Il vero circo lo fanno i politici quando si occupano degli animali

vero circo

Il vero circo lo fanno i politici quando si occupano degli animali, sfruttandoli a piacimento per cercare di ottenere consensi. Come hanno dimostrato recentemente in regione Lombardia, dove è stata respinta la mozione che sollecitava il governo a eliminarli. Una proposta più mediatica che di sostanza, sfruttata però da tutti i contendenti.

Nella realtà la bocciatura fatta dalla giunta regionale, che ha respinto una mozione del MoVimento 5 Stelle, non ha certo peggiorato le cose. Un sollecito fatto dalla Lombardia su questo argomento non avrebbe infatti risolto. Solo il governo centrale ha il potere di modificare la legge sui circhi.

Una bocciatura che stupisce, visto che uno dei voti contrari è di Gianulca Comazzi, ex garante dei diritti degli animali nella giunta Moratti. Ma stupisce anche la proposta fatta dai 5Stelle che quando erano al governo con Salvini han fatto scadere i termini per arrivare a un circo senza animali. Una proposta che viene sventolata a intermittenza, senza portare mai all’obiettivo da vari e diversi schieramenti.

I politici non vogliono realmente eliminare gli animali dai circhi

Non lo ha fatto il ministro Franceschini quando lo aveva promesso, preferendo fare scelte politiche dilatorie, non lo ha fatto il ministro Bonisoli nonostante i molti proclami. Così come non è servita a nulla, se non a dimostrare la buona volontà, la delibera della Regione Campania. Insomma le chiacchiere, come purtroppo i fatti, stanno a zero.

Nel frattempo il circo con animali non solo continua imperterrito a tenere i suoi spettacoli ma anche a essere finanziato. Lo Stato eroga a questa forma di spettacolo cospicui contributi, grazie alle previsioni del Fondo Unico Spettacolo. Non bisogna infatti dimenticare che il circo con animali non solo è consentito, ma anche sostenuto con le tasse dei cittadini.

Sembra incredibile eppure uno sparuto numero di complessi circensi, sempre più in declino e con un numero di spettatori in costante calo, continua a esercitare con successo attività di lobby. Con risultati ben più soddisfacenti, nei fatti, di quelli ottenuti da quanti continuano a chiedere la definitiva scomparsa degli animali dagli spettacoli itineranti.

Per questo è doveroso dire che il vero circo lo fa la politica, con la sua abilità nel dare sempre un colpo al cerchio e uno alla botte, nel tentativo di non perdere consensi. Intanto molti cittadini aspettano di vedere mantenute le promesse. Mentre gli animali continuano a restare imprigionati nei carrozzoni.

Vietati animali nei circhi, ma solo nei titoli dei giornali

Vietati animali nei circhi

Vietati animali nei circhi, ma solo nei titoli dei giornali: la realtà come sempre è molto diversa da annunci e dichiarazioni a effetto. Nei fatti al momento nulla è cambiato per gli animali del circo, soltanto è passato un emendamento nel Consiglio Regionale della Campania, proposto dai Verdi campani, che vincola la giunta campana a sollecitare il governo in questo senso. Quindi di fatto questo si tradurrà in uno stimolo, che non è ancora un risultato.

“Niente più animali nei circhi”, il Consiglio regionale della Campania approva la mozione dei Verdi

Titolo dell’articolo di “la Repubblica” del 9 ottobre 2019

Leggendo questo e molti altri articoli con titoli analoghi non si capisce però come la realtà sull’effettivo divieto di usare gli animali nei circhi debba ancora concretizzarsi. Al momento non ci sono certezze se non che già ai tempi dell’allora (e attuale) ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, mancò la determinazione di arrivare sino in fondo.

Il divieto promesso divenne si tradusse in un provvedimento che parlava di progressiva eliminazione degli animali, rinviando all’emanazione di decreti attuativi ad hoc da parte del parlamento. La seconda occasione mancata fu quella fatta dal Governo del cambiamento, che di fatto lasciò scadere una finestra temporale senza nulla fare. Nonostante le promesse più volte fatte e rifatte dall’allora ministro Bonisoli, mai concretizzate anche per la caduta del governo gialloverde.

Il consiglio regionale campano vota all’unanimità l’emendamento contro gli animali nei circhi.

Sicuramente un segno di attenzione al problema, importante anche per la votazione trasversale che ha visto tutti i partiti d’accordo sul punto proposto dai Verdi. Purtroppo altrettanto sicuramente resta il fatto che questo è soltanto un segnale, che non dovrebbe pertanto dar luogo a toni trionfalistici, non trattandosi di un provvedimento effettivo.

