Lupi e abbattimenti: le bugie della politica convincono solo gli illusi

Lupi e abbattimenti: le bugie della politica convincono solo gli stupidi

Lupi e abbattimenti: le bugie della politica convincono solo gli illusi perché gli abbattimenti, quando e se saranno possibili, non ridurranno le predazioni sugli animali da reddito. Comunque, anche qualora ci fosse una riduzione immediata delle predazioni, sarebbe impossibile mantenerla nel lungo periodo, salvo arrivare a un prelievo dissennato che metterebbe nuovamente a rischio la sopravvivenza della specie. Quindi la via per la coesistenza non può passare dalla strada più facile e spesso l'unica malamente indagata.

Le informazioni che abbiamo oggi portano gli studiosi a affermare che la tutela ambientale passa dalla capacità umana di conservare gli equilibri. Questo non significa, però, che il mantenimento degli equilibri debba per forza coincidere con la gestione umana perché questo è stata dimostrato essere un'idea fallimentare. La miglior politica di mantenimento di un ambiente sano è quella di lasciare alla natura la possibilità di regolarsi. Un'ipotesi raggiungibile solo attraverso gli obiettivi di protezione di almeno un terzo della superficie pianeta.

Il tentativo di mantenere in equilibrio le popolazioni degli ungulati con la caccia è un caso da manuale, purtroppo ancora molto poco indagato. Probabilmente una scelta dovuta al fatto che non possa essere propriamente definita una gestione di successo. Da decenni si cerca di risolvere un problema causato da scelte sbagliate, come quella di sostituire i cinghiali autoctoni, più piccoli e meno prolifici, con esemplari provenienti dai Balcani, di taglia maggiore e molto prolifici. Decisione lasciata al libero arbitrio dei cacciatori, che una volta sfuggita di mano si cerca di far risolvere proprio a chi ha fatto il danno. Garantendo così dinamiche di popolazione dei cinghiali in costante crescita che fanno felici solo quanti li cacciano.

Lupi e abbattimenti: le bugie della politica sono utili solo a nascondere un fallimento

La politica, da qualche decennio, non opera cercando di adottare modelli di sviluppo che garantiscano il costante miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. La politica ha ben capito, da tempo, che sia più facile semplificare che cercare di costruire, buttando in pasto all'opinione pubblica sempre nuovi nemici, in grado di servire da parafulmini. Categorie e gruppi che servono a focalizzare un pericolo per il nostro futuro, poco dispendioso da identificare in termini di informazione e comprensione. Il focus si sposta in questo modo dai problemi reali a quelli agitati come fossero spettri: migranti, ambientalisti, contestatori del sistema, predatori che divorano gli animali dei cittadini.

Una volta identificato il nemico occorre identificare il target elettorale abbinato, per massimizzare la comunicazione. Nel caso dei lupi l'obiettivo è quello di ottenere il consenso di cacciatori e allevatori. La via più semplice per ottenere il miglior risultato? La promessa irraggiungibile, resa come ipotesi risolutiva e a portata di mano. Modificare la legge consentendo di abbattere i lupi risolverà il problema degli allevatori e renderà felici i cacciatori, che riconoscenti voteranno chi li ha aiutati. Elettori che sono le vere prede dell'unico vero predatore, intelligente, spregiudicato e molto opportunista. Un lupo? No, il politico populista.

Certo è facile raccontare che potendo sparare ai lupi le predazioni magicamente spariscano, specie se dall'altra parte quest'idea piace, rassicura. Sarebbe molto più complesso, in termini di consenso, dire agli allevatori che se vogliono lasciare il bestiame al pascolo devono attrezzarsi con recinti elettrificati e cani. E che se non lo faranno non sarà più possibile che l'ente pubblico risarcisca i danni delle predazioni. Proprio come nessuna assicurazione pagherebbe i danni derivanti da un furto commesso in una casa senza porte.

Cacciatori e allevatori sono elettori fedeli, al contrario degli ambientalisti che molto spesso a votare nemmeno ci vanno

Per questo in tutta Europa le destre hanno salutato, come un successo da intestarsi, la decisione dei rappresentanti permanenti del consiglio europeo che hanno votato, a maggioranza, di proporre il declassamento del lupo. Se questa decisione trovasse accoglimento nell'ente gestore della Commissione di Berna, il predatore passerebbe dallo status di particolarmente protetto a quello di solo protetto. Aprendo la strada alla possibilità di effettuare abbattimenti, purchè non compromettano la conservazione della specie.

