Questa scelta, presa con una lungimiranza medioevale, è stata possibile grazie alla maggioranza detenuta in parlamento dal governo. Ma resta pessima anche l'astensione del PD. Che ha scelto di non votare contro a questa assurda normativa. Per non andare contro agli agricoltori che votano a sinistra, pochi probabilmente, ma da non perdere, secondo una logica clientelare che oramai ha avvelenato i pozzi della politica. Così oggi Coldiretti si compra un'intera pagina del Corriere della Sera per pubblicare l'annuncio della foto.
Coldiretti ringrazia l'esecutivo ma anche "i parlamentari di maggioranza e di opposizione che hanno votato a favore (del provvedimento n.d.r.) o che si sono astenuti". Un divieto, sempre secondo Coldiretti, avvenuto per assecondare il principio di precauzione e quindi per difendere gli interessi dei cittadini. Non considerando il diritto alla salute, quando viene messo a rischio proprio in agricoltura da uso e abuso di sostanze chimiche, senza parlare delle emissioni e dell'inquinamento causato dagli allevamenti intensivi.
Carne coltivata e convenienze politiche: una strana compagine ringrazia la politica
La conclusione dell'annuncio chiosa dicendo "Grazie per aver messo al primo posto la salute dei cittadini e protetto la nostra biodiversità". Un'affermazione che fa accapponare la pelle, perché ingannevole se non falsa per quanto concerne la salute degli italiani. Ma che diventa ridicola quando parla di difesa della biodiversità, come se suini e manzi, polli e tacchini, costretti a vivere una vita indegna negli allevamenti potessero essere annoverati fra la biodiversità, in senso scientificamente non strumentale. Animali allevati loro malgrado, che contribuiscono a rendere sempre più difficile la difesa del pianeta.
Scorrendo la paginas si vedono i logo di tutte le organizzazioni che hanno supportato questo annuncio e che si accodano a Coldiretti nei ringraziamenti. La partecipazione più incredibile è quella di Federparchi, dove l'unica tangenza che si può notare è quella di avere notoriamente un presidente cacciatore. Per il resto questa presenza stride e non credo sia stata accolta con entusiasmo da tutti le aree protette dello stivale. Nell'elenco delle organizzazioni incredibili seguono Italia Nostra, i Salesiani per il sociale e alcune organizzazioni di tutela dei consumatori. Che evidentemente apprezzano il principio di precauzione citato da Coldiretti, ma anche i danni certi causati dall'agricoltura intensiva. Gli altri sono i soliti noti, salvo Wilderness che ha come ragione della sua esistenza la tutela dell'ambiente, come si legge sul suo sito.
Scopo primario del movimento originario che di fatto diffonde questa filosofia è l’applicazione del suo Concetto di conservazione, ed il mantenimento di vaste aree naturali selvagge, che si concretizza con le cosiddette “Aree Wilderness”; aree che negli Stati Uniti d’ America dal 1964 sono state riconosciute per legge su suoli prettamente pubblici, sia all’interno che all’esterno dei Parchi e di altre analoghe aree protette. Un Concetto che ha quindi una profonda implicazione protezionistica, significando un vincolo duraturo nel tempo con il massimo di garanzie che una società liberal-democratica possa dare affinché almeno alcuni luoghi possano restare selvaggi per sempre. Un selvaggio per sempre nel senso di una loro protezione ambientale che sia prevista più duratura possibile e che salvaguardi alcuni territori e/o luoghi dalle grandi opere antropiche e, soprattutto, dalle strade e vie di penetrazione motorizzate e/o meccanizzate,; pur assicurando un compatibile ed equilibrato utilizzo da parte dell’uomo.
Da Federparchi ai Salesiani, passando per le associazioni consumatori sembrano tutti impegnati in una rincorsa a contrastare il futuro
Appare evidente che in democrazia ognuno abbia possibilità di far valere le proprie idee, a favore o contro di ogni questione rilevante. Altrettanto evidente è il diritto di critica nei confronti di chi davvero poco fa per cercare di operare per il cambiamento, per un futuro compatibile con il pianeta. Un impegno che diventa sempre più importante visto il tempo presente e le conseguenze di questa mancata azione. Che costerà in termini di danni ben più di quanto venga raccontato all'opinione pubblica.
