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La tortura della pecore australiane

di Ermanno Giudici | Lug 15, 2014 | Allevamenti, Diritti, Maltrattamento, Media | 7 commenti

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7 Commenti

  1. patty
    patty on 8 Agosto 2014 at 0:01

    Dopo 5 secondi non sono più riuscita a guardare…

    Reply
  2. GIORGIO
    GIORGIO on 15 Luglio 2014 at 21:34

    SONO DEI VIGLIACCHI.
    ESISTE IL MODO DI FARE PERVENIRE UN RECLAMO ALL’ AMBASCIATA AUSTRALIANA?

    Reply
    • Ermanno Giudici
      Ermanno Giudici on 16 Luglio 2014 at 9:45

      Ho modificato il commento perché non c’è posto sul blog per comportamenti urlati e minacciosi. Sicuramente una lettera di protesta all’ambasciata non è risolutiva ma comunque comunica lo sdegno di molte persone.

      Reply
  3. paola
    paola on 15 Luglio 2014 at 21:33

    che orrore

    Reply
  4. Marinella Antelmo
    Marinella Antelmo on 15 Luglio 2014 at 21:20

    Stop.mostri.

    Reply
  5. Mirko
    Mirko on 15 Luglio 2014 at 18:05

    Vile, inumana, feroce, gratuita violenza.
    Non basta la sofferenza inflitta in nome del profitto… come giustificare pugni e calci se non come lo sfogarsi di un’anima nera come l’inferno? Facile essere “forti” contro chi non può difenderesi! No, non sono uomini questi, non sono umani.
    Odiarli sarebbe facile e consolatorio per la nostra coscienza ma guardiamoli invece come lo specchio della parte peggiore di ognuno di noi, quella che ci auguriamo di non dover mai scoprire, quella che cerchiamo di non vedere dietro il muro dell’indifferenza, dell’ignoranza e del quieto vivere. Odiare questi aguzzini è facile ma che dire di noi che ne siamo gli “inconsapevoli” mandanti? Questa volta sono pecore ma non dimentichiamoci di maiali, bovini, polli, conigli e tutti gli altri innocenti che massacriamo per nutrirci e vestirci. Non dimentichiamo delle vittime della nostra vanità.
    Riflettiamo. Abbiamo visto un video raccapricciante di quelli che spesso vengono censurati per non ferire un pubblico sensibile, siamo stati male nel subire la visione di queste violenze e qualcosa nel nostro animo si è mosso. Alcuni chiuderanno la pagina e presto dimenticheranno le immagini e le emozioni provate ma altri continueranno portarsi dentro per molto tempo, a volte per l’intera vita futura, il peso dell’orrore. E’ da questo che nasce la consapevolezza del cambiamento e se l’unico modo di smuovere le coscienze sono video come questo allora mostriamoli perché per curare una ferita infetta bisogna scoprirla e medicarla, non nasconderla sotto bende e vestiti.
    Non possiamo cambiare quello che ignoriamo.

    Reply
    • Mioara
      Mioara on 8 Novembre 2015 at 16:32

      Non è quello che possiamo fare “Contro” qualcosa:sofferenza,maltratamenti,abuso anche se uso degli animali,”allevati” o selvatici;si può lottare contro gli allevamenti intensivi,contro il braconaggio,si può anche augurargli karmicamente a questi “umani”che i loro figli,nipoti,etc.fino alla settima generazione…abbiano la stessa reincarnazione e sorte degli animali maltrattati,ma cmq.finché le leggi di un Paese/Governo permettono/se nè fregano,NON si cambiera niente!
      Bisogna FARE qualcosa “Pro”:avere un piccolo allevamento personale di quel’che si considera necessario alla famiglia,controllato come nr.di capi(es.:20 galline,10 anitre,etc.,2maiali,2 mucche,3 capre,4 ovine,etc) e poter vendere LIBERAMENTE SOLO il surrplus,ciò che non serve alla famiglia.Vendere à chi preferisce vivere nelle scatolle + o – di lusso(leggi palazzi?!).
      Così,devono SPARIRE GLI ALLEVAMENTI x profito(intensivi),il trasporto degli animali,i mattatoi(è vergognoso fare delle leggi x UCIDERE(amazzare)con dolcezza……Cambiare le leggi,si,ma x gli allevamenti domestici LIBERI,non sognare come gli animalisti o i vegan,che un mattatoio diventi un parco giocchi e che un allevamento intensivo diventi una pratteria!
      Fare il Pro,”fare non parlare”,il Contro non ha mai portato à niente di positivo.

      Reply

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