Animali in viaggio – Il giro del mondo in 10 migrazioni straordinarie

Animali in viaggio

"Animali in viaggio - Il giro del mondo in 10 migrazioni straordinarie" è l'ultimo libro di Claudia Fachinetti, scritto dopo "Lasciami andare - Quando le orche arrivarono a Genova". Un libro per ragazzi, dove i protagonisti sono proprio gli animali migratori e i loro viaggi incredibili, che li portano a percorrere grandi distanze e a superare difficoltà perfino difficili da immaginare. La narrazione, per coinvolgere, segue un racconto nel quale sono proprio i protagonisti a descrivere il loro viaggio, ma sempre in modo scientifico, senza mai cedere all'umanizzazione di queste creature indomite.

Le migrazioni stagionali sono forse gli eventi più stupefacenti del mondo animale, che dovrebbero essere fatte studiare, ai ragazzi, una per una. Non viaggi romantici, ma avventure fatte di sofferenza e polvere, di istinto e tenacia che hanno un solo scopo: quello di riprodursi, di perpetuare la specie, di garantire nuove generazioni e, quindi, la vita. Gli animali, ai quali noi umani attribuiamo spesso sentimenti che sono solo nostri, come bontà o cattiveria, non si lamentano e sanno perfettamente svolgere i compiti per i quali l'evoluzione li ha "programmati".

I giovani lettori, ma non solo loro, potranno seguire il lungo viaggio delle farfalle monarca, esserini di qualche grammo, che con i loro pochi centimetri di ali riescono a compiere migrazioni di migliaia di chilometri. Ma anche la migrazione dei pinguini di Adelia, degli orsi polari e delle balene grigie e di altre specie viaggatrici. Scoprendo o riscoprendo il senso della vita, la complessità del pianeta e dei suoi delicati equilibri e, forse, imparando a guardare alle migrazioni con occhi diversi.

"Animali in viaggio" porta il lettore in un giro del mondo dove non ci sono turisti, ma animali che lottano per il futuro della specie

Il libro ha la prefazione di Chiara Borelli, capo redattore di Focus Wild, benemerita rivista -una delle poche rimaste- che parla di natura con rigore scientifico ma con un linguaggio ben modulato per un target giovane. Far conoscere la vita degli animali stimola l'interesse verso i temi ambientali, rappresentando un contributo importante per promuovere un maggior senso di responsabilità verso il mondo naturale. Se le precedenti generazioni hanno fallito l'obiettivo di vivere in armonia sul pianeta, il dovere, ora, è quello di fornire migliori strumenti e non solo cattivi esempi ai giovani di oggi.

Un contributo di Fabrizio Gatti, giornalista investigativo che tanto si è speso per far conoscere il dramma dei migranti umani, da vita a un parallelismo interessante sulle migrazioni, perchè, lo sappiamo, siamo tutti animali. Gli uomini sono sempre stati protagonisti di grandi viaggi e di migrazioni fra i continenti, ma troppo spesso dimenticano di essere stati, per primi gli italiani, un popolo di migranti. Nel nostro paese spesso ci si dimentica di tragedie, morti, sudore, miniere e disprezzo che solo l'altro ieri abbiamo subito migrando, solo per fare un esempio, verso l'America.

Comprendere le difficoltà delle migrazioni, restare affascinati da viaggi che sembrano impossibili, ma anche dalla precisione con cui i migratori ritornano là dove sono nati, diventa il punto di partenza per scoprire realtà che non possono lasciare indifferenti. Animali in viaggio è un libro che dovrebbero leggere anche gli adulti, specie quelli con i capelli bianchi, che hanno ancora troppi pregiudizi, forse perché sono nati in una società meno colorata di quella attuale.

Il battello a vapore – rilegato – 208 pagine – 16,50 Euro

Aiutiamo elefanti e migranti a casa loro, mandiamogli un po’ di rifiuti tossici

Aiutiamo elefanti e migranti a casa loro Aiutiamo elefanti e migranti a casa loro, in Africa, facciamo in modo che qualcuno se ne occupi, non l'occidente, non un buon dio ma qualcuno. Uomini e animali in Africa sono accomunati dallo stesso destino: qualcuno gli sottrae la terra, avvelena i pozzi con la corruzione, intossica un continente di rifiuti. Africa terra di bracconaggio, continente dove vivono sotto assedio animali importanti per la biodiversità come rinoceronti, scimmie antropomorfe, leopardi e loro, gli animali simbolo: gli elefanti. Il bracconaggio in Africa non è come da noi: la gente comune non ammazza elefanti o rinoceronti per arricchirsi, ma quasi sempre lo fa per vivere. Lasciati alle merce di organizzazioni criminali che si sono specializzate sul traffico di natura, che si arricchiscono con illeciti commerci di animali protetti e loro parti. Non come da noi dove i bracconieri non lo fanno per fame e girano sui SUV. Ma l'occidente, che invoca ora una maggior protezione dell'ambiente e della fauna africana, ha rapinato per secoli in assoluta autonomia il continente nero. I cinesi sono arrivati in tempi relativamente recenti e non possono essere ritenuti responsabili, non solo loro e non certo come se fossero i maggiori divoratori d'Africa. Lo diventeranno, ma noi europei lo siamo già stati.

