L’arrogante lobby della caccia condiziona le istituzioni

L'arrogante lobby della caccia condiziona le istituzioni

L'arrogante lobby della caccia condiziona le istituzioni, grazie a un'indubbia fedeltà elettorale che risulta in grado di spostare pacchetti di voti. Un gruppo di pressione ben radicato nelle nostre istituzioni, che mai come ora, grazie al governo più filovenatorio di sempre, non perde occasione per favorire la caccia. Così la deputata Maria Cristina Caretta, che milita nelle file di FdI, ha ottenuto l'inserimento nella legge finanziaria un emendamento inconcepibile. Se quanto proposto diventasse legge le regioni potrebbero far passare qualunque nefandezza nei calendari venatori, senza possibilità di essere fermate.

In questi giorni è noto che si discute il principale fra i provvedimenti cardine per il funzionamento del nostro paese: la legge finanziaria che deve, o meglio dovrebbe, occuparsi di argomenti legati all'impiego delle risorse economiche dello Stato. Una norma che deve o dovrebbe servire a garantire il buon funzionamento dello Stato e dei suoi servizi. Da tempo, invece, vige il malcostume di usare questo provvedimento come contenitore di appettiti vari, non ultimi quelli dei cacciatori. Distorcendo le regole della nostra democrazia, dilatando a dismisura i contenuti della legge finanziaria.

Facendo passare questo emandamento si otterrebbe che in caso di impugnativa dei calendari di fronte al TAR entri automaticamente in vigore il calendario della stagione venatoria precedente. Impedendo di fatto che il tribunale amministrativo possa sospendere la caccia sino alla sentenza definitiva. Inoltre si mira a potenziare il potere del Comitato Tecnico Venatorio a scapito dei poteri di ISPRA. In sintesi: clientela politica batte scienza e tecnica 2 a 0!

L'arrogante lobby della caccia vuole incassare il prezzo del consenso dall'esecutivo

Sul tema della tutela della fauna e sull'esercizio della caccia con questo governo è completamente saltato il meccanismo di pesi e contrappesi. Da una parte c'è la lobby venatoria, potente e sostenuta dall'esecutivo, mentre dall'altra vanno in ordine sparso associazioni e politici, che non riescono ancora a coagulare le idee, trasformandole in un movimento in grado di essere il necessario contrappeso. Un tema che bisognerà affrontare in modo concreto, per evitare che istanze importanti possano restare costantemente al palo per assenza di peso specifico.

Nel frattempo stiamo assistendo a un tentativo di smantellamento delle poche quanto insufficienti norme che proteggono la nostra fauna. Lasciando a una componente minoritaria di avere voce in capitolo su un argomento come la caccia, che è osteggiata dalla maggioranza degli italiani dei sondaggi, ma non nella realtà!