lupi perseguitatati politici spregiudicati

Lupi perseguitati da politici spregiudicati, che farebbero qualsiasi cosa per arrivare alla meta tanto agognata: poter aprire agli abbattimenti. La notizia è rimbalzata sulle cronache e sui flash d’agenzia: un cane è stato aggredito (forse) da due lupi nel biellese. Un fatto che, qualora accertato, dimostrerebbe ancora una volta l’umana imprudenza di lasciare i cani liberi. Ansa pubblica una notizia sul suo portale con questo titolo: Lupi: denuncia cane aggredito da lupi, indagano forestali. Titolo, corretto, notizia che racconta di indagini in corso.

Stesso episodio ma cambia completamente il contenuto della notizia, in un comunicato dell’ufficio stampa di Barbara Mazzali, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia:

“E’ purtroppo arrivata la prima aggressione all’uomo da parte di due lupi. E’ successo questa mattina a Cavaglià, in provincia di Biella, e subito, fin da oggi, bisogna provvedere a un piano serio perché non succeda anche in Lombardia. Stamani verso le 7 un cacciatore del posto stava portando il suo cane a fare una passeggiata e gli si sono parati davanti due lupi, che hanno subito attaccato. Il cane adesso è in fin di vita e l’uomo, di 70 anni, ha riportato serie ferite ed è stato curato al pronto soccorso. Senza la protezione del suo fedele amico, forse ora dovremmo piangere una vita dilaniata dai lupi.

Le agenzie parlano di ipotesi, l’uomo non pare aver riportato neanche un graffio, ma la capogruppo di Fratelli d’Italia si lancia in profezie. Probabilmente, visti i precedenti e la passione per la caccia, vuole bruciare tutti sul tempo. In fondo questa notizia non fa altro che assecondare le leggende di questi giorni.

Lupi perseguitati e politici spregiudicati: bisogna creare allarme per accontentare i sostenitori

Che la capogruppo di Fratelli d’Italia non stia dalla parte dei lupi non è una novità e questa linea davvero aggressiva verso la fauna è tipica dell’intera forza politica. Uno stile ben incarnato da Barbara Mazzali, che voleva portare la caccia nelle scuole come materia di insegnamento perché, sempre a suo dire permetterebbe di collegare “scienze, botanica, agricoltura, chimica, geografia, cucina e storia”. Evidentemente il consigliere non trova controindicazioni nell’insegnare l’uso delle armi ai ragazzi, cercando di cancellare empatia e compassione.

Per non lasciare spazio a dubbi sull’interpretazione del suo pensiero la politica non si ferma qui, ma anzi rincara la dose, riproponendo un cambiamento nella legge attuale. “E’ successo in Piemonte, ma poteva succedere ovunque, anche in Lombardia. Per questo un anno fa avevo sottoscritto in Regione una mozione per il controllo del lupo. Sarebbe in questo senso utile pensare che la legge 157/92 sia trasformata da legge di tutela della fauna selvatica a “legge di gestione della fauna selvatica”, come chiedono le associazioni agricole, e che anche il lupo venga gestito, attraverso studi scientifici indipendenti, alla stregua di tutte le altre specie presenti sul territorio nazionale così come avviene in altri Stati Europei. Forse, dopo l’aggressione di oggi, che per un soffio non è finita in tragedia, potremo iniziare a fare un discorso serio su questa problematica”.

I lupi sono assediati da cacciatori, allevatori e politica contro ogni buon senso

La Svizzera ha chiesto al segretariato della Convenzione di Berna di declassare il lupo, da specie particolarmente protetta a protetta. Ricevendo un severo e sonoro rifiuto, argomentato e spiegato molto bene nello studio “Assessment of the conservation status of the Wolf (Canis lupus) in Europe”. Dove viene illustrato, dati alla mano, come il lupo in Europa meriti ancora di essere tutelato per diverse ragioni scientificamente supportate. Ma a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria e così, certa politica, non potendo cavalcare la conoscenza decide di diffondere e alimentare la paura.

Sapendo che molte, troppe persone si limitano a leggere i titoli senza considerare i contenuti. Una notizia per fare il giro del web non deve per forza essere vera, basta che sia verosimile, che sia in grado di colpire l’immaginario collettivo. Raccontando di come il nemico sia sempre alle porte, per giustificare la richiesta di provvedimenti eccezionali che non tutelano la collettività, ma alterano in compenso la percezione della realtà.

Ci vorrebbe una moratoria internazionale sulle bugie raccontate dai politici, che spesso riescono a fare più danno della realtà, già di per se terribile come ci racconta questa guerra in Europa.