
Notizie sui lupi fuori controllo, fra allarmismi e fantasie fatte circolare ad arte al solo scopo di creare allarme nelle comunità. Una strategia volta a creare disinformazione, moltiplicando le fonti in cui si parla di pericolo per le persone e non soltanto per gli animali. Un comportamento che, oltre a procurare allarme sociale, contrasta con l'obbligo deontologico per i giornalisti di fare informazione veritiera, che nemmeno gli ordini cercano di promuovere fra gli iscritti. In questo modo il lettore che poco sa di scienza e natura e facile preda di allarmismi in stile Cappuccetto Rosso.
Lupi tra le case, la Vallesina trema: «In pochi anni si sono moltiplicati». Raffica di segnalazione al 112 e Forestali
JESI - Avvistamenti di lupi in città, ma anche nel resto della Vallesina fino addirittura alla costa. Cresce la paura, tanto che ogni giorno sono tantissime le segnalazioni al 112 e ai carabinieri forestali. Per fortuna nessuno è stato mai attaccato o, peggio, divorato. Questo perché i lupi non vedono l’uomo come una preda. E finché sarà così, non ci saranno situazioni di criticità tali da richiedere un intervento di dissuasione o trappolamento (che comunque deve essere autorizzato dal Ministero dell’Ambiente su parere tecnico dell’Ispra-Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
Secondo il Corriere dell'Adriatico è solo grazie a una fortuita casualità che nessuno sia stato ancora attaccato o peggio "divorato". In un paese che sembrerebbe invaso dai lupi, che oramai fanno tremare le gambe all'intera valle. Un po' come scrivere che è stata scoperta una bisca gestita da lupi e che il capobranco è stato arrestato insieme ai suoi sodali per associazione per delinquere. Continuando di questo passo, senza un'informazione equilibrata, sarà sempre più difficile avere notizie realistiche, che non abbiano scopi diversi dalla libera informazione.
Notizie sui lupi fuori controllo, gettate sulle prime pagine dei media per raccontare di una natura pericolosa
Le notizie false corrono molto più veloci di quelle vere e, su determinati argomenti, non corrono ma volano. Rinfocolando vecchie paure mai sopite che più che dalle cronache ci vengono dalle favole. Eppure la verità sarebbe molto più rassicurante della fantasia, desterebbe meno allarme e contribuirebbe a far crescere una cultura naturalistica indispensabile. I lupi non sono stati gettati dagli elicotteri dagli ambientalisti, da 150 anni non ci sono notizie di attacchi mortali di lupi agli uomini e, non ultimo, i lupi non sono esseri crudeli assettati di sangue. Dati di fatto non soggetti a smentite, che potrebbe comprendere chiunque abbia una minima idea della catena alimentare.
TESTO UNICO DEI DOVERI DEL GIORNALISTA - Articolo 2 - Fondamenti deontologici
Il giornalista difende il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona; per questo ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti;
Se l'articolo 2 del testo unico dei doveri del giornalista fosse correttamente applicato ci si troverebbe con un numero tale di procedimenti disciplinari da far esplodere gli ordini. Ma la sua mancata applicazione crea disordine sociale, cattiva informazione e alterazione dei presupposti della civile convivenza. Questo è il motivo per cui personalmente ho sempre rifiutato di iscrivermi all'Ordine dei Giornalisti, che non tutela la professione e nemmeno i cittadini.
Credo che non sia più possibile passare sopra a un'informazione distorta. Specie quando questa avviene non sui social, ma tramite testate giornalistiche credibili, che ricevono finanziamenti pubblici per esistere. Testate che dovrebbero rispettare deontologia e leggi, con direttori responsabili capaci di fare il loro mestiere. Che non è quello di accontentare inserzionisti e politici ma quello di dare informazioni corrette ai cittadini. Compiendo il loro lavoro, dirigendo testate che fanno informazione, non disinformazione.
