Accumulo compulsivo di animali storie in bilico fra malattia e crimine

Il fenomeno dell'animal hoarding, l'accumulo compulsivo di animali. è stato ampiamente studiato a livello planetario. In Italia manca una procedura codificata e unificata, un cruscotto operativo che consenta di affrontare il problema con tempestività e competenza. Evitando costi ingenti in termini economici per le amministrazioni e in termini di sofferenza per gli animali. Così finisce che le prime avvisaglie vengano ignorate, liquidate come inconvenienti igienici o disagi momentanei che, invece, meriterebbero di essere indagati.

L'accumulo compulsivo di animali è una fonte di maltrattamento che lascia ferite profonde

Possono essere i cani di un canile convenzionato o i gatti della signora anziana che, una volta rimasta sola, si è chiusa nel suo dolore, che ha deciso di condividere solo con i suoi animali. Per gli animali costretti a subirlo un motivo vale l'altro, perché entrambi porteranno a dover subire condizioni di vita inaccettabili. Condizioni che non segnano solo il corpo, ma fiaccano lo spirito, entrano nell'essenza di questi animali che, troppo spesso, non riusciranno più a conquistare condizioni di vita normali. Quei segni che potrebbero andare via dal corpo restano permanenti nello spirito di ogni individuo, creando solchi profondi e paure che non si rimarginano.

In questa grande varietà di compiti e competenze, di obblighi non rispettati e difficoltà operative il vero elefante nella stanza resta il maltrattamento degli animali, spesso non visto. Così i cinque gatti in pochi mesi diventano quindici, poi quaranta, poi quasi cento. E nello spazio di queste moltiplicazioni spesso l'intervento arriva solo al termine, quando è già molto tardi e la soluzione da complessa pare essere fdiventata impossibile. Perchè non è facile interrompere il reato come prevede la legge, se non ci sono strutture in grado di ricoverare tantissimi animali.

Fare rete e conoscere il fenomeno è fondamentale, sia per prevenirlo che per contrastarlo

In una repubblica che, spesso, ha troppi feudi è difficile fare rete. Ogni amministrazione vuole poter rispondere solo a se stessa, specie quando è inadempiente. Mentre per un contrasto efficace dell'animal hoarding serve il networking, mettendo sul tavolo diverse competenze. Un caso non si risolve davvero senza creare una sinergia fra forze di polizia, veterinari pubblici, assistenti sociali, associazioni, servizi comunali. Che insieme devono proporre la soluzione al pubblico ministero, perché la questione accumulo di animali quasi sempre costituisce reato. I casi psichiatrici, non quelli criminali, sono molto più complessi perchè serve cura, attenzione, competenza. Per far uscire le persone da un percorso malato, da una solitudine che non trova rifugio se non negli animali. Costretti a subire il ruolo di elementi consolatori.