trasporto animali vivi

Trasporto animali vivi, una sofferenza inutile inflitta solo per profitto che sarebbe facilmente evitabile consentendo il solo trasporto delle carni. Una scelta che contribuirebbe a ridurre i maltrattamenti inflitti agli animali allevati per scopi alimentari, eliminando l’ultimo carico di maltrattamenti costituito dal trasporto. Con animali costretti a viaggiare, stipati su camion, vagoni ferroviari o navi, per essere trasferiti per finire all’ingrasso o al macello.

Mentre l’Europa si interroga sulla necessità di fissare parametri molto più restrittivi sui trasporti di animali vivi, nell’ambito della revisione della normativa posta a tutela degli animali d’allevamento, l’Italia si impunta. Confermando ancora una volta la scarsa attenzione ai diritti degli animali di questo governo, che non può più essere vista come un disinteresse per agevolare taluni settori, ma come una scelta di campo. Gli animali non sono considerati esseri viventi, meritevoli di tutele in quanto senzienti, ma solo punti di PIL privi di diritto. Un concetto applicato a quelli selvatici come a quelli allevati per scopi alimentari.

Protagonista dell’ennesima impuntatura dell’animalsovranismo è stata l’Onorevole Maria Teresa Bellucci, Vice ministra del lavoro e delle Politiche sociali. Intervenuta in aula in vece del ministro Lollobrigida, per rispondere a un’interrogazione dell’onorevole Susanna Cherchi, del M5S, che chiedeva un ripensamento sulle scelte annunciate a favore del trasporto di animali vivi. Che vanno in direzione opposta a quella auspicata dall’Europa per aumentare le tutele, raccontando per l’ennesima volta come l’Italia sia più avanti di altri paesi europei, in una narrazione trita e ritrita quanto falsa.

Il trasporto degli animali vivi è una vergogna, proprio per essere giustificato solo dal profitto, senza alcuna altra motivazione sostenibile

L’idea è che spesso questo governo tratti temi che non conosce a sufficienza, affermando come tutto sia sotto controllo in un settore dove i controlli sono davvero pochi. Scarsi negli allevamenti dovee spesso sono anche poco efficaci, e quasi assenti sulle strade dove il controllo dei mezzi di trasporto con animali viene considerata un’attività complessa e fastidiosa. Messa in atto più per poter fornire dati per le statistiche che non per arginare comportamrenti inaccettabili. Nonostante la buona volontà della Polizia Stradale.

Il vice ministro Bellucci, nel rispondere all’interrogazione, si è vantata che l’Italia da tempo vieta il trasporto di animali vivi quando le temperature superano i 30 C°. Senza dire però quanti sono stati i controlli effettuati nei giorni di fermo e quanti in proprzione rispetto ai movimenti registrati. Un dato non difficile da reperire stante che ogni trasferimento di animali vivi deve essere aiutorizzato con un modello rilasciato dal Servizio Veterinario pubblico. Omettendo anche di dire che quando le temperature esterne superano i 25 C° all’interno dei camion in caso di rallentamenti o soste, possono raggiungere senza difficoltà livelli molto, molto più alti, trasformando i camion in un inferno.

Questo video è tratto dal canale You Tube di Animal Equality ed è interessante ascoltare le dichiarazioni rese all’aula. Raccontando quello che prevede la norma e le diverse forme di attuazione dei controlli, ma senza entrare nel dettaglio delll’effettivo rispetto della normativa. Dimenticandosi parlare di benessere rappresenta l’ennesima alterazione semantica, cercando di addomesticare il significato reale di benessere animale mentre sarebbe più corretto ed opportuno parlare di riduzione del maltrattamento.