Togliere protezione al lupo sparare coesistenza

Togliere protezione al lupo è come sparare sulla coesistenza perché questo predatore ci ricorda ogni giorno che convivere costa fatica. Il lupo è il simbolo della coesistenza, un animale totemico che sembra essere così lontano da noi ma che, invece, ci somiglia molto, forse troppo per poterglielo perdonare. Il lupo ha una famiglia, una struttura sociale, dei legami di parentela proprio come l'uomo, è intelligente, studia le situazioni, difende il suo territorio. Una sorta di essere umano che cammina a quattro zampe, che non conosce cattiveria ma lotta soltanto per sopravvivere.

Il lupo ci ha sempre affascinato e ogni tanto mi chiedo se sia stato l'uomo a addomesticarlo, facendolo diventare cane, o viceversa. Che sia stato il lupo a addomesticare la nostra specie? Perché quello che non gli perdoniamo è proprio il fascino di predatore indomito, pieno di caratteristiche che ci hanno affascinato, tanto da farlo diventare cane. Forse è stato proprio il riconoscerci in tanti comportamenti che ha creato questo alone di paura: il lupo, per essere così simile agli uomini, doveva per forza essere demoniaco. Il lupo è raccontato dalle scritture come l'incarnazione del male e nelle favole come un pericoloso essere che divora i bambini.

Se fai il cattivo chiamo il lupo nero dicevano una volta i genitori, magari dopo aver letto ai figli proprio Cappuccetto Rosso. Il lupo che si era mangiato la nonna, il lupo dei tre porcellini. Per arrivare sino ai licantropi, uomini che si trasformavano in lupi durante le notti di luna piena per divorare altri uomini, i terrifici mannari che prendevano vita nelle notti di plenilunio. Un terrore ancestrale che oggi, dove diventa difficile poter diffondere leggende sui lupi mannari, viene alimentata in modo sconsiderato con altri racconti terrifici.

Togliere protezione al lupo è come sparare sulla coesistenza, creando un pericoloso effetto domino

Non si è ancora spento lo sconcerto per la decisione del segretariato della Convenzione di Berna, che ha deciso di declassare il lupo togliendogli una protezione assoluta e già è aumentato il bracconaggio. Lupi di nuovo uccisi e appesi ai cartelli stradali, fatti che riportano ai tempi bui durante i quali il lupo era oramai sull'orlo dell'estinzione in Italia. Probabilmente un'altra specie, meno intelligente e meno opportunista, si sarebbe estinta. Lui no, è rimasto acquartierato nelle foreste dell'Abruzzo e della Calabria, quasi invisibile. Per poi riprendersi quello che era suo, la parte più selvatica del paese, ma non soltanto. Grazie anche a una protezione assoluta di cui, in Italia, gode dagli anni settanta.

Una capacità che non trova spiegazione negli strati meno informati della popolazione, che non può credere a questa paziente attesa, credendo che questo ritorno sia stato agevolato dagli ambientalisti. Pensate che, proprio l'altro giorno mi hanno scritto di non raccontare balle sui lupi, che non potevano aver fatto tutto da soli per essere così numerosi. Motivando il ragionamento con la presenza dell'Autostrada del Sole, che non poteva essere attraversata dai lupi a causa delle alte recinzioni e quindi, visto che i lupi non hanno le ali, doveva esserci stato un aiuto umano.

Dopo i terrapiatisti, le scie chimiche e il negazionismo climatico poche cose resistono nel tempo come la leggenda dei lupi lanciati dagli elicotteri. Come le vipere, che secondo alcuni, erano lanciate dagli ambientalisti per far mordere i cacciatori. Queste leggende moderne sono l'evoluzione di Cappuccetto Rosso e del lupo nero, dei licantropi e della bestia satanica evocata nelle scritture.

Il lupo viene demonizzato, ma senza predatori non c'è equilibrio: nella coesistenza è racchiusa la sopravvivenza della nostra specie

Ogni tempo ha i suoi profeti, specie in questo tempo social dove le falsità viaggiano veloci come il fulmine. Di leggenda in leggenda il lupo diventa peggio del diavolo, ha solo difetti e non gli si riconosce alcun pregio. Lo dicono gli allevatori di animali lasciati incustoditi. Lo dicono i cacciatori che li vedono come antagonisti . Enon solo perché hanno delle prede in comune ma perché, loro, non riescono a essere dei bioregolatori efficaci, mentre il lupo si.

In questi giorni, dopo il declassamento da "specie particolarmente protetta" a "specie protetta" si sono moltiplicati gli articoli in cui il lupo viene accusato di ogni crimine. Pochi si chiedono però i benefici che derivano dalla presenza del lupo. Pochi, nonostante la vulgata filovenatoria, i cittadini correttamente informati. Pochi, ancora troppo pochi, conoscono l'importanza di avere comportamenti attenti e prudenti con gli animali selvatici. Pochissimi queli che sanno che per proteggere uomini e selvatici occorre controllare i rifiuti. Ancor meno quelli rispettano il divieto di non alimentare i selvatici. Con i cacciatori in prima linea, che godono di leggi che agevolano i comportamenti sbagliati.

Pochi sanno che, anche senza il declassamento deciso dalla Convenzione di Berna, abbattere i lupi, con criteri selettivi e senza mettere in pericolo la specie, era possibile anche prima. Insomma molti parlano di lupi, ma troppe sono le bugie che si raccontano. Cerchiamo, invece, di diffondere la cultura della coesistenza, così indispensabile alla nostra specie. Per farlo Il consiglio resta sempre quello: prima di credere a quanto vi raccontano tutti, me compreso, leggete e informatevi. Non fatevi vendere opinioni a buon mercato.