Mettiamo in palio la sensibilità verso gli animali e non la solita conta di cavalli morti e feriti, che contraddistingue quasi tutte le edizioni del Palio di Siena.
Il 2 luglio si corre il primo Palio dei due previsti dalla stagione senese, dove si contano costantemente inchieste, maltrattamenti, omissioni e cavalli feriti o peggio.
I problemi sono tanti e non si possono rimuovere perché sono impastati con la competizione: il tracciato, i cavalli, il fiume di soldi legali e illegali che il Palio muove e non ultimo un tifo esasperato.
Questi ingredienti costituiscono un mix esplosivo che non si è mai riusciti a depotenziare, anzi. Quest'anno invece sono le proteste che appaiono sotto tono e non certo l'attività e l'attesa delle contrade. Completa il quadro la politica che proprio in questa occasione ha deciso di fare bella mostra di sé, visto il successo elettorale appena avuto dai partiti di governo proprio nella guida di Siena, storicamente abituata a vestire altri colori politici.
Competizioni e animali, scommesse e animali sono un binomio che crea maltrattamenti: prima, dopo e durante le competizioni. Lo dimostrano gli animali che ogni anno sono sacrificati in questo tipo di manifestazioni, ma anche nelle corse negli ippodromi. E la stessa identica questione si ripropone nei cinodromi di tutto il mondo. Con crudeltà di vario tipo che vengono compiute sui levrieri.
Dietro queste competizioni non c'è soltanto il tifo delle contrade, i riti secolari che continuano immutati ma come in ogni competizione che si rispetti una parte fondamentale è rappresentata dal denaro che muove interessi molto più importanti e concreti di quelli della singola contrada.
Con il tempo qualche miglioramento c'è stato, sui cavalli usati che non possono essere purosangue: il tipo di tracciato crea troppe problematiche a cavalli molto veloci ma anche molto fragili e così nel Palio vengono utilizzati cavalli mezzosangue, con una componente araba.
Un intreccio dove si mescolano interessi legali, costituiti dal turismo e dall'indotto che il Palio genera, e illegale costituiti dalle scommesse che nel caso del Palio di Siena rientrano in buona parte nel sommerso. Un insieme devastane per i cavalli che andrebbe monitorato in tempi ben più lunghi di quelli della sola gara, da parte della Procura.
Sarebbe necessario fare indagini su tutto quello che precede il Palio e forse non soltanto per quanto concerne il benessere animale. Basta considerare che secondo i dati forniti da LAV dal 1970 al 2015 sono morti complessivamente circa 50 cavalli durante le competizioni.
Il Palio riesce a muovere comportamenti quasi incredibili, come la benedizione dei cavalli che avviene nelle chiese di tutte le contrade. Un ingresso, quello dei cavalli in chiesa, che deve essere considerato come un evento eccezionale, vista l'accoglienza e l'attenzione che la Chiesa riserva agli animali, nonostante San Francesco e un Papa dallo stesso nome, ecologista ma certo non animalista.
Proprio l'anno scorso ci fu un'indagine su un cavallo, Tornasol, trovato positivo ad alcuni farmaci dopo i prelievi fatti a seguito di anomali comportamenti della cavalla, proprio in occasione del Palio del 2 luglio 2017. Indagini che risulterebbero tuttora in corso visto che non vi è alcuna notizia su un eventuale chiusura.
Ma nel frattempo il Palio non si ferma.
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