
Gli abbattimenti dei lupi contribuiscono a aumentare le predazioni, un fatto giร noto recentemente ribadito da un nuovo studio effettuato negli Stati Uniti. Lo studio, appena pubblicato dalla prestigiosa rivista BioScience nel numero di aprile, critica le scelte e i criteri di valutazione dell'ESA (Endangered Species Act) sulle dinamiche di popolazione dei lupi. Secondo i ricercatori infatti il numero di esemplari non puรฒ essere considerato un dato assoluto nella valutazione sulla necessitร di operare eventuali azioni di regolazione delle popolazioni.
Gli autori della ricerca, infatti, sostengono che il principale criterio sul quale basare una decisione non debba essere il numero di esemplari ma la necessitร di non destrutturare il branco. Da tempo รจ noto che i lupi abbiano numerose e complesse interazioni, che stanno alla base del loro successo come bioregolatori. Il documento discute l'importanza di considerare la socialitร e la struttura dei gruppi sociali nella conservazione e nel recupero delle specie, con un focus particolare sui lupi grigi negli Stati Uniti. Gli autori evidenziano che le attuali politiche di conservazione, basate principalmente su parametri come abbondanza e distribuzione geografica. Ignorando, invece, aspetti cruciali della biologia sociale, come la coesione del gruppo e il comportamento cooperativo, che sono fondamentali per la sopravvivenza e la riproduzione delle specie sociali.
Punti principali dello studio:
- Socialitร e conservazione: La perdita di conspecifici in specie sociali ha un impatto demografico e genetico significativo, che non si puรฒ valutare con le sole stime di popolazione. La riproduzione limitata e la struttura sociale influenzano la dimensione effettiva della popolazione, ma anche la salute genetica della specie.
- Critiche al piano di recupero dei lupi grigi: gli autori dello studio criticano il piano di recupero del US Fish and Wildlife Service (USFWS) in quanto non considera adeguatamente la socialitร dei lupi. La gestione attuale si concentra su obiettivi demografici minimi, ignorando la complessitร delle dinamiche sociali e il ruolo ecologico dei lupi.
- Impatto della mortalitร antropogenica: occorre valutare la mortalitร causata dall'uomo, provocata dalla caccia legale e illegale e la modifica del paesaggio. Questi fattori hanno effetti negativi sulla struttura sociale dei lupi, portando alla dissoluzione dei branchi e alla perdita di comportamenti vitali.
- Proposte per migliorare la conservazione: gli autori suggeriscono di includere la socialitร come punto fondamentale da tenere in considerazione nei piani di gestione. Cercando di limitare la mortalitร antropogenica e proteggendo i branchi durante la stagione riproduttiva. I ricercatori sottolineano poi l'importanza di promuovere la connettivitร genetica fra le diverse popolazioni, al fine di garantirne la variabilitร .
- Valore ecologico e culturale dei lupi: i lupi sono essenziali per la salute degli ecosistemi e hanno un significato culturale. La loro conservazione dovrebbe andare oltre la semplice prevenzione dell'estinzione, mirando a ripristinare il loro ruolo ecologico.
Le possibili conseguenze di una gestione "politica"
Nell'articolo di BioScience "Species recovery as a half empty process: the case against ignoring social ecology for gray wolf recovery" vengono evidenziate diverse conseguenze negative della mortalitร causata dall'uomo sui lupi grigi. La mortalitร indotta dall'uomo, secondo lo studio, provoca conseguenze sia dirette che indirette, che possono essere in sintesi cosรฌ riassunte:
- Frammentazione dei branchi: la perdita di membri chiave, come i leader o gli individui riproduttivi, puรฒ portare alla dissoluzione del branco, compromettendo la coesione sociale e la capacitร di sopravvivenza del gruppo.
- Riduzione della riproduzione e della sopravvivenza dei cuccioli: la mortalitร dei lupi riproduttori influisce negativamente sulla capacitร del branco di riprodursi e di allevare i cuccioli.
- Effetti sociali e comportamentali: la perdita di individui puรฒ deteriorare i comportamenti cooperativi e sociali, come la gestione dei conflitti, l'apprendimento e la trasmissione culturale all'interno del branco.
- Aumento del rischio di estinzione: la mortalitร antropogenica amplifica gli effetti Allee1, aumentando il rischio di estinzione per i branchi piรน piccoli e meno resilienti.
- Modifiche ecologiche: la mortalitร indotta dei lupi altera il loro ruolo ecologico, riducendo la loro capacitร di agire come predatori apicali e influenzando negativamente la dinamica degli ecosistemi.
- Conflitti con gli esseri umani: la frammentazione dei branchi e la modifica del paesaggio spingono i lupi a interagire maggiormente con gli ambienti antropizzati, aumentando il rischio di predazione su bestiame e di mortalitร per collisioni stradali.
In sintesi, la mortalitร causata dall'uomo ha effetti profondi e spesso irreversibili sulla struttura sociale, la demografia e il ruolo ecologico dei lupi, rendendo essenziale una gestione che limiti tali impatti.
Conclusioni:
Gli autori sottolineano la necessitร di riformare le politiche di conservazione per includere la socialitร e la struttura dei gruppi sociali come elementi chiave. Questo approccio, secondo loro, รจ essenziale per garantire la sopravvivenza a lungo termine delle specie sociali e la salute degli ecosistemi.
Appare evidente che di questo recente studio dovranno tenerne conto anche i legislatori europei, che dovranno scegliere se assecondare le richieste del mondo agricolo e venatorio o quelle di chi si occupa di conservazione. Nell'interesse dei cittadini europei e anche per mitigare gli effetti che deriveranno dal fallimento della politica degli abbattimenti, che quasi certamente non andranno a ridurre le predazioni ma, piรน probabilmente, creeranno un pericoloso effetto moltiplicatore.
Mai come in questo periodo i lupi corrono grossi pericoli che rischiano di riportare la specie a livelli di vulnerabilkitร molto alti. Il trionfo di una gestione populistica della fauna puรฒ creare un serio danno alla conserrvazione di molte specie, la cui importanza viene spesso vista soltanto come un costo da dover sopportare e non come un vantaggio non replicabile tramite l'azione umnana.
- Lโaumento della densitร di popolazione ha talvolta lโeffetto di aumentarne feconditร e sopravvivenza, di solito per fenomeni di socialitร . Lโaggregazione puรฒ infatti favorire la sopravvivenza degli individui e la cooperazione puรฒ essere cruciale nellโevoluzione della struttura sociale di una popolazione. Questo fenomeno va sotto il nome di effetto Allee, dal nome dello studioso che lo evidenziรฒ negli anni 30 del secolo scorso.
Tratto da uno studio realizzato dall'Universitร di PD โฉ๏ธ
