lupus bufala ministro Cingolani

Lupus in bufala e il ministro Cingolani: un consiglio di lettura doveroso per un ministro che ha il dovere di parlare di ciò che conosce. Ancora una volta, infatti, la percezione è di un tecnocrate con le idee poco chiare sulla gestione ambientale. Tanto da portarlo a far sue le idee di molti agricoltori, che vorrebbero una drastica riduzione della popolazione lupina. Il ministro ha detto in un question time in parlamento che, a patto di tutelare la conservazione della specie, gli abbattimenti sono uno strumento che può essere considerato.

E qui entra in gioco il piccolo ma esaustivo manuale dal titolo geniale: l’uso dell’anagramma di fabula, che diventa bufala rende Lupus in bufala subito simpatico. Un gioco di parole per far capire quanto le informazioni che circolano sui lupi siano troppo spesso false, alterate, distorte. In fondo è un argomento facile da cavalcare: nulla è visto, nell’immaginifico popolare, pericoloso e infido come un lupo. Una stupidaggine? Certo che si, ma “Cappuccetto Rosso” ha dispiegato i suoi effetti nefasti nella nostra (in)cultura e non solo.

La verità è talvolta così palese da non essere facile da credere, troppo semplicistica nella sua banale realtà. La bugia, la leggenda ha più fascino, attrae gli sprovveduti come il Polo Nord l’ago della bussola. Le leggende sul lupo, costruite ad arte talvolta dai cacciatori, altre volte dagli allevatori e altre volte da banale e crassa ignoranza sono difficili da smontare. Del resto se quasi il 6% dei nostri connazionali è convinto che la Terra sia piatta, come non credere a chi ha dice di aver visto gettare lupi dagli elicotteri? Però ci si aspetterebbe maggior rigore scientifico nell’affrontare l’argomento lupi da un ministro, che seppur in campi molto diversi da ambiente e biologia ha pur sempre una formazione scientifica.

Legga Lupus in bufala ministro Cingolani, cerchi di avere consapevolezza dei meccanismi naturali oltre che dei compiti del suo dicastero

I lupi non vanno abbattuti e gli agricoltori devono smettere di lagnarsi: non sono capaci di difendere il loro bestiame dalle predazioni? Cambino lavoro e questo non viene detto con disprezzo. Identico consiglio andrebbe dato al gioielliere che tiene una vetrina senza vetri blindati e non ha un allarme. Se fra gli uomini esistono i ladri, in natura esistono i predatori, con una grande differenza: i primi rubano per loro stessi, i secondi svolgono il ruolo che gli ha assegnato l’evoluzione. E se non fossero distratti da comportamenti sciocchi, rivolgerebbero le loro attenzioni agli ungulati selvatici e non alle pecore.

Vede, ministro Cingolani, il problema delle predazioni non si risolve abbattendo i lupi. E su questo come non rinnovare il consiglio di lettura: Lupus in bufala, alla pagina 19 precisamente, spiega che gli animali d’allevamento non sono la preda d’elezione del predatore. Questo cosa significa? Che il lupo li attacca perché sono indifesi, perché non ama perdere inutilmente energie e se trova una preda facile la predilige. Quindi, restassero anche solo la metà dei lupi, questo punto non cambierebbe di una virgola. I lupi non predano le pecore perché sono troppi, hanno fame oppure non hanno alternative alimentari per sopravvivere. Mettono in atto semplicemente il comportamento più intelligente e logico.

Il lupo si nutre principalmente di pecore e bestiame
FALSO
Altro mito da sfatare: non è vero che i lupi mangiano soprattutto le pecore. In Italia la dieta di un lupo è costituita per lo più da animali selvatici.
Il lupo è un predatore opportunista, che si adatta alle condizioni ambientali che trova e che si ciba delle specie più abbondanti, in genere scegliendo le prede più vulnerabili. Tra le sue prede ci sono anche gli animali domestici. Per difendere le greggi in territori in cui il lupo è presente è infatti necessario adottare strumenti di prevenzione, i più utilizzati sono le recinzioni elettrificate e i cani da guardiania.

Tratto da Lupus in bufala

La transizione ecologica deve passare attraverso la convivenza, aumentando la resilienza delle attività umane e dove occorre degli habitat

Ministro Cingolani lei, per il ruolo che ha scelto di ricoprire in scienza e coscienza, deve occuparsi di tutelare l’ambiente e tutte le forme di vita che sono necessarie per mantenerlo in equilibrio. Questo comporta avere consapevolezza che gestire per la natura occorre conoscerla. Solo in questo modo si può raggiungere la certezza che la gestione sia impossibile, perché l’uomo non è nemmeno lontanamente in grado di farlo. La miglior gestione possibile è quella di permettere alla natura di gestirsi da sola. Dividendo il mondo umano da quello naturale e comprendendo che le continue invasioni di campo ci estingueranno.

Quindi i ragionamenti sulla popolazione dei lupi e sulla necessità di sfoltirli li lasci ai cacciatori e alla componente peggiore del mondo agricolo. Ci sono infatti allevatori ministro, mi perdoni se glielo dico, che sono già da tempo un passo avanti a lei. Pensi che questi strani personaggi, che lei non conosce evidentemente, hanno avuto l’ardire di affermare che il lupo, come superpredatore è molto utile, perché tiene sotto controllo le popolazioni degli ungulati. So che con gli ambientalisti non ha un bel rapporto, del resto come non capirla visto che anche una giovane ragazza come Greta Thunberg l’ha presa a pesci in faccia, ma almeno ascolti gli allevatori.

Ministro purtroppo lei sta simpatico agli ambientalisti come i lupi ai cacciatori, inutile nasconderlo

Pensi che anche su questo argomento possiamo usare gli stessi concetti già utilizzati per cercare di spiegare l’inutilità di ucciderli. I cacciatori non si preoccupano degli animali sbranati al pascolo, ma hanno capito che se i lupi regolano le popolazioni di ungulati loro fanno una figuraccia. Rischiando che gli chiudano il luna park sotto casa, proprio quello che hanno riempito di cinghiali. Ecco gli ambientalisti hanno problematiche un po’ più nobili: sono convinti che con le sue idee la transizione ecologica di questo paese potrebbe restare incompiuta, sospesa.

Qualcuno pensa che lei sia in accordo con i poteri forti, con le lobbies che scorrazzano liberamente in questo paese come facevano i bisonti prima che arrivasse Buffalo Bill e i suoi accoliti nel nuovo mondo. Io non lo credo, e francamente non lo so. L’unica certezza che ho, certamente peccando di presunzione, è che lei abbia sbagliato ministero. Un particolare non da poco perché lei occupa una casella nevralgica per il nostro futuro, per l’ambiente, per una speranza che abbiamo sempre in fondo al cuore.

Perdoni il tono semiserio, ma se avessi usato soltanto un tono serio avrei rischiato di diventare scortese, ed è una cosa che normalmente detesto. Però rifletta sul problema provocato dai “troppi lupi”, un concetto che avrebbe fatto accapponare la pelle a Darwin. Legga con attenzione il materiale prodotto da Lifewolfalps.eu e il completo manuale per la buona informazione Lupus in bufala, così non cadrà più in considerazioni che rischiano di minare la sua reputazione di scienziato. Dia retta, ascolti la scienza, non assecondi le le leggende dei cacciatori.