
Università e ricerca sugli animali: 11 arresti a Catanzaro nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro che ha sconquassato il polo universitario. Altre 21 persone risulterebbero coinvolte nell'inchiesta e denunciate a piede libero, per fatti che sembrano iniziare nel 2015. La Procura sospetta che, oramai, da circa dieci anni vadano avanti attività di copertura per insabbiare le gravi carenze dei laboratori di ricerca universitari.
Quello che lascia sconcertati, ma non stupiti, è che a orchestrare questa farsa per evitare la sospensione dei finanziamenti pubblici siano stati medici e veterinari. Personale lautamente retribuito, per svolgere una funzione pubblica ma, anche, per vigilare sulle scarne norme che tutelano i diritti degli animali durante la sperimentazione. Un fatto grave, che mina la credibilità degli organi di controllo, essendo difficile da credere che questa situazione sia potuta passare inosservata ai più.
L'inchiesta dovrà fare il suo corso, ma il numero degli indagari e di quanti sono finiti ai domiciliari rende difficile poter dar credito a un errore. Quel che è certo, anche se ancora mancano dati di dettaglio, è il costo che gli animali hanno dovuto sopportare nei laboratori. Vittime non solo di una ricerca che dovrebbe, invece, tendere alla completa eliminazione degli animali, ma anche dell'indifferenza e della superficialità dei responsabili.
Università e ricerca sugli animali: 11 arresti a Catanzaro, con altre 22 persone coinvolte fra cui medici e veterinari
Da quanto è trapelato dall'inchiesta, portata avanti dalla Guardia di Finanza di Catanzaro, all'interno dei laboratori venivano messi in atto anche veri e propri atti di crudeltà ingiustificata. Grazie anche all'apparente complicità dei servizi veterinari, che in cambio di favori si erano resi disponibili a chiudere gli occhi. Proprio gli stessi veterinari pubblici che dovrebbero essere i garanti del rispetto dei diritti degli animali e considerarsi servitori dello Stato. Su questo ci aspettano interventi cautelari anche dell'Ordine dei medici veterinari che ha l'incarico di vigilare sul comportamento dei sanitari.
Il Ministero della Salute dovrebbe disporre un'immediata ispezione presso il servizio veterinario dell'ASL di Catanzaro per verificare l'accaduto. Non potendo dimenticare che i veterinari incaricati del controllo presso il laboratorio universitario avranno svolto ulteriori attività ispettive che potrebbero non aver rispettato le regole. Mettendo a rischio il benessere, già scarso, degli animali di altre realtà economiche che potrebbero non essere stati sufficientemente tutelati.
Difficile pensare che funzionari infedeli, privi di scrupoli, possano aver condotto con diligenza altri compiti, nell'interesse del rispetto e dell'integrità degli animali. Per questa ragione occorre l'avvio di una'inchiesta immediata per comprendere l'eventualea portata criminale di un fenomeno che potrebbe essere dilagante. Causando sofferenze ancora maggiori agli animali sottoposti alla loro vigilanza.
