oche foie gras

Oche e Foie Gras: secondo il parlamento europeo l’alimentazione forzata delle oche è compatibile con il benessere degli animali. Con questa decisione l’assemblea plenaria ha contraddetto gli stessi valori espressi in precedenti votazioni, chiedendo l’uniformità della legislazione. Una volta tanto l’Italia ha posizioni più avanzate di quelle comunitarie, avendo vietato da tempo questa pratica, pur senza vietare la commercializzazione del prodotto.

Ritenere che l’alimentazione forzata di un animale possa in qualche modo essere compatibile con il suo benessere è un’alterazione della realtà incapace di trovare spiegazione. Una pratica crudele che si può equiparare, senza paura di poter essere smentiti, alla tortura. Una condizione di allevamento contraria a ogni possibile declinazione del termine “benessere”, considerando altresì che lo scopo di questa pratica è quella di provocare una malattia. Il fegato di oche e anatre, costretto a un superlavoro, finisce per ingrossarsi e diventare steatosico, pieno di grasso.

Stiamo assistendo a una deriva pericolosa sui diritti minimi che dobbiamo riconoscere agli animali, dove le affermazioni di principio non trovano riscontro nella realtà delle pratiche consentite. Soltanto poter ritenere che l’ingozzamento sia attività che non alteri il benessere psicofisico di un animale rappresenta un’alterazione della realtà e delle conoscenze. Un’affermazione così grave da far destare più di una preoccupazione. Una decisione che manda nel dimenticatoio, oltre alle più banali conoscenze di etologia, anche le 5 libertà minime che dovrebbero essere assicurate negli allevamenti.

Oche e foie gras stanno al benessere animale quanto un macello sta alla difesa della vita

La produzione di una preparazione alimentare, destinata peraltro a una nicchia di consumatori disponibili a pagare a caro prezzo la sofferenza di un animale, non può essere il presupposto per una giustificazione. Si tratta di accontentare un capriccio a scapito di continue sofferenze e maltrattamenti che dovranno essere subiti da anatre e oche. In contraddizione con quelle azioni minime di tutela che sono accordate alle specie animali che non finiscono nei piatti delle persone.

Pare evidente che questa contraddizione abbia superato ogni limite di coerenza, di rispetto e anche di buon senso. Dimostrando che il Parlamento Europeo non ha alcuna conoscenza su cosa significhi la reale declinazione del benessere animale. Avvicinando un concetto eticamente e etologicamente rilevante alla difesa d’ufficio di una pratica che rappresenta soltanto un’inaccettabile tortura. Non c’è benessere nella vita degli animali obbligati a subire azioni lesive, senza poter condurre una vita che riconosca i diritti minimi di poter mettere in atto i comportamenti naturali.

Se questa decisione non sarà modificata rappresenterà una ferita, inguaribile, inferta al rispetto che è dovuto agli animali. Senza poter essere difesa in alcun modo considerato che non si tratta di un comportamento necessario, ma della banale soddisfazione. Ora la speranza è che almeno l’Italia mantenga la barra dritta e continui a vietare l’alimentazione forzata degli animali per produrre il foie gras.