Il futuro dell'uomo dipende dall'uomo: il pianeta sta bruciando, stiamo distruggendo non solo le foreste ma anche noi stessi, per cupidigia e per interessi economici, travestiti spesso da assurde guerre di religione.
Potremmo liquidare i fatti di Parigi di ieri, la strage di una notte che purtroppo ha ancora un bilancio incerto e terribile che parla di più di 120 morti, come un atto di guerriglia accaduto in un contesto di una guerra di religione. Questo è quello che sfruttando la paura umana in molti ci vogliono far credere, ma non penso che sia così e che sia la religione il motivo scatenante, ma soltanto quello apparente. Il motivo scatenante è il comportamento umano, dell'homo sapiens, che per migliaia di anni ha fatto prevalere la parte più buia della sua anima, l'ha fatta brillare grazie al bagliore sinistro del denaro e del potere, rinnegando l'etica e sfruttando i suoi stessi simili senza alcuna remora morale. Ha scordato i valori della pace, della fratellanza, del rispetto verso quanti con lui condividono la Terra. Si vis pacem para bellum (se vuoi la pace prepara la guerra) dicevano già i latini e a questo motto l'uomo si è formato e conformato, costellando il suo millenario viaggio sul pianeta di grandi, medie e piccole guerre, una costante quotidiana compiuta in nome di ideali solo apparenti, ma troppo spesso combattuta sulla pelle di molti che non l'avrebbero voluta, per fare arricchire i pochi che l'avevano invece studiata a tavolino e invocata come unica soluzione per risolvere problemi molto spesso immaginari. Con disinvoltura l'uomo brucia le foreste, organizza genocidi, distrugge l'ecosistema con il petrolio, sostiene le dittature, depreda l'Africa e la regala a governi corrotti, stermina gli elefanti, crea campi di sterminio e fosse comuni; poi, su tutto questo, interviene sempre con esasperante lentezza prima di arginare i crimini, perché chi è al potere è sempre più incline a ricevere ordini dall'economia piuttosto che dall'etica. L'occidente ha creato tutti i presupposti per originare una situazione permanente di conflitto con il sud del mondo: fame, sfruttamento, mancato accesso alle risorse e all'acqua pulita, distruzione dell'ambiente per ottenere minerali, per allevare bestiame, per fare latifondo. Ma non solo questo: delocalizzazione delle produzioni inquinanti, traffico di rifiuti e scorie tossiche, traffico di armi e organizzazione di conflitti locali devono necessariamente completare il quadro.
Io credo che in realtà la stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta Terra vorrebbe soltanto la pace, vorrebbe poter aver la pace e non solo sentirne parlare, vorrebbe un po' più di equità, di giustizia e di equa suddivisione delle risorse: non dobbiamo cadere nel tranello che sia in atto una guerra fra due mondi. La realtà del mondo credo sia assimilabile, per semplificare molto, a quella della caccia in Italia, dove la stragrande maggioranza della popolazione la vorrebbe chiusa per sempre, ma un'esigua parte degli italiani la impone a tutti. Io credo che nessuno vorrebbe mai essere costretto a lasciare la propria terra, se solo vedesse un domani accettabile, e che l'emigrazione sia una condanna a cui non si sottrae solo chi non ha futuro. Noi invochiamo rispetto per gli animali ma come possiamo sperare di raggiungere questo traguardo se non abbiamo rispetto per gli uomini, se non siamo capaci di dividere i fanatici della jihad dai musulmani, i rifugiati dai terroristi e se seguiamo solo una pancia, spesso fomentata per scopi politici, che ci porta ad odiare, per paura, ogni forma di diversità.
Se soltanto fossimo capaci di capire che il futuro dell'uomo dipende dal'uomo, dalla necessità di far pace con l'ambiente, ma anche dalle rinunce che l'occidente deve fare per assicurare al pianeta un futuro e una vita accettabile per tutte le creature viventi, allora forse, proprio noi, diventeremmo il miglior antidoto contro una violenza isolata e isolabile, che non rappresenta sicuramente la volontà degli abitanti della Terra.
Con un pensiero per le vittime innocenti di tutti i conflitti, di tutti gli atti di terrorismo, di tutte le dittature, di tutti i disastri ambientali compiuti dall'uomo e con l'augurio di un futuro dove le persone, tutte insieme, strappino il destino del mondo all'economia e alla parte peggiore dell'anima umana, per consegnare il futuro, nostro e del pianeta Terra, nelle sagge mani dell'etica.
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