non voleva fargli correre il rischio di dover passare una vita in cattività. Per fortuna il Parco, con coraggio, decise di lasciare i cuccioli liberi, monitorandoli, e questa scelta è stata premiata perchè i due orsi hanno felicemente superato l’inverno.

Da Carrito a Amarena il punto orso 2023 racconta un anno complesso ma ricco di nuove sfide e obiettivi

Il Parco d’Abruzzo è un esempio di come si possano tenere insieme uomini e grandi carnivori. Cercando di fare tutto quanto possibile per garantirne la coesistenza pacifica. Una partita nella quale risulta impossibile vincere tutte le mani, come dimostrano alcuni episodi criminali accaduti dentro e fuori dal parco. Ma questa è anche una sfida che, combattuta con metodo, può dare risultati insperati. Sarebbe poco realistico, infatti, dire che in Abruzzo non si manifestino ostilità verso certe specie, perché i fatti dimostrano che così non è. Nel 2023 sono stati rinvenuti 26 grifoni, 9 lupi, 4 volpi e una faina morti a causa dei bocconi avvelenati.

Da Carrito a Amarena, il “punto orso” 2023 del Parco d’Abruzzo racconta cosa è stato fatto e cosa occorrerà fare in futuro. L’obiettivo delle attività, come risulta leggendo il rapporto, è sempre quello tipico di un direttore d’orchestra: creare armonia per riuscire a ottenere il meglio da ogni orchestrale. Oramai abbiamo imparato che nessuno si salva da solo, ma anche che per ottenere grandi risultati servono grandi squadre. Il Rapporto Orso marsicano 2023 è il racconto del lavoro di questo dream team, variegato e multiforme, che lavora (anche) per proteggere il plantigrado. Una squadra composta da enti pubblici e associazioni che operano uniti per tutelare al meglio un bene prezioso.

Sfogliando il rapporto si respira aria pulita, di montagna, perché nessun tema scomodo viene nascosto sotto il tappeto. Dalle difficoltà delle catture all’eterna questione, e polemica, sull’alimentazione supplementare. Passando per l’eccessiva irruenza dei turisti, alla scarsa attenzione ai comportamenti di alcuni operatori economici che lavorano nel territorio del parco. Potrà non piacere, in toto o in parte, la gestione del PNALM ma quello che è sicuro, almeno sino a prova contraria, è che non abbia scheletri nell’armadio e che abbia svolto un eccellente lavoro.

Per minimizzare i conflitti occorrono comportamenti responsabili degli uomini

Per non correre rischi un orso deve stare lontano dagli esseri umani, deve averne timore e non deve avere ragioni per avvicinarsi ai nostri insediamenti. La chiave di volta su cui poggia la soluzione è sempre la stessa e non si basa sulla somministrazione supplementare di cibo agli orsi, per evitare che arrivino nei paesi. Gli orsi devono e possono trovare cibo a sufficienza, senza bisogno di cercarlo vicino ai paesi, ma quando vengono attirati dalle nostre risorse le cose cambiano. Occorre rendere inaccessibili agli orsi tutte le fonti di proteine che produciamo nei nostri insediamenti. Quello che per l’uomo è rifiuto per gli animali diventa prima risorsa a basso costo energetico e poi fonte di condizionamento.

Nel Rapporto Orso Marsicano 2023 la questione alimentare viene affrontata in modo molto chiaro, con riferimenti scientifici e esempi tratti dalle cronache locali. Come l’allevatore che getta gli animali morti fuori dalla fattoria per non pagare lo smaltimento o il contadino che lascia incustoditi cumuli di carote destinati agli animali che alleva. In entrambi i casi si crea un “punto cibo” che richiama, inevitabilmente, molti selvatici, fra i quali gli orsi. Grazie a comportamenti irresponsabili che mettono in pericolo uomini e animali.

Coesistenza significa essere consapevoli di quando sia necessario fare un passo indietro. Avere il senso del limite evita invasioni di campo e mitiga gli effetti negativi della nostra presenza. Diminuire la velocità, specie dal tramonto all’alba, e non inseguire mai gli animali selvatici sono due ottimi esempi di compartamenti responsabili. Quei comportamenti che il PNALM cerca di diffondere facendo moltissima e ottima comunicazione.

Il Parco d’Abruzzo e le Comunità a misura d’orso per valorizzare la coesistenza con i marsicani

Un’efficace tutela del territorio e degli animali che in questo vivono passa attraverso la condivisione della collettività che lo abita. Non ci può essere coesistenza senza aver prima assimilato l’importanza di lavorare tutti insieme per valorizzare e difendere lo stesso progetto. Cittadini e istituzioni operano fianco a fianco condividendo gli scopi della tutela, consapevoli dei benefici, anche di natura economica, che si avranno nel loro territorio. Con la consapevolezza che il patrimonio “orso marsicano” non vive solo nelle aree protette del parco ma anche fuori dai suoi confini.

Una Comunità a Misura d’orso, è il luogo dove la popolazione locale, con il supporto di Aree Protette e Associazioni, si impegna proattivamente per convivere al meglio con gli orsi, attraverso una pianificazione territoriale condivisa su scala locale, il confronto pubblico continuo, la sensibilizzazione, la divulgazione e l’educazione ambientale. Se da un lato questo, per le comunità locali, comporta il dover lavorare in maniera accurata alla mitigazione di tutti i conflitti che possono sorgere tra orsi ed esseri umani, da un altro, grazie ad alcune azioni specificatamente previste dal progetto, consente l’avvio e il potenziamento di percorsi virtuosi finalizzati al riconoscimento della coesistenza uomo-orso come valore per lo sviluppo locale sostenibile.

Tratto dal Rapporto Orso marsicano 2023

Il Parco non deve essere imposizione di un vincolo sul territorio, ma deve mantenere la capacità di trasformarsi nell’identità del territorio stesso. Un confine solo amministrativo, dove uomini e animali cercano di vivere in pace, preservando gli ecosistemi e garantendo a tutti, orsi compresi, le necessarie porzioni di territorio. Un luogo dove, contrariamente a quanto sostengono oramai solo gli stupidi, anche i grandi carnivori come orsi e lupi siano visti per quel che sono: presenze importanti per la biodiversità e per l’equilibrio faunistico dei territori, ma anche come fonte di sviluppo sostenibile. Ambasciatori di un modo di coesistere che possiamo accettare in questo tempo, avendone compresi i benefici, oppure farci imporre a brevissimo dalla natura, che è l’unica vera padrona del pianeta. Sta solo a noi la scelta su quale futuro vogliamo disegnare, su quale Terra vorremmo far vivere le future generazioni.