Abbattere i mufloni dell’isola del Giglio รจ una crudeltร inutile, originata da un errore madornale

Abbattere i mufloni dell'isola del Giglio รจ una crudeltร inutile che non trova giustificazione alcuna, nemmeno nel loro sovrannumero. Leggo su Repubblica un articolo di Luigi Boitani, noto biologo e divulgatore, che parla di operazione indispensabile e utile per la salvaguardia della biodiversitร . Contrastata dalle paturnie degli animalisti che non capiscono che, in fondo, si sta parlando soltanto di una pecora, portata sull'isola e abbondantemente cacciata in tutta Italia. Affermazioni che sotto il profilo tecnico possono avere un fondamento, ma che sono prive di un valore etico.
Questi mufloni sono stati immessi sull'isola del Giglio per mettere in atto una scellerata operazione di salvaguardia della specie, quando caccia e bracconaggio l'avevano ridotta al lumicino. In Sardegna e in Corsica infatti i mufloni stavano scomparendo. Per questo circa settant'anni fa furono portati al Giglio alcuni esemplari. Per tutelare il ceppo originario e per metterli in sicurezza, senza considerare dimensioni dell'isola e assenza di predatori.
Inevitabilmente un ungulato di medie dimensioni, in un ambiente ristretto, senza avere antagonisti puรฒ dare luogo a problematiche. Legate alla sovrappopolazione e ai conseguenti danni da brucamento. Una realtร che difficilmente puรฒ essere contestabile: troppi erbivori senza antagonisti possono diventare una fonte di squilibri. Ma la soluzione appare peggiore del danno. Ancora una volta l'idea รจ quella di far scendere in campo i cacciatori, per abbattere tutti i mufloni. Un'operazione che tecnicamente si chiama eradicazione e che puรฒ avere successo solo in un contesto ridotto e chiuso come un'isola.
Abbattere i mufloni del Giglio รจ il fallimento della gestione faunistica, non un'operazione di salvaguardia della biodiversitร
Pur essendo vero che il muflone sia specie cacciabile e cacciata, l'eradicazione della popolazione del Giglio puรฒ piacere solo a quella parte di scienza che definirei "letale". Quella che non tiene conto degli errori commessi, che non si pente mai di fronte a stupidaggini colossali e che nemmeno cerca di porvi rimedio in modo etico. La scienza che รจ ancora convinta che la fauna, alloctona o autoctona, si possa gestire solo a fucilate. Continuando a veicolare il messaggio di un uomo padrone della natura che risulta davvero intollerabile. Oggi piรน che mai.
I mufloni non andavano portati al Giglio e successivamente, al crescere del numero e al momento dello scampato pericolo di estinzione, andavano controllati numericamente in modo incruento. Operazione logica e fattibile proprio in un contesto insulare, in una piccola isola dell'arcipelago toscano. Senza necessitร di farla diventare il luna park dei cacciatori, pomposamente chiamati selecontrollori. Sarebbe stato sufficiente confinarli, sterilizzarli o catturarli e portarli altrove. Senza bisogno di abbatterli per divertimento, perchรฉ poi alla fine di questo si tratta.
Un'idea, quella della loro salvaguardia, che รจ sposata da un'altra parte della scienza, come ricorda Franco Tassi, storico presidente del Parco d'Abruzzo. Che non accetta che tutto possa essere risolto a colpi di fucile. Il messaggio che passa ora รจ quello di un Parco, quello dell'Arcipelago Toscano, che decide per l'eradicazione cruenta dei mufloni, non cerca alternative e in anni non รจ riuscito a fare di meglio che pianificare questo tipo di soluzione.
La gestione faunistica รจ complessa per le tante variabili, ma la gestione su base venatoria รจ una fallimentare certezza, provata dai fatti
Risulta facile prevedere che l'operazione dell'eradicazione dei mufloni al Giglio sarร un successo. In un piccolo contesto annegato in mezzo al mare appare evidente che si possa arrivare a uccidere tutti i mufloni presenti. Un'operazione che sarร utile per dar forza alle operazioni di eradicazione, che possono funzionare solo su popolazioni molto piccole o in ambiti molto circoscritti come le isole. In realtร piรน ampie si continua a parlare di eradicazione, ma in realtร meglio sarebbe definirlo solo un momentaneo contenimento.
Un'altra inesattezza, non di poco conto, รจ quella di parlare di selecontrollo: non c'รจ selezione se l'obiettivo e l'annientamento. La pur fallimentare caccia di selezione qui non ha applicazione, perchรฉ si parla di terminare una popolazione di ungulati, in via definitiva. Quello che รจ veramente inaccettabile รจ la mancata attenzione preventiva rispetto all'insorgenza dei possibili problemi. Lo abbiamo fatto importando pappagalli e nutrie, gamberi della Louisiana e tartarughe della Florida, per non parlare di cinghiali balcanici e scoiattoli grigi. Noi creiamo il problema, noi siamo l'origine degli squilibri, che perรฒ poi non sappiamo risolvere.
Non rende piรน scusabile l'errore sostenere, come scrive Boitani, che in fondo si tratta "solo" di pecore selvatiche. Non risolve l'errore e non cambia il metodo che abbiamo nell'approcciare questi problemi. Scientificamente รจ provato che non riusciamo ad avere modelli di gestione efficaci fatti a suon di fucilate, eppure insistiamo nel raccontare che questo รจ l'unico sistema. Senza ammettere mai di aver commesso degli errori. Senza avere rispetto e senza capacitร di insegnarlo, fatto ancora piรน grave.
AGGIORNAMENTO DEL 02/12/2021
I mufloni del parco non saranno piรน abbattuti ma catturati e trasferiti altrove. Una notizia positiva, seppur tardiva perchรฉ arrivata dopo l'abbattimento di diversi animali. Volendo usare un pizzico d'ironia viene voglia di dire "beati gli ultimi...", ma certo non basta a rendere accettabile la cosa.
