Quattro lupi morti trovati in Trentino, non sono ancora certe le cause della morte anche se l'ipotesi più accreditata è quella dell'avvelenamento. I cadaveri dei quattro animali sono stati trovati a Barco di Levico, in Valsugana, da un ciclista che stava percorrendo la ciclabile e ha avvistato tre dei quattro esemplari. Il quarto lupo, una femmina, è stato trovato poco lontano dalla Forestale, intervenuta sul posto. Il numero degli animali rinvenuti morti fa presumere che siano stati uccisi usando il veleno. Al momento non ci sono però certezze e le spoglie sono state inviate allo zooprofilattico.

Per i lupi spira una brutta aria e il bracconaggio sembra essere in crescita, in parte stimolato da un governo decisamente schierato. Il bracconaggio si diffonde nel momento in cui manca il biasimo sociale verso un reato che molti non vedono come tale. Specie quando è la politica a condurre campagne d'odio verso i predatori, stringendo alleanze con il peggior mondo agricolo e con quello venatorio. Con troppi media che assecondano le proteste, quasi sempre senza un reale fondamento, con campagne di disinformazione contro i lupi.

Non c'è giorno che sulle testate non si diffondano e si amplifichino le paure verso i predatori, senza fare infornmazione obiettiva. Certo i lupi possono essere un pericolo per gli animali lasciati al pascolo incustoditi oppure per quelli domestici che vengono lasciati a catena o mandati senza controllo nei boschi. Proprio come può essere pericolosa la montagna per quanti la affrontano senza curarsi di avere il corretto equipaggiamento. Dipingere i lupi come se fossero il terrore dei boschi è una mistificazione della realtà, che porta a azioni gravi, come lo spargimento di esche avvelenate.

Quattro lupi morti trovati in Trentino sono un segnale preoccupante per la comunità

Ora anche gli amministratori iniziano a prendere le distanze da questi episodi, come riportano i giornali locali. Senza però dimostrare la volontà di smorzare un incendio che troppo spesso è alimentato dalla stessa politica. Si condanna il bracconaggio ma si sostiene il contenimento dei predatori, parlando di "giustizia fai da te", come se l'uccisione dei lupi fosse un atto dovuto e giusto, soltanto messo in atto in modo sbagliato.

Il Dolomiti - Articolo online

L'associazione "Io non ho paura del lupo" ha diramato un comunicato stampa, congiuntamente con altre associazioni, per stigmatizzare l'episodio. Ma le proteste serviranno a poco fino a quando si continueranno a raccontare favole sui predatori senza parlare mai della loro importanza. Su questi argomenti solo la cultura sarà un valido strumento per ottenere un cambiamento di rotta, senza il quale non basteranno le leggi a difendere equilibri naturali e biodiversità.