Proteggere la natura in Africa è un dovere planetario

Certo vorremmo vedere l'Africa protetta, vorremmo che ci lasciassero guardare gli elefanti e i gorilla, che si occupassero di difenderli e che restassero a casa, che in effetti c'è così tanto da fare. Basta migrazioni, l'Africa è il continente più ricco del pianeta, poggia su enormi ricchezze e infiniti giacimenti, con un ambiente unico, irreplicabile. Ma come sempre c'è un però: i migranti di oggi sono il prodotto matematico, preciso, il frutto di un calcolo tanto semplice quanto complesso da far comprendere. Vengono a cercare fortuna nei paesi che si sono arricchiti derubando e spolpando i "loro" paesi, fino all'osso. Mettendo al potere e buttando giù dai troni sovrani e politici che erano funzionali alla voracità delle imprese europee. Anche le persone che non sono dei cultori della storia del continente africano si ricorderanno nomi come Idi Amin, Bokassa, Gheddafi, giusto per evocare quelli più famosi, senza dimenticare i governanti attuali che hanno quasi sempre impedito a intere nazioni di potersi gestire, arrivando a rubare anche i fondi della cooperazione.

La vecchia Europa ha saccheggiato l'Africa per secoli

Nel frattempo noi importavamo dall'Africa petrolio, legname, oro, diamanti, platino e coltan (minerale senza il quale i nostri smartphone sarebbero inutilizzabili), avorio, animali, pellicce e in tempi passati schiavi. Ora sono rimaste le schiave del sesso, spesso giovanissime, che nessuno vuole vedere e di cui nessuno ama parlare. Aiutiamo elefanti e migranti a casa loro è una bellissima dichiarazione di intenti e noi come la attuiamo? Continuando ad avere rapporti con i potenti di turno, mettendo la politica al primo posto insieme agli interessi economici del nostro paese. Sarà per questo che ora abbiamo rapporti con i peggiori dittatori, come avviene con l'Egitto di Al-Sisi, dove Giulio Regeni è stato massacrato. In questi giorni la Guardia di Finanza ha smantellato un'organizzazione dedita al traffico di rifiuti tossici e nocivi che, dal porto di Salerno, erano dentro container diretti in Burkina Faso (leggi qui), uno de paesi pattumiera dell'Africa, di cui si sono occupate (poche) belle inchieste giornalistiche che non hanno, purtroppo, raggiunto alcun risultato. Indagando sui traffici d'armi e di rifiuti sono morti giornalisti come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, sulle cui morti aspettiamo ancora di conoscere la verità, quella vera, non una verità qualsiasi come quelle che hanno propinato gli egiziani sulla morte del povero Giulio. Rifiuti tossici, la cosiddetta e-waste, quella miriade di milioni di tonnellate di rifiuti che dall'Europa, dall'America e fra poco probabilmente anche dall'Asia stanno ammazzando il continente africano, producendo però un torrente inarrestabile di denaro, montagne di soldi sporchi. Certo, aiutiamo elefanti e migranti a casa loro, ma per farlo sarà necessario che smettiamo di distruggere il loro ambiente e di uccidere persone, foreste e animali. Leggete un articolo sulla guerra che il Burkina Faso sta iniziando a fare per cercare di salvarsi, anche se i danni non saranno facili da rimediare. Peraltro manca anche la certezza che questa guerra le major delle organizzazioni malavitose gliela faranno combattere, grazie anche all'appoggio di qualche governo occidentale (leggi qui) . Aiutiamo gli elefanti e i migranti a casa loro è una frase che ha un sapore amaro, quello di sentirsi complici di tanti morti, della scomparsa di tanti ecosistemi, di non essere scesi in piazza a protestare per uno scempio che pagherà l'intero pianeta. Costruendo con sapiente maestria il senso di paura verso i migranti che consente di spazzare sotto il tappeto (nel loro salotto) la nostra spazzatura. Basta digitare su qualsiasi motore di ricerca "Africa traffico rifiuti tossici" per vedere cosa vomita la rete sui nostri schermi. Notizie che hanno un odore davvero nauseabondo, fatto di corruzione e morte.