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Ben scritto! Molto educativo. Una fiammella di speranza!
Mi ricordo quando mia mamma nei primi anni ’70 mi diceva di non guardare troppi cartoni animati dei robottoni giapponesi perché erano troppo violenti e sarei cresciuto male… Per ora il pericoloso accostamento bambino+fucile è ancora scongiurato in Italia e rimane prerogativa degli States e di quei paesi martoriati in cui lo zio Sam cerca di “esportare la democrazia” ma basta guardare i telegiornali la domenica sera per esporre i nostri cuccioli umani a scene degne di un campo di battaglia seppur mascherato da stadio di calcio. E non mi sto riferendo a fallacci in area di rigore…
Alcuni cacciatori, oltre ad invocare le sempiterne “tradizioni” da neolitico, sbandierano l’aspetto educativo dello stare a contatto con la natura e gli animali. A parte che il contatto c’è l’ha solo il piombo, se l’intento è lo stare all’aria aperta e godere della natura “centrando il bersaglio” per gratificare il proprio ego credo che una validissima alternativa sia cambiare i fucili con le macchine fotografiche senza che per questo vengano sacrificati tutti quegli aspetti che fanno di un uomo un bravo cacciatore. Conoscenza dell’ambiente circostante e delle abitudini della fauna, mano ferma e capacità di avvicinarsi furtivamente alla preda, stoica resistenza alle condizioni climatiche avverse… Si ha tutto, compresa la foto con il trofeo, o meglio la foto del trofeo che con un pizzico di fortuna puoi pure ribeccare la volta successiva, magari ancora più vicino. Poi se sbagli mira o ti scivola il dito sul grilletto non rischi certo di ferire o ammazzare qualcuno: direi che non è un vantaggio da poco.
Credo sia più difficile fotografare senza mosso un uccellino a 20 metri piuttosto che disintegrarlo con una rosata di pallini.
La differenza è una sola: manca il “botto”. La tronfia sensazione di fare un gran casino per far sapere al mondo che esisti e sei un gran figo. Un po’ come i ragazzini con lo scooter smarmittato. Ho visto cacciatori armati di fucili pompa scaricare tutto il serbatoio un colpo dopo l’altro facendo più “fuoco di saturazione” che “caccia selettiva”. Poi tutti sorridenti e gasati andare a vedere cosa è rimasto del cespuglio che hanno disintegrato, magari una raro esemplare di cercatorun fungus o un pericolosissimo ciclistis pisciatorem.
A proposito di cercatori di funghi, ma se invece di molestare un orso il pazzo fungarolo (in montagna, da solo e con brutto tempo è roba da pazzi) si fosse beccato una fucilata avrebbero emanato ordinanze contro i cacciatori?
Mi sto lasciando andare alla polemica ironica…
Tornando all’articolo ho sempre trovato incomprensibile come per organizzare anche una semplice gara in bicicletta nei boschi sia necessario ottenere le varie autorizzazioni, segnalare il percorso e porre gli opportuni avvisi di sicurezza per i passanti quanto ai cacciatori è letteralmente concesso di entrare armati e pericolosi nel tuo giardino senza alcun preavviso con il pieno appoggio della legge. Poi non parliamo del rispetto delle distanze di sicurezza dai luoghi abitati entro le quali è proibito fare fuoco: numerosi cartelli stradali possono provare il contrario, anche qualche persiana di case di campagna.
La caccia storicamente era una necessità, poi una dimostrazione di virilità ma oggi è solo un’inutile esibizionismo.
Pericoloso, inutile esibizionismo per pochi ma pagato a caro prezzo da tutti.