Abbattimento orso in Trentino

L’ordinanza di abbattimento dell’orso in Trentino, colpevole di aver avuto un incontro ravvicinato con due escursionisti locali, è decisamente sgradita al ministro Sergio Costa. Il provvedimento, firmato dal presidente della provincia trentina Maurizio Fugatti, prevede l’abbattimento di un orso non ancora identificato e potrebbe essere impugnato dal Ministero dell’Ambiente. Ritenendo l’ordinanza emessa dalla Provincia di Trento troppo frettolosa e poco rispondente ai criteri previsti dai piani di gestione.

L’abbattimento è stato deciso a causa di un incontro ravvicinato con un orso al quale i due camminatori avevano invaso il territorio. Forse inconsapevolmente, anche se si tratta di residenti e cacciatori, che ben dovrebbero conoscere il territorio. Il plantigrado responsabile di aver causato leggere ferite ai due camminatori potrebbe essere stata una femmina, che difendeva i cuccioli.

Ora il ministro Costa ha deciso di chiedere un parere all’avvocatura dello Stato sull’ipotesi di poter procedere con un’impugnativa. Per fortuna al momento l’orso in questione risulta essere ancora sconosciuto e sarà identificato con certezza solo grazie alle analisi sul DNA. Questo consente di avere qualche giorno di respiro in attesa dell’eventuale impugnativa. E già contro l’ordinanza di Fugatti sono state raccolte in poco tempo oltre 60.000 firme. Con una petizione online, importante ma meno risolutiva dell’impugnazione del provvedimento.

L’abbattimento dell’orso non pare giustificato da quanto previsto nei piani di gestione

Se il Ministero dell’Ambiente ricevesse semaforo verde dall’avvocatura dello Stato per presentare ricorso potrebbero restare congelate le operazioni per l’abbattimento del’animale, in attesa della sentenza. Ma questa ipotesi rappresenta anche l’ultima speranza per la vita dell’orso. Considerando che Fugatti si è dimostrato, da sempre, molto poco propenso a promuovere strategie di pacifica convivenza al posto degli abbattimenti.

L’abbattimento dell’orso in Trentino costituirebbe una sconfitta per quanti da tempo sostengono che debbano essere differenti le modalità con cui gestire la fauna. Fatto ampiamente oggetto di dibattito, ma che ha sempre trovato la netta opposizione della Lega di cui Fugatti è un esponente. Comportamento che non risulta essere stato minimamente variato dopo le critiche per la cattura dell’orso M49 e il suo confinamento al centro di Casteller.

Queste scelte stanno provocando molte reazioni in tutta Italia, che accusano il Trentino di aver preso i fondi europei ma di non rispettare gli accordi. Anche molti residenti si sono dimostrati contrari a questo tipo di scelte, chiedendo il rispetto degli orsi. Senza poter dimenticare il ritorno economico prodotto dall’ecoturismo dei tanti che scelgono il Trentino proprio nella speranza di poter vedere l’orso e la fauna alpina della zona.

Il ministro Sergio Costa aveva cercato di evitare anche la cattura di M49, che aveva ribattezzato Papillon, come il celebre evaso

Le due province autonome hanno però statuti e competenze speciali, che forse andrebbero rivisitate su alcuni argomenti. Queste consentono una maggior autonomia, rispetto alle regioni a statuto ordinario, su molti argomenti, compresa la gestione faunistica.

In attesa di conoscere gli esiti degli esami del DNA, che porteranno all’identificazione certa dell’animale, si può sperare che la Provincia di Trento realizzi un piano di informazione degli escursionisti, prevedendo precise norme di sicurezza. Per evitare che comportamenti, anche involontari, possano comportare reazioni difensive da parte degli orsi, ai quali è l’uomo a invadere il territorio e non viceversa.

Aggiornamento delle 20 del 3 luglio 2020. È stato identificato con il DNA l’orso della scaramuccia con gli escursionisti che, come previsto è una femmina, che stava difendendo il territorio dei cuccioli. Sempre più determinato il ministro nel chiedere la sospensione dell’ordinanza di abbattimento. L’orsa, identificata con il codice Jj4 (una femmina di 14 anni) è una delle figlie di Jurka, una delle capostipiti del progetto che è stata catturata nel 2007 e rinchiusa a Casteller in quanto ritenuta un’orsa problematica.