Shark Preyed: mangiamo carne di squalo senza saperlo

Shark Preyed: mangiamo carne di squalo senza saperlo e la troviamo sui banchi del pesce di mercati e supermercati. I consumatori spesso non sanno che verdesca, palombo e spinarolo, solo per fare dei nomi, sono squali. Creature che rivestono un ruolo importante per gli ecosistemi marini, spesso molto poco considerate a causa della loro fama, sinistra e immeritata, che gli deriva da una filmografia che li ha demonizzati. La realtà, però, è molto diversa perché gli oceani non possono vivere senza squali, predatori apicali come lo sono i lupi per le terre emerse.

Il film è stato realizzato da Marco e Andrea Spinelli, fratelli siciliani con la passione per il mare e le immersioni. Documentarista e fotografo Marco, biologo marino Andrea, hanno scandagliato per passione il mondo del commercio della carne di squalo. Un mercato che tradotto in numeri, secondo stime dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), parla di più di 250 milioni di squali uccisi ogni anno. Stime, ovviamente, considerando che molta parte della pesca, e non solo degli squali, avviene in modo illegale. Senza poter dimenticare le catture accidentali che coinvolgono anche specie iconiche come i delfini o le tartarughe marine.

Dovendo fare un parallelo terrestre gli squali rivestono lo stesso ruolo dei grandi carnivori sulla terra ferma. Creature poste al vertice della catena alimentare, indispensabili per il mantenimento degli equilibri degli ecosistemi. Un mare senza predatori rischia di diventare velocemente, per i tempi del pianeta che non sono i nostri, un mare morto o, comunque molto cambiato. Una realtà che noi uomini, terrestri, non riusciamo a percepire in modo così netto: il mare non suscita nell'opinione pubblica la stessa attenzione, e apprensione, che suscitano foreste e ghiacciai. Eppure mari e oceani sono fondamentali per la nostra vita e non certo per le vacanze.

"Shark Preyed: mangiamo carne di squalo senza saperlo" e il mercato si guarda bene dall'informare i consumatori

Pensate cosa potrebbe succedere se domani, nei banchi frigoriferi della grande distribuzione, venissero messe in vendita bistecche di lupo. Non è difficile pensare che in quattro e quattr'otto si creerebe un movimento di protesta senza precedenti perchè il lupo è un animale iconico, non tanto e non soltanto per la sua indubbia importanza ecologica. Ma il mare, come detto, non è la terraferma e i suoi habitat sono molto meno indagati, attenzionati, difesi. Mentre gli squali, da decenni, riempiono i banchi di mercati e supermercati nella quasi totale indifferenza dell'opinione pubblica.

Andrea e Marco Spinelli hanno girato per i mercati dell'Andalusia per indagare sul commercio degli squali. Entrando in un mondo difeso dagli sguardi esterni perché dietro questo commercio si muovono grandi interessi. E laddove ci sono grandi interessi si annida, sempre, anche la criminalità. La Spagna è il paese europeo più coinvolto nel commercio di carne di squalo, che arriva nella penisola iberica da ogni parte del mondo. Scoprendo un mercato smisurato, dove ogni giorni transitano decine di migliaia di squali destinati a finire sui banchi di mercati e pescherie.

Il tema merita di essere approfondito perché la posta in gioco è alta, molto alta. Gli squali non sono i demoni dei film di Spielberg, ma predatori apicali senza i quali, solo per fare un esempio, rischieremmo di perdere per sempre le barriere coralline. Un lusso che la nostra specie non si può permettere e non soltanto, ovviamente, per una questione estetica. Guardate "Shark Preyed", volendo lo trovate anche su Amazon Prime ma, soprattutto, non sottovalutate mai l'importanza di mari e oceani, che ricoprono circa il 71% della superficie del nostro amato, quanto bistrattato, pianeta.