Carlo Monguzzi, combattente coerente sempre controcorrente

Carlo Monguzzi è stato, sino alla sua scomparsa, un combattente coerente e controcorrente per la tutela dell'ambiente e per i diritti degli animali. Con il suo impegno politico, prima in Regione Lombardia e poi nel consiglio comunale di Milano, ha dimostrato che è possibile fare politica senza dover scendere a compromessi, con ferma e polemica gentilezza e pungente ironia. Potevi non essere d'accordo con Carlo ma non potevi non averne stima, perché il "compagno Monguzzi" era un faro che emetteva coerenza e coraggio.
Una coerenza che gli è stata riconosciuta in modo unanime dai compagni di partito e dagli avversari che, seppur con qualche lacrima di coccodrillo, gli hanno tributato -dopo la sua scomparsa- il giusto riconoscimento per la sua passione. Carlo si è sempre occupato della tutela dei diritti a tutto tondo, dalla Palestina agli animali. Sino alla battaglia per cercare di salvare il bellissimo glicine di Piazza Baiamonti. Un impegno costante, concreto che lo portava spesso a scontrarsi anche all'interno della coalizione che governa Milano. Sua la battaglia contro l'abbattimento dello stadio di San Siro.
Non amo scrivere di politici ma Carlo un'eccezione la merita: non ho mai conosciuto un politico così appassionato, non per aver consenso ma per intima convinzione. Uno dei pochi Don Chisciotte moderni che non combatteva contro i mulini a vento ma contro ogni forma di ingiustiza. Questo sarà il suo lascito più importante: il valore della coerenza, coniugata con la passione, la gentilezza e l'ironia. Caratteristiche difficili da trovare in una sola persona, che per questo lo hanno reso un fuoriclasse della politica. E se ci fosse il paradiso sono sicuro che Carlo starebbe già discutendo con San Pietro, dandogli consigli sulle modalità di tenuta del giadino dell'Eden! RIP