Stop Caccia, le associazioni lanciano una proposta di legge per abolire l’attività venatoria

Stop Caccia associazioni lanciano una proposta di legge

Stop Caccia, le associazioni lanciano una proposta di legge per abolire l'attività venatoria, sulla piattaforma del ministero della giustizia. Un'iniziativa non semplice perché alla fine la proposta sarà votata dal parlamento, ma anche l'unica reale possibilità per arrivare, se non a una reale battuta d'arresto sulla caccia, a una trattativa. Dopo il disegno di legge Lollobrigida, con il quale si propongono concessioni inaccettabili al mondo venatorio, la misura è colma. In maniera talmente evidente da aver compattato schieramenti contigui ma spesso lontani come protezionisti e mondo scientifico.

L'idea è semplice nella sua complessità: lanciamo una raccolta di firme per depositare una proposta di legge popolare e vediamo cosa succede. Se il risultato fosse quello di un'adesione decisamente importante, che si dovrà tradurre in firme raccolte sul sito ufficiale, la politica dovrebbe scendere a più miti consigli. Non potrebbe più far finta che le persone contro la caccia, che sono la maggioranza del paese, siano trasparenti. Perché il rischio è che poi, anche in una società pigra come quella italiana, gli elettori si arrabbino davvero.

La proposta è molto meno complessa di un quesito referendario, ma decisamente più efficace. Pochi articoli che affemano il principio che la fauna selvatica sia patrimonio collettivo, con il divieto di svenderla ai cacciatori. Quindi fauna proprietà dello Stato, tutelata dalla Costituzione e caccia vietata per sempre. Pena sanzioni importanti. Testo spiccio, agevole da applicare e con ricadute enormi. Quindi, in sintesi, speranze molte, accoglimento totale della proposta di legge molto difficile. Ma sicuramente la decisione di una strategia perseguibile che si può sintetizzare nel detto "a brigante, brigante e mezzo". Con chi se ne approfitta serve comportarsi peggio.

Stop Caccia, le associazioni lanciano una proposta di legge per chiudere la caccia

Dietro la proposta una coalizione di quasi tutte le associazioni e un messaggio facile da veicolare: firmate la proposta di legge e diamo una spallata al DDL Lollobrigida. Che resta il nemico da battere perché, diciamola tutta questo ministro, cacciatore, filo allevatore e sostenitore degli abbattimenti dei predatori, oltre a una serie di altre amenità, resta il target della campagna. Si vuole abbattere politicamente Lollobrigida, facendogli rimangiare le sue arroganti proposte a favore dei cacciatori.

Mentre le richieste di referendum contro la caccia, proposte da un'associazione inesistente in cerca di popolarità, erano irricevibili, questa proposta politicamente è intrigante. Ha i numeri per poter far capire che, alla fine, quella parte di società che detesta la caccia è più importante e consistente del mondo che, invece, gli gravita intorno. Nella sua idea rivoluzionaria di definitiva chiusura dell'attività venatoria questa iniziativa potrebbe servire a far sedere a un tavolo il mondo a cui la caccia non piace con un diverso peso. Questa ragione, non la certezza del successo, mi hanno portato a firmare questa proposta di legge e vi invito a fare altrettanto!

Per far approdare in parlamento questa proposta di legge bastano 50.000 firme, ma ben si capisce che cosa potrebbe succedere, se si riuscisse a raccogliere un numero molte volte superiore di consensi. Vorrebbe dire cambiare il sistema dei pesi e dei contrappesi, costringere la politica a discutere con una delle componenti meno ascoltate del paese. Per contro, se la raccolta fosse fallimentare, questo insuccesso rischierebbe di diventare una pietra tombale per i diritti degli animali. Inutile nasconderselo. Quindi usate i vostri dispositivi e la tecnica per firmare stando comondamente seduti in poltrona, ma non restate inerti!

