Agnello no, vitello si, cane no, maiale si: la differenza fra amiamo e mangiamo.

 

Agnello no, vitello si, cane no, maiale si: come tutti gli argomenti etici anche quello che riguarda il nostro rapporto con gli animali attraversa i due poli opposti delle possibili visioni.

Argomento sempre destinato a sollevare polemicheย fra i variegati schieramenti che vanno dai vegani a chi vorrebbe, per paradosso, potersi cibare anche di un esemplare di ย una specie in estinzione.

Come ogni anno nel periodo che precede la Pasqua si moltiplicano gli appelli a non consumare carne di agnello, o capretto, che per un malinteso senso religioso รจ diventata una portata tradizionale del pranzo pasquale: questa richiesta spalanca le porte a polemiche roventi fra chi la ritiene ipocrita, in quanto legata al solo consumo di agnello, e chi sostiene invece sia una visione etica, con moltissime posizioni intermedie che arrivano fino al veganesimo. In queste mille opinioni e comportamenti alimentari ci sono onnivori che mangiano tutte le carni, ma non possono accettare di cibarsi di cavallo o di cane, altri che non mangiano il coniglio ma non disdegnano il pollo e via cosรฌ in un infinito mix di opinioni. Credo perรฒ che quasi tutti i carnivori non sappiano, e non vogliano sapere, cosa significhi l'allevamento intensivo degli animali, il loro trasporto che puรฒ durare giorni, la convulsione presente in un macello, specie durante i periodi di maggior consumo, che รจ situazione ben diversa dall'asettica costoletta che si compra nel banco carni del supermercato. Una piccola porzione di un tutto, che non commuove piรน e non stimola l'empatia. Naturalmente รจ difficile poter affrontare un tema cosรฌ complesso in un articolo perรฒ รจ possibile almeno tentare di spiegare, in estrema sintesi, perchรฉ non si debba alimentare il commercio degli agnelli eย cosa comporti soddisfare un picco di domanda, in termini di sacrificio dei diritti degli animali, anche quelli minimi. Voglio pensare, al di lร  delle diverse convinzioni, che la stragrande maggioranza delle persone che mangiano carne non possano accettare i gratuiti maltrattamenti inflitti agli animali: sono proprio queste persone il principale target di questo breve articolo. Ricevendo informazioni corrette potrebbero infatti fare delle scelte differenti, che non rappresentano il bene assoluto, ma almeno una riduzione del danno. Le piรน grandi fonti di sofferenza degli agnelli si possono infatti identificare in due fattori: i lunghi trasporti e le condizioni di macellazione, che nei periodi di picco della richiesta scendono sotto i requisiti minimi, quelli che dovrebbero essere garantiti a tutti gli animali da macello. Per dare un'idea piรน precisa nel 2014 l'Italia poteva far fronte con la propria produzione di agnelli al 26% della richiesta: questo significa che il 74% della carne di ovicaprini presente sul mercato viene importata. I numeri degli animali vivi che arrivano dai paesi della CE sono, purtroppo, molto significativi, quasi ย 700.000* unitร , come dimostra questa tabella:

Import di animali vivi per paese di provenienza

gen-giu 2013
gen-giu 2014
capi
capi
var%14/13
Quota 2014
Animali vivi
547.543
665.952
22%
100%
-ย ย ย  Ungheria
271.048
333.085
23%
50%
-ย ย ย  Romania
59.568
144.415
142%
22%
-ย ย ย  Francia
97.367
70.871
-27%
11%
-ย ย ย  Spagna
53.324
34.488
-35%
5%
-ย ย ย  Slovacchia
28.064
34.388
23%
5%
-ย ย ย  Polonia
27.290
18.000
-34%
3%
-ย ย ย  Bulgaria
509
17.975
3431%
3%
-ย ย ย  Austria
2.640
3.485
32%
1%
-ย ย ย  Irlanda
2.160
2.726
26%
0%
-ย ย ย  Paesi Bassi
66
2.553
3768%
0%
-ย ย ย  Germania
3.875
2.246
-42%
0%

*Fonte dati: ISMEA - Istituto servizi per il mercato agricolo alimentare

Solo nell'aprile 2014, nonostante una flessione rispetto all'anno precedente, sono state acquistate in Italia quasi 8.000 tonnellate di carne ovicaprina e aprile รจ risultato essere il mese in cui il consumo, sempre secondo i dati di ISMEA, รจ sempre piรน del doppio rispetto alla media degli altri mesi dell'anno: Pasqua รจ causa di un'impennata brusca dei consumi di agnello.ย Questo comporta che migliaia di animali siano trasportati, con viaggi estenuanti e carichi di sofferenza e stress verso il nostro paese.

Petizione 8hours

Una delle tante campagne fatte per sostenere la petizione 8hours

Il secondo grande fattore di incremento nella sofferenza degli animali รจ proprio legato all'aumento della richiesta che comporta la necessitร , nei macelli, di un brusco aumento della produttivitร : per farlo si sacrifica quel minimo di attenzioni che dovrebbero essere garantite agli animali, come dimostra questo filmato inchiesta realizzato dall'associazione Essere Animali,ย che volutamente non inserisco nella pagina a causa della violenza delle immagini che contiene, inadatte a un pubblico sensibile ed ai minori, ma che consiglierei di vedere a quanti non riescono ad accettare di trascorrere una Pasqua senza agnello in tavola.   Anche le persone meno rispettose della sofferenza animale comprenderanno, infatti, che piรน diminuisce il consumo della carne di agnello nel periodo di Pasqua e meno sofferenze saranno causate dai trasporti e dalle condizioni di macellazione. Una scelta di sensibilitร , un'assunzione di civile responsabilitร . Sicuramente non la fine della sofferenza per gli agnelli, perรฒ un piccolo passo verso comportamenti piรน attenti, una strada che possono e dovrebbero percorrere anche quanti consumano carne.ย