“Dopo anni di campagne, la maggioranza degli Stati membri dell'Ue ha votato a favore del declassamento dello status di protezione del lupo: si tratta di un primo importante passo verso una regolamentazione efficace della popolazione di lupi”. Sono queste le parole del presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher" (su Il Dolomiti)

""Si tratta di un importante passo avanti nell'affrontare il forte aumento delle popolazioni di lupi, che rappresentano una minaccia crescente per la pastorizia, il turismo e le comunità rurali in tutta Europa", ha dichiarato l'eurodeputato Herbert Dorfmann, responsabile della politica agricola del Ppe." (da Euronews)

"Ha detto la sua anche l'assessore Roberto Failoni: "Registriamo con interesse e favore la richiesta di inserimento del lupo nell'allegato III della Convenzione di Berna da parte degli Stati membri Ue avanzata nella riunione odierna del Coreper (..). Chiaramente attendiamo che questa decisione si tramuti in determinazione concreta da parte della Commissione europea, così da tutelare pienamente i residenti delle aree, come in Trentino, dove la presenza del lupo causa numerosi danni e attacchi al bestiame". (su l'Adige)

“Un passo in avanti che ci riempie di soddisfazione. Inaccettabile che ci siano voluti anni per riconoscere una realtà sotto gli occhi di tutti”, ha commentato il capodelegazione della Lega a Bruxelles, Paolo Borchia. Concetto ribadito dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Pietro Fiocchi: “Siamo sulla strada giusta e il risultato di oggi premia le battaglie per il declassamento che conduciamo da tempo a fianco degli allevatori italiani”. Lo stesso Fiocchi che ha posato con un fucile da caccia nei manifesti per le elezioni europee di giugno, ed ex dirigente dell’azienda di famiglia che produce munizioni." (su EU NEWS)

Occorre poi aggiungere che gli abbattimenti vengono evocati come unica strada per evitare gli episodi di bracconaggio, messi in atto da persone esasperate. Chi decide di bracconare i lupi non si occupa certo di studiare le dinamiche della popolazione o di fare ragionamenti complessi: imbraccia un fucile o sparge veleno. Pensare che un soggetto di questo genere, appagato dagli abbattimenti selettivi, non cerchi nuovamente di uccidere, sino all'ultimo lupo rimasyo, è davvero una speranza con poche basi. Chi delinque smette solo se viene individuato e perseguito perché oltre alla rivalsa apprezza l'adrenalina della sfida. Il sentirsi giustiziere in un mondo di ingiustizie.

La morale? Se si vogliono difendere animali e ambiente occorre imparare a confontarsi, armarsi di matita e andare a votare

Occorre comprendere l'importanza di fare divulgazione, di tentare di ristabilire la verità delle cose in un periodo estremamente complesso del nostro tempo. Occorre capire che senza una partecipazione diretta, senza l'impegno di provare ridare dignità a questa brutta politica, non si faranno passi avanti. Bisogna rendersi conto che la tutela di ambiente e animali passa anche dalla politica, che occorre far diventare la presenza di questo blocco di elettori più importante, in termini elettorali, della caccia e degli allevamenti. Facendo riflettere anche quanti hanno scelto di disertare le urne perché tanto nulla serve. Mai come in questo momento è vero proprio l'esatto contrario.

La storia di Luce mezzo lupo e mezzo cane uccisa da un cinghiale

La storia di Luce mezzo lupo e mezzo cane

La storia di Luce mezzo lupo e mezzo cane, uccisa probabilmente da un cinghiale che stava cacciando. Ma era già scampata a un proiettile.

infatti un ignoto bracconiere, nonostante questo ibrido portasse un radiocollare, ha deciso di sparargli ugualmente.

Ma il colpo è andato a fermarsi proprio sul collare, senza causare danni a Luce e, incredibilmente nemmeno al dispositivo GPS.

La notizia è stata pubblicata sulla pagina Facebook del WAC, il Wolf Apennine Center di Ligonchio. Il gruppo che con serietà e professionalità da anni segue il progetto LIFE MIRCO Lupo. Questo ibrido era stato ritrovato ferito nel 2016 per un incidente. E' stato curato, sterilizzato, munito di radiocollare e reimmesso da dove proveniva. Grazie al centro di Recupero Fauna Selvatica di Monte Adone, che collabora da sempre con il progetto Mircolupo. In questo modo Luce ha fornito ai ricercatori informazioni precise sulla sua vita e sui suoi spostamenti, riprendendo a fare la sua vita sino a quando, come può capitare quando la preda è un cinghiale, una battuta di caccia le è stata fatale. Una storia simile a quella del lupo Paolino (leggi qui) Ma il collare di questo ibrido ha ricevuto in passato una fucilata e chi ha sparato non poteva non sapere che l'animale aveva un radiocollare. Chi ha sparato ha cercato di colpire il lupo in testa e non poteva non aver visto il radiocollare. Semplicemente voleva ucciderlo. Giustamente il post del WAC conclude chiedendo al mondo venatorio di riflettere su comportamenti inaccettabili, con l'equilibrio di chi sa di dover mantenere un ruolo di mediazione fra le varie componenti, cacciatori compresi. Per cercare di abbassare il conflitto, per mantenere il dialogo aperto, nell'interesse del lupo. I conflitti danneggiano la convivenza, mentre le attività del WAC servono a mettere in moto azioni positive, come il progetto dei recinti e dei cani da guardiania. Ma dopo tutte queste morti di uomini e animali io credo che davvero sia tempo di cambiare le regole della caccia, sull'uso delle armi e sulla loro limitazione in determinati luoghi e periodi. Riconoscendo come crimini gravi i comportamenti dei bracconieri.