
La tutela degli animali e le operazioni sulla vegetazione: rispettare i cicli naturali per non commettere reati è un comportamento prudente e responsabile. Per questa ragione è importante che le operazioni di manutenzione e taglio, salvo i casi di necessità e urgenza, siano pianificate in modo intelligente e rispettoso. Lo dice la scienza, lo raccomanda la biologia, lo consiglierebbe il buonsenso ma lo stabiliscono anche diverse normative. Leggi poco applicate, spesso disattese ma comunque presenti nel nostro ordinamento, che devono essere rispettate.
Il taglio degli alberi e la loro sostituzione non deve essere sempre visto come un'operazione dannosa, a patto però che manutenzione e rimozione non causino deliberatamente un danno evitabile. Argomento al quale sono sempre più attenti i cittadini che riconoscono sempre più il valore nella presenza della vegetazione nelle aree urbane. Scontrandosi sempre più spesso con gli amministratori che vorrebbero dare sempre la precedenza al contenimento dei costi. "Dimenticandosi" le piantumazioni, come avvenuto a Milano per piazza San Babila e il Castello, utili anche a evitare le dannose isole di calore.
La mancanza di fiducia fra amministratori e cittadini, causata spesso da un esercizio arbitrario della gestione della cosa pubblica, porta a scontri che si ripetono con sempre maggiore frequenza. Proteste che gli amministratori pensano di poter aggirare con interventi improvvisi, che si risolvono in veri blitz messi in atto per evitare blocchi ai cantieri. La gestione del verde e la sua tutela sono, purtroppo, frammentate sia sotto il profilo normativo che per quanto riguarda i poteri di intervento. Una confusione che non agevola una gestione intelligente del nostro capitale naturale, in linea con le aspettative dei cittadini e la tutela della biodioversità.
Solo la necessità e l'urgenza possono rendere indifferibili gli interventi sulla vegetazione durante la stagione riproduttiva
I cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova il nostro patrimonio naturale, ma non possono diventare la scusa per gli amministratori, pubblici o privati, per poter mettere in atto gestioni disinvolte. La tutela degli animali, nel corso delle operazioni sulla vegetazione, deve essere rispettata, seguendo i cicli naturali. Un precetto che va "ricostruito" facendo un collage di varie normative, che però tracciano confini non eludibili. Confini spesso difficili da individuare per i cittadini, ma più facili da identificare per gli addetti ai lavori.
Creare difficoltà alla nostra fauna selvatica, semplicemente per profitto, deve essere un comportamento che viene identificato come un crimine. Le normative che tutelano gli animali dalle sofferenze e proteggono la biodiversità non possono essere disattese per ragioni economiche. Specie quando identiche azioni si possono compiere in altro tempo con minor danno. Un mosaico di provvedimenti che, una volta messi in fila, possono creare una rete di protezione importante per gli animali selvatici!
A livello comunitario la Politica Agricola Comune (PAC) 2023/2027 prevede un divieto di potatura di siepi e alberature durante la stagione riproduttiva degli uccelli. Identico precetto è contenuto nelle Linee Guida per la gestione del verde urbano realizzate per il Ministero dell'Ambiente nel 2017 (La manutenzione di siepi ed arbusti dovrà porre particolare attenzione alla salvaguardia dell’avifauna nidificante, alla tutela evalorizzazione di fiori e frutti utili per la biodiversità urbana.). La tutela dei nidi e la protezione della fauna è garantita anche dalla legge 157/92 e s.m.i. e dal recepimento della direttiva uccelli (Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici)
L'assenza del requisito di urgenza rende possibile l'applicazione dell'articolo 544 bis del codice penale
Non vi sono dubbi che l'Italia sia il paese delle mille normative, spesso contrastanti fra loro, che creano una grande confusione che si traduce nella conseguente mancata applicazione delle leggi poste a difesa di animali e ambiente. Fortunatamente le disposizioni nazionali e comunitarie creano una fitta rete di indicazioni che creano i presupposti per una protezione efficace contro i danni creati solo per ragioni di profitto. La norma, infatti, tutela sia gli animali come esseri viventi, attivi protagonisti della biodiversità, che come esseri senzienti, che non possono essere uccisi senza necessità (articolo 544 bis C.P.).
Le azioni di tutela degli animali è dell'ambiente non si possono più liquidare come "farneticazioni ecologiste" e vanno riconosciute come giuste istanze dei cittadini che chiedono di essere ascoltati dagli amministratori. La magistratura inquirente, tramite la Polizia Giudiziaria, può fare molto per ottenere il rispetto delle normative spesso disattese, grazie a una costanza di percorso che serva a impedire la reiterazioni di abusi. Il danneggiamento del verde e gli attacchi alla biodiversità vanno visti come danni alle nostre comunità.
Gli strumenti che consentono di bloccare le attività illecite potrebbero arrivare sino al sequestro preventivo delle aree verdi, oggetto di abbattimenti fuori tempo. Uno strumento che consente di mitigare le azioni dannose, costituendo un monito per quanti pensano che gli unici valori debbano essere legati alla redittività economica. Utilizzando un percorso giudiziario pensato proprio per evitare che la libera disponibilità di un bene -in questo caso un'area verde- possa consentire l'aggravamento di un reato.
In questo tempo, fatto di necessari cambiamenti da porre in essere per la tutela dell'ambiente,l'e azioni di protezione devono diventare prioritarie, nell'interesse della società e delle prossime generazioni. In questo una grande importanza lo avranno le attività di polizia giudiziaria poste in campo per la difesa del patrimonio collettivo.
