Hamilton & Roscoe: una storia che lascia senza fiato

Hamilton & Roscoe: una storia che ha lasciato senza fiato i molti fans del campione ma, anche e soprattutto i tantissimi cani che vivono in apnea, come il protagonista canino di questa vicenda. Roscoe ha avuto una lunga vita, per essere un bulldog inglese, probabilmente aiutato anche dalla situazione economica del suo custode. Sicuramente non gli sono mancate le cure veterinarie e questo è certo, ma bisogna sottolineare che cercare di tenere in salute un animale brachicefalo costa. Le razze a muso piatto, flat face o brachicefale sono portatrici di tali e tante patologie che comportano ingenti spese veterinarie, anche solo per cercare di mitigare gli effetti di una conformazione problematica.

Sgomberiamo subito il campo: nessuno accusa Hamilton di nulla perché ha avuto un comportamento esemplare. Ha rinunciato a un sessione di prove con la scuderia per stare accanto al suo Roscoe, fino all'ultimo. Non ha acquistato né Roscoe, né Coco, la femmina morta qualche anno prima, avendoli adottati da un rescue di razza. Quindi ha fatto una buona azione, in sintonia con il suo amore per gli animali che gli ha fatto, fra le altre cose, decidere di diventare vegano. Nulla da dire sul campione, se non che, nonostante i molteplici problemi di salute di Roscoe, non risultano sue dichiarazioni contro il commercio di animali brachicefali. Per contro, invece, la sua popolarità e visibilità hanno fatto diventare Roscoe una star del web, moltiplicando le richieste di cuccioli.

Semplificando molto Hamilton è diventato un testimonial di una razza geneticamente maltrattata, di cui Roscoe era un esempio a quattro zampe. Per il solo fatto di essere il suo cane si può immaginare quante siano state le persone che hanno deciso di acquistare un bulldog? Decine di migliaia, se non centinaia di migliaia in tutto il mondo: questa è probabilmente la miglior approssimazione. Animali riprodotti a causa di una crescente domanda, spesso mal selezionati, morfologicamente destinati a condurre una vita di sofferenze. Che tendono a crescere in modo speculare rispetto al reddito del padrone (che qui risulta essere termine appropriato).Hamilton & Roscoe: una coppia da non imitare, perchè far vivere in apnea è un maltrattamento.

Non basta amare gli animali brachicefali, bisogna non comprarli!

Qualcuno ha scritto sui social, dopo che ho pubblicato un reel su questo argomento, che non avrei dovuto attaccare Hamilton in questo momento difficile. Posto che non credo che il campione abbia visto il reel spero, nel caso, abbia compreso le motivazioni, che capisca che questa "favola senza lieto fine" rischia di moltiplicare le richieste di cuccioli di queste razze. Facendo crescere il numero di animali costretti a vivere male, per ragioni estetiche, per la stupidità (diciamolo) umana. Solo perché, socialmente, allevare e comprare questi cani non sia ancora percepito come una forma di maltrattamento, seppur legale.

E' difficile comprendere come molte persone si indignino per una pedata data a un animale, pessimo gesto ma circoscritto nel tempo, e non vogliano invece vedere la sofferenza dei brachicefali. Una sofferenza che inizia prima del concepimento, prosegue con un parto quasi sempre cesareo per proseguire, giorno dopo giorno per anni. Mi chiedo se queste persone, così inclini a "perdonare" chi compra animali brachicefali, abbiano mai avuto un raffreddore serio in vita loro. Perché gia solo questo potrebbe fargli accendere una lampadina: un bulldog non respira mai, anche senza avere il raffeddore. E mai significa proprio mai!

Questa sofferenza sarebbe facilmente evitabile, se le persone si facessero qualche domanda prima di decidere di acquistare un animale. Sia per poter valutare le alternative all'acquisto, sia per accorgersi che le loro scelte sono la causa di un commercio che genera sofferenza. Ogni animale brachicefalo che si acquista è un maltrattamento che si compie, inutile girarci troppo intorno. Può non piacere, ma questa è la realtà nuda e cruda. Pensateci e cerchiamo di far capire alla politica che è tempo di un intervento legislativo sul tema del maltrattamento genetico.