Trentino e orsi: la follìa del foraggiamento degli animali selvatici

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Trentino e orsi: la follìa del foraggiamento degli animali selvatici consentita dalla legge per agevolare i cacciatori nel prelievo degli ungulati. Lo prevede una normativa provinciale, che LAV ha provato a impugnare presso il TAR senza successo, ma rappresenta uno dei tanti cortocircuiti della politica della PAT. Da una parte la Provincia sostiene che gli orsi siano troppi e che, per questo, rappresentino un problema per l'incolumità dei cittadini, ma dall'altra mette in atto comportamenti che li rendono confidenti. Solo per non perdere il sostegno dei cacciatori, che in quelle zone rappresentano una parte consistente del bacino elettorale.

Ci sono studi realizzati in Europa e in America che attestano come in aree periurbane frequentate dagli orsi sia necessario evitare di piantare alberi da frutto. Provvedendo in alternativa alla raccolta della frutta prima che maturi. Comportamenti necessari per evitare che gli orsi si abituano alla presenza di risorse alimentari nelle aree antropizzate. Gli orsi diventano confidenti per il cibo, che siano rifiuti, mele o apiari non protetti. Altri studi descrivono di come la presenza umana possa essere, per gli orsi, abbinata alla disponibilità di cibo e venga percepita anche attraverso odori e rumori.

Quindi cosa fa la Provincia di Trento per garantire sicurezza? Continua a permettere il foraggiamento degli ungulati senza minimamente preoccuparsi che questo possa attirare, come effettivamente attrae, anche gli orsi!

Trentino e orsi: la follìa del foraggiamento continua anche se può essere pericolosa

Un'amministrazione capace di gestire queste problematiche smetterebbe di seguire le sirene del consenso e inizierebbe a operare secondo consapevolezza. Ben sapendo che il primo obiettivo di un'amministrazione pubblica sia sempre quello di garantire la sicurezza di tutti. A più di vent'anni dall'avvio del progetto di ripopolamento, giusto pe fare un esemoio concreto, mancano ancora tantissimi cassonetti anti-orso per la raccolta dei rifiuti e si è fatto davvero poco per informare cittadinanza e residenti sui comportamenti da tenere in caso di incontro con il plantigrado.

I ritardi nelle parti di attuazione del progetto, che erano demandate alle amministrazioni locali, sono rimaste nella grande maggioranza dei casi incompiute. Esponendo residenti e visitatori a pericoli che finiscono per minare la coesistenza con l'orso. Per questa ragione i tanto invocati abbattimenti rappresentano soltanto fumo negli occhi gettato in faccia ai residenti, per cercare di nascondere il fallimento del modello trentino.

Il foraggiamento dei selvatici è un'attività che rischia di mettere in pericolo i cittadini e, per questa ragione, sarebbe importante e opportuno anche un intervento di questore e prefetto. Che non possono continuare a ignorare le gravi carenze organizzative che mettono concretamente in pericolo la sicurezza pubblica.

I cortocircuiti della PAT sono sotto gli occhi dei trentini e non serve prendersela con gli orsi

Ritardi e inadempienze sono oggetto di aspre critiche nei confronti della PAT e da molto tempo. Come afferma Il Dolomiti, uno dei giornali più rappresentativi della provincia, scrivendo sulla gestione dei rifiuti:

''Tramite un impegno di circa 138.000 euro - si legge nel report -169 bidoni per l’organico (di cui 85 con modifica anti orso) sono stati sostituiti da 68 nuove campane metalliche. I risultati sono stati positivi - si legge nel report grandi carnivori - facendo registrare una drastica riduzione delle visite nell’area da parte dell’orso M62 e degli orsi in generale''. Con poche risorse, insomma, le visite di uno degli orsi più problematici del Trentino (tanto da essere già condannato a morte dal presidente Fugatti insieme a Jj4 che ha ucciso il giovane Andrea Papi e Mj5 che aveva aggredito un uomo in montagna) si erano ridotte drasticamente. Ed erano bastati 138mila euro in quella specifica area, figurarsi con i soldi che sono stati investiti per una notte di concerto di Vasco Rossi (si parla di almeno 8milioni di euro) quanti paesi e cittadini si sarebbero messi in sicurezza.

Il problema delle mangiatoie foraggiate tutto l'anno, così si attirano gli orsi che diventano più confidenti - Il Dolomiti

Sarebbe tempo che si dicesse a chiare lettere che non sono gli abbattimenti di orsi e lupi a cambiare le cose, ma che serve un drastico cambio di rotta. Occorre smettere di alimentare la paura e di cavalcare le proteste degli allevatori, mettendo in atto tutte le azioni necessarie a creare condizioni per la coesistenza fra uomini e animali. L'equilibrio deve essere cercato nell'interesse di tutti, perché solo così si sarà davvero fatto tutto il possibile per prevenire incidenti come quello occorso a Andrea Papi, incolpevole vittima della negligenza di altri. Abbassando i toni e cercando confronto, per sottrarre pubblico e consenso a un'amministrazione inconcludente.