La manifestazione contro il Toro de la Vega che ha percorso le strade di Madrid il 12 settembre resterĆ negli annali di chi si occupa dei diritti degli animali.
100.000 persone hanno sfilato per manifestare tutto il loro dissenso contro una delle più storiche e barbare feste tradizionali, dove ogni anno un toro viene torturato a morte usando delle lance.
Organizzata dal PACMA - Partido AnimalistaĀ la manifestazione ha rappresentato un momento di grandissima partecipazione popolare, con numeri sicuramente mai raggiunti in Europa, quale che fosse l'argomento in difesa degli animali.
Certo questa massiccia partecipazione dimostra che il paese è stufo di dover subire una serie di barbarie agite contro gli animali, specie durante le feste tradizionali che si tengono nelle zone più rurali del paese, ma anche dimostrato la straordinaria capacità organizzativa del PACMA.
Organizzazione impeccabile della manifestazione
Visitando il loro sito internet si riceve un'impressione di concretezza e di trasparenza: pochi fronzoli, un programma chiaro, proposto e non urlato, bilanci disponibili che dimostrano come seppur con pochi fondi si possano fare grandi cose. Gli obiettivi del PACMA sono ambiziosi per quanto concerne gli animali.
Oltre ad essere contro ogni forma di corrida sottolineano l'importanza di fare una scelta vegetariana, se non vegana, per tutelare gli animali e l'ambiente, occupandosi anche di difendere i diritti della popolazione per un'economia più equa. In questo momento in Spagna sono una forza politica di tutto rispetto, seppur fuori dal parlamento, guadagnando maggiori consensi ad ogni elezione alla quale si presentano.
Nonostante la straordinaria partecipazione alla manifestazione di Madrid questa non ĆØ bastata per evitare che Rompisuelas, il nome del Toro de la Vega di quest'anno, fosse prima torturato in modo davvero barbaro e poi ucciso per accontentare i pochi abitanti di Tordesillas.
El Toro de la Vega ĆØ una barbarie che non va confusa con una festa tradizionale
Certo non si poteva sperare in un paese come la Spagna, intriso di queste tradizioni anacronistiche in cui si maltrattano gli animali per puro divertimento, che il Toro de la Vega venisse annullato, ma vale la pena di guardare, invece, il video della manifestazione di Madrid per vedere come il vento stia cambiando: In Italia non si ĆØ mai riusciti, nemmeno quando si trattava di temi molto sentiti come la caccia e la vivisezione, ad avere un successo di questo genere, nonostante il nostro sia un paese con un alto tasso di sensibilitĆ nei confronti degli animali, anche se sicuramente con una fortissima accentuazione nei confronti di cani e gatti.
Forse il sentimento degli italiani nei confronti degli animali è più legato all'emotività che non a una reale militanza informata, ma purtroppo si sa:  il cuore muove più i consensi sulla rete che non i piedi sulla strada per una reale partecipazione.
La manifestazione contro il Toro de la Vega di Madrid segnerĆ comunque uno spartiacque, un confine dopo il quale chi si occupa della tutela dei diritti animali dovrĆ chiedersi per quali alchimie e con quale organizzazione il PACMA sia riuscito a fare quello che da noi ĆØ sempre stato impossibile: portare in piazza 100.000 persone per rompere una lancia contro il Toro de la Vega.
Personalmente ritengo che la vera chiave di volta di questo successo sia il modo gentile di porsi e proporsi del PACMA, di offrire i loro programmi, di essere trasparenti e certo anche quello di avere un'ottima e coinvolgente organizzazione.
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