
Il Governo Meloni porta doni ai cacciatori nella legge finanziaria, consentendo ulteriori scappatoie sui calendari venatori. Grazie a un emendamento inserito nella legge finanziaria per il 2025, approvata senza poter essere discussa in parlamento. Qualcuno potrebbe, giustamente, chiedersi cosa c'entri un emendamento in materia venatoria all'interno della legge di bilancio e la risposta dovrebbe essere: nulla! L'approvazione dell'ennesima modifica della legge 157/92 è, ancora una volta, un atto di pirateria legislativa al quale non dovremmo abituarci.
In questi anni di governo dell'esecutivo più filovenatorio della storia repubblicana non è la prima volta che la caccia ottiene favori grazie a questo sistema. Un modo per ricompensare gli elettori più fedeli, quelli che con le associazioni agricole sorreggono il governo come i pilastri di un ponte. Con quest'ultimo provvedimento annegato, sempre per restare in tema, nella finanziaria si mettono al sicuro le aperture venatorie spesso bloccate dai ricorsi. Certo, sarebbe bastato raccomandare alle regioni di realizzare calendari venatori conformi alle normative in modo da evitare impugnazioni. Ma questo non avrebbe portato voti.
Se non bastasse questo provvedimento è stato rispolverato anche il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, di nomina quasi esclusivamente governativa. Riconoscendo a questo comitato un valore identico a quello dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che in fondo è un po' come confondere alchimia e scienza. Un'altra zampata politica che cerca di demolire la conoscenza scientifica in favore della convenienza elettorale.
ll Governo Meloni porta doni ai cacciatori, ma questi ancora non soddisfano gli appetiti venatori
La fame vien mangiando, recita un vecchio adagio, e quindi è normale che la Federcaccia non si accontenti di quest'ultima modifica. Considerando che da quando questo esecutivo è in carica ha fatto decisamente fin troppi regali ai cacciatori, facendo impennare il bracconaggio che si sente protetto più dal governo che da Sant'Uberto. Così Federcaccia scrive sul suo sito che questo emendamento sui calendari va bene per i cacciatori, ma che si poteva fare di meglio!
Federazione Italiana della Caccia valuta positivamente questo passaggio e l’approvazione di quanto previsto nell’emendamento (...). Come già anticipato dal Presidente Nazionale Massimo Buconi all’indomani del passaggio positivo alla Camera, le modifiche apportate non soddisfano pienamente quanto richiesto da Federcaccia e da altre Associazioni Venatorie e non possono essere considerate la soluzione definitiva ai problemi che impediscono con preoccupante e spesso strumentali finalità ogni anno il regolare svolgimento della stagione venatoria, ma tuttavia sono un atto importante nella giusta direzione.
Quindi ricapitolando i cacciatori, che rappresentano un'esigua minoranza rispetto alla popolazione non belligerante del nostro paese, vogliono poter avere maggiori concessioni. Perché certo la caccia è un retaggio dei tempi andati ma i cacciatori mica sono stupidi: hanno capito che, visti i continui regali che il governo gli porta anche quando Natale non è nemmeno alle porte, possono alzare l'asticella. Del resto ben capite che se un governo che non ha le elezioni all'orizzonte continua a regalare diritti ai cacciatori togliendoli agli italiani, vuol dire che i cacciatori li ha proprio nel cuore. Per questo il mondo venatorio è diventato più assillante dei call center che vogliono farvi cambiare il fornitore della luce.