I problemi relativi ai cambiamenti climatici si combattono limitando e non incrementando le emissioni e gli allevamenti sono una delle cause principali. Continuare a difendere modelli di sviluppo insostenibili non è un comportamento socialmente accettabile, perché protegge gli interessi di pochi contro i diritti di moltissimi. Continuare a far finta di niente non ritarderà l'apocalisse climatica, solo accorcerà il tempo che resta per poter combattere questo disastro.
"Nella ddl sul cibo sintetico, noi vietiamo la produzione non la ricerca e i due fenomeni non sono collegati. Noi non siamo reazionari, ma conservatori. Conservatore è colui che non rifiuta l'innovazione ma sa agganciarla a dei valori che non cambiano", così il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo nel corso della discussione generale sul disegno di legge sugli alimenti sintetici iniziata oggi alla Camera dei deputati. "Noi vogliamo coinvolgere tutta l'Europa - ha detto Lollobrigida - e fare da capofila in un processo simile a quanto già accaduto con gli OGM, quando li abbiamo vietati sul nostro territorio".
Se è incredibile la scelta del governo, che ha ben presente quanto la strada intrapresa rischi di portare a una bocciatura della legge appena votata, ancor più incredibile è l'astensione del PD. Il partito che dovrebbe essere progressista ha deciso di non scontentare quella parte del mondo agricolo che costituisce il suo sempre più risicato bacino elettorale. Quando sarà promulgata la norma, perché prima o poi anche il Quirinale dovrà costituzionalmente desistere, non si potranno più fare riferimenti alla carne anche per tutti i prodotti che costituiscono le alternative vegetali.
Carne coltivata vietata per legge, una farsa che l'Europa ci renderà davvero indigeribile
La normativa appena votata dai due rami del parlamento prevede il divieto di produzione, importazione e commercializzazione di ogni prodotto realizzato attraverso la coltivazione cellulare. Ufficialmente la norma vorrebbe tutelare consumatori e tradizioni ma, di fatto, sembra essere maggiormente orientata a non tradire gli elettori di Coldiretti. Che oggi hanno manifestato sotto il palazzo della Camera per festeggiare la decisione del governo. Rischiando di creare incidenti con quella parte politica, come +Europa e Movimento 5 Stelle che hanno votato contro questo provvedimento.
Il ministro Lollobrigida dice che conservatore è colui che non rifiuta l'innovazione ma sa agganciarla a dei valori che non cambiano. Evidentemente dimentica o fa finta di dimenticare che i valori non cambiano, quando fa comodo, ma le temperature del pianeta sì e in modo tanto rapido quanto preoccupante. Grazie anche a una fetta importante di emissioni clima alteranti prodotto da quelle fabbriche di carne che chiamiamo allevamenti intensivi.
"Primo perché ancora la carne coltivata non è in commercio in Europa, quindi vieta la vendita di qualcosa che fino a future approvazioni è di fatto già vietato. Secondo perché quando verrà approvata a livello UE l'Italia non potrà vietare l'importazione di carne coltivata, e quindi la tutela del consumatore tanto sbandierata non ha senso. Così come non potrà vietare l'importazione di prodotti vegetali con le denominazioni vietate alle aziende italiane. Terzo perché l’Italia ha ufficialmente ritirato la notifica TRIS di questo disegno di legge alla Commissione europea, una procedura prevista per tutte le norme che possono limitare il libero commercio delle merci. Questo con lo scopo di evitare una probabile bocciatura che ne avrebbe frenato i lavori. E la giurisprudenza dice che una disposizione nazionale non notificata può essere considerata inapplicabile, e proprio per questo motivo inoltre l'Europa potrebbe perfino aprire una costosa procedura di infrazione verso l’Italia."
Dichiarazioni di Claudio Pomo, responsabile sviluppo di Essere Animali
La carne coltivata è il futuro e questa mossa è solo propaganda elettorale, considerando la vicinanza delle elezioni europee
In attesa di vedere quali saranno le decisione del Quirinale, che potrebbe rinviare la legge alle Camere, vedremo quali saranno nei prossimi giorni i commenti della Commissione Europea. Che certo non potrà gradire questa fuga in avanti del nostro governo, in una materia che sarà regolamentata dall'Unione. Insomma un pasticcio nel pasticcio, che rischia di costare caro al nostro paese, che non aiuterà nella inevitabile transizione verso un maggior consumo di proteine vegetali.
