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Elefanti e leoni per il film di Moretti scatenano molte polemiche contro il regista. Accusato giustamente di non tenere in considerazione la sofferenza degli animali che vengono usati, senza motivo, per fare da comparse. Il famoso regista sta girando a Roma le scene per il suo ultimo film “Il sol dell’avvenir”, usando anche animali selvatici come elefanti e leoni. Animali che, seppur detenuti legalmente, sarebbero stati facilmente sostituibili. Usando le tecnologie a disposizione che permettono di realizzare scene con animali senza che siano in carne e ossa.

La scelta di Nanni Moretti di usare animali veri per girare ha fatto infuriare le associazioni. Che giustamente si interrogano sulla necessità di fare scelte del genere quando esistono alternative. Roma sta dimostrando davvero molto poca attenzione nei confronti degli animali, dei loro diritti e delle problematiche causate da scelte poco attente. Sindaco dopo sindaco si ripetono proclami, dichiarazioni di attenzione e promesse. Regolarmente non attuate.

Il sindaco Roberto Gualtieri, succeduto a una inconcludente Virginia Raggi su animali e ambiente, non ha certo preso in mano il timone della città, sotto questo aspetto. I rifiuti attirano in città i cinghiali, con tutte le conseguenze del caso, la gestione dei canili convenzionati fa acqua da tutte le parti e le botticelle trainate dai cavalli sono sempre lì. A completare il quadro di un disastro costante, indegno di una capitale europea, mancavano solo gli elefanti e i leoni di Moretti.

Elefanti e leoni per il film di Moretti sono soltanto l’ultima dimostrazione di un’amministrazione capitolina che ignora i diritti degli animali

Gli uffici comunicazione di molti Comuni italiani fanno dichiarazioni di grande attenzione verso i diritti degli animali, destinate a restare lettera morta nella pratica. La politica è sempre attenta a cavalcare quello che piace agli elettori, salvo poi non essere in grado di mantenerlo nella pratica. Rimediando inevitabili brutte figure ed esponendosi a critiche, queste si davvero feroci, sicuramente più dei leoni usati da Moretti. Il problema di questi mancati diritti poggia su due pilastri: ignoranza e convenienza. Che rappresentano poi i presupposti di molte scelte errate su questi temi, non solo a livello municipale.

I funzionari spesso non hanno nemmeno i rudimenti per comprendere cosa significhi la sofferenza animale e i politici scontano spesso questo fattore. Sarebbe un grande sbaglio pensare che un sindaco di una grande città come Roma sia quello che davvero l’amministra: in realtà valuta e segue i consigli di chi dirige i settori. Lo stesso discorso vale per gli assessori e dove manca la conoscenza spesso prevale la prepotenza: come quella dei vetturini delle botticelle che non accettano di dover entrare nella storia.

Risulta inconcepibile che ai nostri tempi, con climi peraltro sempre più caldi, ancora si peni di poter usare veicoli a trazione animale in una città come Roma. Eppure poche centinaia di addetti, ai quali si potrebbe dare una licenza di taxi, riescono di fatto a condizionare le scelte delle varie amministrazioni, facendo schiattare i cavalli sotto il sole, in un traffico impossibile.

Roma non è una città per animali e non ha risolto un disastro ambientale causato dalla pessima gestione dei rifiuti

Gli elefanti e i leoni usati da Nanni Moretti, che dovrebbe provare vergogna per aver fatto questa scelta, sono l’ultima punta di uno dei tanti iceberg che galleggiano nel mare magno romano. Gli uffici comunai hanno dato i permessi, senza pensarci troppo, del resto li chiede una star del calibro di Moretti. Che in questo caso si dimentica non solo di dire una cosa di sinistra, ma anche di fare una scelta intelligente, al passo con i tempi. Verrebbe da dire che forse è un regista troppo vecchio per usare tecniche relativamente recenti. Ma sarebbe una scusa sin troppo facile.

La capitale dell’Italia rappresenta, forse, lo specchio di quello che è il nostro meraviglioso paese, che fatica a stare al passo con i tempi, che arriva sempre tardi sulla transizione ecologica, che separa nettamente il mondo della parola da quello dell’azione. Lasciando spesso i cittadini più attenti smarriti da tanta mancanza di coraggio. Una capitale che manda centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti all’estero perché in anni non ha saputo come risolvere, come affrontare un’emergenza ambientale. Dopo aver inquinato con le discariche ora inquina per far viaggiare camion stracarichi di immondizia per le strade d’Europa, ma la luce di un’idea nuova pare ancora non essersi accesa.

Così il problema diventano i cinghiali, che dovrebbero essere visti invece come le conseguenze di un problema. Se in città non ci fossero tonnellate di rifiuti lasciate in giro, che creano un supermarket per tutti gli animali in cerca di cibo a basso costo energetico, non ci sarebbero neppure loro. Ma siccome un colpevole serve sempre eccolo qua. Ma se parliamo di porci i veri suini quadrupedi questa volta, ancora una volta, sono solo vittime. Proprio come i leoni e gli elefanti di Moretti.