Abbattimenti di conigli nei parchi urbani: stragi legali prive di senso!

Abbattimenti di conigli nei parchi urbani: stragi legali prive di senso!

Abbattimenti di conigli nei parchi urbani: stragi legali prive di senso, messe in atto per coprire l'assenza di strategie efficaci. Questa potrebbe essere la sintesi sulle operazioni attuate dalla Polizia Provinciale di Milano nel Parco dei Giganti di San Giuliano Milanese. Uno sterminio perfettamente legale, attuato secondo le procedure e inoppugnabile dal punto di vista amministrativo e penale che, però, rappresenta un'attività politicamente deprecabile dell'amministrazione comunale. Una scelta che ha fatto finire sindaco e giunta nell'occhio del ciclone per la strage di conigli nel parco pubblico.

Nella notte fra il 22 e il 23 agosto il parco urbano è stato chiuso e sotto la sorveglianza di Polizia Locale e Carabinieri è stato oggetto di una battuta di caccia al coniglio. Operazione svolta da agenti della Polizia Provinciale della Città Metropolitana di Milano, come previsto dalla normativa e come consigliato dalla prudenza trattandosi di un contesto urbano. Ma la correttezza formale non ha evitato le proteste di associazioni e semplici cittadini che non hanno condiviso l'uccisione dei conigli. Nonostante i chiarimenti forniti dal sindaco Segala sul sito del Comune:

“Sono particolarmente turbato dall’esito di questa operazione. Da amante degli animali comprendo pienamente e rispetto profondamente le critiche e le sensibilità dei cittadini. Essere Sindaco, però, mi impone di mettere in sicurezza i cittadini e di tutelare il patrimonio ambientale della Comunità.

Desidero ribadire che le decisioni e le scelte operative sono state di competenza di Città Metropolitana. Il Comune ha collaborato solo per gli aspetti legati alla sicurezza, come previsto dalla legge. Abbiamo già chiesto una relazione dettagliata sull’operazione e ci impegniamo sin da ora ad aprire un confronto pubblico con cittadini e associazioni sulla gestione della fauna nei nostri parchi urbani (...)"

Tratto dal sito del Comune di San Giuliano Milanese

L'uccisione dei conigli risolve il problema o rappresenta un'inutile scorciatoia?

Dietro la difesa dell'amministrazione si nasconde l'incapacità di gestire il problema in modo intelligente, rinunciando a individuare scelte durature e rispettose. Gli abbattimenti, infatti, di qualsiasi specie selvatica sono solo dei provvedimenti tampone, che non forniscono soluzioni ma costituiscono solo un temporaneo rimedio. Un po' come mettere un secchio sul pavimento per raccogliere l'acqua che entra dal tetto. Niente di risolutivo, niente che non comporti ripetizioni infinite di un comportamento sbagliato.

I conigli arrivano nei parchi cittadini perché l'ambiente crea le condizioni per il loro insediamento. In parole povere un territorio offre cibo e riparo per un certo numero di conigli e questi vi si insediano. Se vengono sterminati a fucilate tempo poche settimane e ne arriveranno altri, perché le logiche della natura non si piegano ai desideri degli amministratori. Che dovrebbero essere quantomeno consapevoli, visto che devono amministrare un territorio, dei rudimenti di ecologia e biologia per evitare scelte insensate a cui seguono sempre difese risibili.

La verità sta nell'approccio al problema: "sono consapevole che uccidere gli animali non sia risolutivo ma, considerando che la norma esiste, come Sindaco la utilizzo senza farmi problemi". Scelta politicamente discutibile ma, quantomeno, coraggiosa. Invece no, il Sindaco Segala tira il sasso ma nasconde la mano: le scelte operative sono della Città Metropolitana. Nulla è peggio, per un amministratore, di una scelta che oltre a essere sbagliata venga giustificata falsamente. L'amministrazione poteva mettere in atto altre strategie, consultando preventivamente ogni componente in grado di suggerire soluzioni. Invece il Sindaco Segala sembra voler condividere solo il turbamento derivante da una sua scelta.

Gli abbattimenti delle specie selvatiche sono inutili per il raggiungimento della soluzione dei problemi

I tecnici li chiamano "piani di contenimento" proprio perché vi è consapevolezza circa l'impossibilità di arrivare con gli abbattimenti a una soluzione. Non funziona e non ha mai funzionato con una lunga serie di animali autoctoni e alloctoni: cinghiale, coniglio, nutria, piccione, gambero della Lousiana, parrocchetto, ibis sacro, testuggine della Florida, scoiattolo grigio e diverse altre specie, senza dimenticare i topi. La ragione gli scienziati la definiscono "portanza ambientale" che in parole povere significa ambiente ospitale per una specie.

La soluzione all'insediamento di molte specie animali non è semplice, comporta studi e costi, attività e programmazione. Con possibili fallimenti perché l'uomo deve rassegnarsi al fatto che non è in grado di plasmare la natura a suo piacimento. Nemmeno quando cerca di farlo a fucilate, essendo questo, peraltro, il metodo meno risolutivo.