Sovranità alimentare e carne coltivata vietata per legge: interessi di pochi coltivati dalla politica a scapito di ambiente e diritti degli animali. Una battaglia economica, basata sulla volontà di avere consenso da categorie sempre molto riconoscenti nei confronti di chi li difende. Raccontando all'opinione pubblica che questa scelta radicale è stata presa per tutelare la salute dei consumatori, alterando dolosamente concetti e procedimenti. Senza contare il danno causato all'ambiente e agli animali, con pesanti ricadute sul futuro di un paese con sempre meno risorse idriche.
La decisione del governo di vietare determinati cibi parte da un'alterazione semantica: la carne coltivata non è un cibo sintetico ma è il frutto di una moltiplicazione cellulare. Che anziché avvenire in un essere vivente viene replicata in una fabbrica di proteine animali, senza sofferenza, crudeltà e morte. La definizione di "cibo sintetico" serve solo a cercare di conquistare consenso su un provvedimento assurdo, alterando la percezione nel pubblico meno informato. Sfruttando pregiudizi e disinformazione, due concetti molto cari agli allevatori e non soltanto e facendo leva sull'ipotetca tutela della salute.
Il ministro della sovranità alimentare, un termine orrendo che andrebbe sostituito con quello di equità alimentare, Francesco Lollobrigida si vanta di essere stato il primo in Europa a far passare questo divieto. Deciso nell'interesse della salute degli italiani, che però possono essere imbottiti di antibiotici usati negli allevamenti e dei pesticidi impiegati in agricoltura. Ma non devono consumare cellule animali coltivate in ambienti sterili, privi di contaminanti. Un'assurdità solo a sentirne parlare, una falsità rassicurante prodotta alterando la realtà.
Sovranità alimentare e carne coltivata: usare la paura suscitata dal cibo sintetico per ottenere consenso politico
Il ministro Lollobrigida, non pago di aver addomesticato malamente la semantica, si lancia anche nella difesa delle nostre tradizioni gastronomiche. Un patrimonio da salvaguardare a ogni costo. Ovviamente anche pagando il prezzo della sofferenza animale, ammesso che esista un patrimonio culturale che possa rimanere immutato nel tempo. Senza ricevere contaminazioni, influssi e innovazioni. Davvero è credibile che l'avvento della carne coltivata possa far estinguere la dieta mediterranea? Come se questo, poi, rendesse più importante la costata alla fiorentina del fatto di avere un futuro sul pianeta!
La carne coltivata, peraltro, non è ancora un prodotto disponibile in modo massivo e ci vorranno, purtroppo, anni per avere un'industrializzazione dei procedimenti che consenta di abbassare i costi. L'Italia quindi è davvero così avanti da esssere capace di vietare persino quello che ancora non è sul mercato. Senza nemmeno aspettare le decisioni degli enti regolatori europei, con un comportamento che non ha precedenti. Si può quindi tranquillamente affermare, senza tema di smentita, che fra le priorità nazionali il divieto di commercializzazione della carne sintetica sia un colpo di teatro!
Momento storico difficile, se ciò che è naturale, come il lupo, da fastidio e quello che è inquina e deforesta viene difeso
Oramai tutti sanno cosa sia l'Antropocene, quest'era geologica nella quale viviamo in cui l'uomo, in poco più di mezzo secolo è riuscito con le sue innovative tradizioni a smontare l'equilibrio planetario. Alterando il clima, generando una diseguaglianza planetaria inaccettabile, erodendo le risorse dei più deboli, distruggendo l'ambiente, Dando luogo alla più grande e devastante bomba ecologica, che quando deflagrerà per intero darà vita a fenomeni epocali, come carestie, inondazioni di terre emerse e migrazioni mai viste nella storia dell'uomo. In questo contesto decisamente non roseo, qualcuno può preoccuparsi davvero per la carne coltivata?
La salute degli italiani è in pericolo per la carne coltivata o per le farine di insetti, peraltro abbondantemente sdoganate dall'Europa, oppure altri sono i temi che aggrediscono il futuro? Continuare a stimolare la paura parlando di invasioni, di attacco alle tradizioni non risolverà i problemi, non aiuterà a percorrere la strada obbligata verso il cambiamento. Un percorso che passa proprio da un cambiamento delle nostre abitudini alimentari, che devono vedere decrescere fino a scomparire le proteine degli allevamenti.
Per questo è importante fare il possibile per aumentare la consapevolezza, facendo informazione per non farci anestetizzare da una narrazione falsa. Non fermiamoci ai titoli, non diamo per scontati contenuti, cerchiamo di essere attivi per contrastare quest'ombra buia che sembra ci stia sopravanzando.
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