Caccia ai cinghiali sempre aperta: Lombardia scatenata negli abusi contro la fauna

Caccia ai cinghiali sempre aperta

La caccia ai cinghiali sempre aperta, per 365 giorni l'anno, è l'ultima trovata della Regione Lombardia per cercare di guadagnare consensi elettorali. Aprendo il grande luna park della caccia al cinghiale, anche con l'utilizzo di visori notturni. In contrasto con la legge nazionale, con la giurisprudenza ma anche con il buonsenso, emanando un provvedimento che sarà, per l'ennesima volta, impugnato anche se a farlo potrà essere solo il governo. Con ottime possibilità di vittoria perché questa modifica della legge trasuda di illegalità da ogni comma.

Qualcuno si starà chiedendo, giustamente, come mai la regione più colpita d'Europa dalla pandemia di Covid19 trovi il tempo di occuparsi di caccia al cinghiale, di visori notturni e di giubbetti ad alta visibilità per le guardie venatorie. La motivazione è solo apparentemente incomprensibile, considerando che la gestione dell'emergenza sanitaria ha dimostrato i limiti della giunta lombarda. Fatto che rischia di far perdere la guida della regione più importante d'Italia alla coalizione più filo venatoria del paese.

Non è un caso che in piena emergenza la Lombardia abbia ricorso al Consiglio di Stato contro una semplice sospensiva del TAR sul piano di contenimento nelle volpi del lodigiano. Per non perdere la simpatia del mondo venatorio. Fatto che le è costato un sonoro schiaffo dal massimo organo della giustizia amministrativa. Sentenza tanto dura da convincere l'ufficio legale regionale a rinunciare al giudizio di merito. Una figura che in un paese diverso sarebbe costata quanto meno la poltrona all'assessore Fabio Rolfi. Che ha difeso, con i soldi dei cittadini, la pretesa illegale di cacciare le volpi di notte e addirittura dalle auto.

Caccia ai cinghiali sempre aperta, ma anche cacciatori come insegnanti nelle scuole per insegnare il rispetto per la natura

Dove non arriva l'arroganza legislativa può sempre arrivare la fantasia: come dimostra la proposta del consigliere regionale lombardo di Fratelli d'Italia Barbara Mazzali che voleva i cacciatori in aula. Tanto da prendersela con la Lega Anti Caccia, che aveva criticato la proposta, con affermazioni decisamente sguaiate.

Ora però non si tratta più di una provocazione fatta per avere consensi, ma di una legge che autorizza i cacciatori a cacciare i cinghiali tutto l'anno, con la fallimentare idea che questo risolverà il problema. Senza tenere conto che anni di insuccessi hanno dimostrato con chiarezza l'inutilità di queste scelte e che centinaia di incidenti di caccia avrebbero dovuto ispirare maggiore prudenza. Sulla possibilità di cacciare di notte, durante tutto l'anno e quindi anche durante la stagione riproduttiva della fauna, i cinghiali. Con armi che sono pericolose per l'incolumità dei cittadini già durante il giorno, con piena visibilità, figurarsi durante la notte.

Per fortuna le associazioni sono già pronte per scendere sul sentiero di guerra e impugnare anche questo provvedimento. Palesemente contro legge, trattandosi di tempi e mezzi non previsti quando non decisamente vietati, come i visori notturni. A pagare i costi delle azioni legali sarà come sempre la collettività, che dovrebbe cercare, per dovere civico, di scrollarsi di torno amministratori così arroganti.

Il lupo e non il cacciatore è il vero strumento naturale per contenere i cinghiali e lo sanno anche i cacciatori

I lupi sono i migliori selecontrollori, come tutti i predatori e ottengono risultati insperati, come dimostrano gli studi fatti in parchi nazionali e aree protette. Un fatto noto, scientificamente dimostrato, confutato solo dal mondo della caccia, che vorrebbe sterminare gli uni come gli altri. Con la complice copertura che riescono ad avere dalle amministrazioni regionali, specie in nord Italia.

Amministrazioni sempre inclini a fare favori a chi li vota, tanto da non vergognarsi di voler obbligare le guardie venatorie a fare vigilanza con i giubbini ad alta visibilità. Che sarebbe un po' come mandare in giro le squadre investigative delle forze di polizia con l'obbligo di essere sempre in divisa. Un regalo a delinquenti e bracconieri, insomma.