Dal 27 maggio al via crociere per lo studio dei cetacei

studio dei cetacei

Anche quest’anno tornano a fine maggio le campagne dell’Istituto Tethys ONLUS per lo studio dei cetacei e la loro tutela nel Mediterraneo e nell’ambiente marino in genere. Attività che si avvale del supporto prezioso del pubblico che vuole assistere in prima persona alle attività su campo  assistendo i ricercatori e potendo incontrare da vicino le otto specie di cetacei, dei nostri mari! 

Chiunque può partecipare a una vacanza inusuale di Citizen Science nel Santuario del mar Ligure a bordo di un grande motorsailer, oppure in Grecia ionica. Il soleggiato Mediterraneo non è solo la meta prediletta delle vacanze estive; molti non sanno che ospita un prezioso patrimonio naturalistico di cetacei, tra cui il secondo animale più grande mai esistito sulla Terra, la balenottera comune.

Tethys conduce ricerche da oltre 30 anni nella parte nord-occidentale, il Santuario Pelagos, dove si registra la maggior concentrazione di balene e delfini e nella Grecia ionica.

L’Istituto vanta attualmente il più lungo e vasto dataset del suo genere, accumulato anche grazie alla formula della Citizen Science: non è necessario essere biologi per contribuire, ma basta una vacanza – una vacanza molto particolare e sicuramente impossibile da dimenticare.  

I cetacei sono specie minacciate

Lo scopo è conoscere meglio i cetacei del Mediterraneo per capire come proteggerli efficacemente, stando a stretto contatto con chi dedica la propria vita allo studio dei mammiferi marini. Quali sono gli habitat critici? Perché una specie di delfini è diventata rarissima, mentre altre sono più frequenti? Come comunicano i cetacei fra loro? Che effetto avranno sulle balene i cambiamenti climatici globali?

Per rispondere a queste e altre domande molti saliranno a bordo di un grande e comodo motorsailer di 21 metri “Pelagos”, di Flash Vela d’Altura. L’imbarcazione ospita un massimo di 11 persone per turno settimanale, e parte ogni lunedì da Portosole Sanremo (a circa due ore da Genova).

Lo studio dei cetacei avviene non solo in Italia ma anche in Grecia

Per chi preferisce invece alloggiare in casa anziché in barca, Tethys ha una base di ricerca anche nella Grecia Ionica, nella graziosa cittadina di Vonitsa. Qui i partecipanti, da 3 a 5, vivono presso una base a terra, e le uscite con i ricercatori vengono effettuate in gommone nel golfo di Amvrakikos, dalla metà di giugno fino a settembre.

Oggetto di studio è l’appassionante comunità di delfini, i tursiopi, che i biologi seguono e conoscono da anni. La Citizen Science, la scienza fatta con l’aiuto dei non-specialisti, è stata fin dall’inizio ciò che ha permesso a Tethys di condurre le proprie attività a beneficio del prezioso patrimonio naturalistico marino.  

Le attività in mare da parte degli appassionati – a oggi ne ha coinvolti oltre 6500 – ha ottenuto risultati importantissimi: proprio sulla base dei dati raccolti da Tethys è stata introdotta e promossa l’idea del Santuario Pelagos, una vastissima zona protetta per i cetacei istituita in Mediterraneo con un trattato senza precedenti nel mondo, tra Italia, Francia e Principato di Monaco. 

Particolare attenzione viene riservata agli studenti di facoltà scientifiche interessati ad acquisire esperienza nelle metodologie di raccolta dati, con la possibilità di ottenere anche crediti formativi e con una riduzione del contributo in determinati periodi. 

Delfini: la strage di Taiji

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In questi giorni in Giappone, a Taiji, si sta riproponendo l’orrenda mattanza dei delfini destinati a finire come filetti nei piatti dei nipponici oppure, per più sfortunati, a rimpolpare i delfinari di tutto il mondo.

Questo massacro si ripete, da sempre, nella più completa indifferenza delle potenze mondiali, che per ragioni economiche continuano a tollerare che il Giappone faccia scempio dei cetacei, con la caccia alle balene, le mattanze e la cattura dei delfini.

Le proteste delle associazioni, i documentari come “The cove” e tante azioni messe in atto in ogni parte del pianeta stanno costringendo il governo nipponico a riflettere, a moderare, a diminuire le proporzioni della mattanza. Non una vittoria ma certamente un progresso, un passo verso la definitiva chiusura di una pratica barbara, percorso su una strada ripida.

Impossibile però non pensare ai delfinari, strutture presenti in quasi tutti i paesi del mondo, Europa compresa: questi luoghi di prigionia, spesso ammantati da scopi scientifici, alimentano la strage di Taiji. Ma è il pubblico che alimenta e incrementa queste strutture. Il classico girotondo non virtuoso dove la benzina di un’economia negativa sono i consumatori, i fruitori degli spettacoli, gli insegnanti che portano in gita i bambini dove ci sono delfinari.

Quante volte siamo noi che premiamo il grilletto della pistola che conficcherà un pistone d’acciaio nella testa di un vitello oppure armiamo il braccio che lancerà l’arpione verso uno dei delfini di Taiji? Quante volte siamo noi che vogliamo avere in casa il pappagallo, il serpente o il cagnolino di razza, senza voler vedere cosa nasconde il traffico di esseri viventi?

Penso che una riflessione sia necessaria, specie da parte di quanti amano il loro cane e vanno al circo, adorano il loro gatto ma portano i bambini al delfinario, dicono di amare gli animali ma tengono l’uccellino in gabbia o il pappagallo sul trespolo.

Diversamente la sottile linea rossa che divide il bene dal male rischia di diventare evanescente, labile, invisibile e con la sua scomparsa, purtroppo, spariscono i diritti di uomini e animali.