Credo che sarebbe giusto che questo Governo rimediasse davvero a un ritardo inspiegabile nel chiudere la vicenda sugli animali dei circhi. Ma chi si occupa di queste tematiche sa bene che su questi argomenti i proclami sono molti, ma i risultati concreti restano davvero pochi. Si ha sempre l’impressione che il problema circhi non lo si voglia mai affrontare in modo concreto. Nel frattempo però lo Stato continua a finanziare gli spettacoli circensi, anche quelli con animali.

Tanto rumore per nulla sui circhi con animali?

In questa fase questo sembra essere lo stato dell’arte: promesse, iniziative seppur importanti ma assenza di fatti concreti. Che prima o poi dovranno arrivare considerando che i tre quarti degli italiani è contrario al circo con animali.

Ora vediamo se questa iniziativa della regione Campania si trasformi in uno stimolo efficace che possa portare alla dismissione degli animali nei circhi. Che nel frattempo dovrebbero essere soggetti a controlli seri e costanti, cosa che non avviene in modo così diffuso e puntuale. Se venissero applicate alla lettera le norme vigenti in materia di animali e spettacolo viaggiante molte questioni sarebbero già state risolte.

Gli animali dei circhi non votano, i politici promettono agli italiani che invece votano, ma sono sempre poco inclini a presentare il conto delle troppe bugie elettorali. Insomma su questo argomento non resta che aspettare passi reali, effettivi e non solo dichiarazioni e affermazioni di principio.

I circhi ringraziano il Governo del cambiamento

I circhi ringraziano il Governo del cambiamento per aver fatto scadere i termini per l’eliminazione degli animali.

Non sono stati realizzati in tempo i decreti attuativi previsti dalla legge 175/2017. Che dovevano prevedere il progressivo superamento dell’uso degli animali nei circhi.

Quindi, per arrivare a un circo che non preveda più l’utilizzo degli animali, occorrerà riprendere il bandolo della matassa per dar vita a una nuova legge.

Lo spiega in un modo molto chiaro e esaustivo non un’associazione protezionistica ma l’edizione italiana del National Geographic, in un articolo di Lisa Signorile dal titolo “Cari animali dei circhi, la legge che doveva liberarvi c’era, ma è scaduta”.

Con chiarezza e pacatezza viene illustrato il come e il perché del fallimento del progetto di un circo senza animali. Che non è responsabilità solo di questo governo ma anche del precedente, quando il ministro Dario Franceschini aveva fatto promesse poi non mantenute (leggi qui).

Le promesse dei politici e la realtà

Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli aveva rassicurato sulla volontà del governo di arrivare all’eliminazione degli animali in dicembre. Proprio a 10 giorni dalla scadenza del termine per l’emanazione dei provvedimenti.

Poi nulla è successo, nonostante le pressioni delle associazioni che si occupano di tutela degli animali. Restano quindi solo promesse che per essere attuate dovrebbero prima essere supportate da una modifica della legge. La stessa che per il 2018 ha garantito ai circhi di incassare 5 milioni di euro dallo Stato quale contributo dato allo spettacolo viaggiante.

Questo governo difficilmente potrà dare attuazione alle promesse di Franceschini prima e di Bonisoli poi. Ci vorrebbe infatti una volontà politica che non pare nelle corde del partito del ministro dell’interno Salvini. Più portato a curare la sua immagine perennemente in divisa (destando qualche inquietudine), che non a tutelare animali e ambiente (leggi qui).

La Lega è in prima linea per chiedere l’abbattimento dei lupi in molte regioni italiane e non ha mai fatto mistero del suo sostegno alla caccia. Oltre a essere sempre molto tiepida verso le azioni di tutela ambientale, tanto da rendere spesso incomprensibile la permanenza all’ambiente di un ministro come Costa.

La Lega di Salvini non è favorevole a una norma sui circhi

Salvini ha difeso gli spiedi di uccellini dei cacciatori bresciani, non ha mai fatto mistero della sua avversità per ambientalisti e animalisti e la Lega organizzava raduni a base di goulasch di orso.

La strada da percorrere per un circo senza animali sembra essere diventata ancora molto lunga da percorrere per l’Italia. Nonostante le promesse del ministro Bonisoli che, per realizzarsi, dovrebbero aprire una corsia preferenziale in parlamento.

Prima o poi si arriverà al divieto di utilizzo degli animali nei circhi. Evoluzione culturale e l’aumento della sensibilità delle persone renderanno questo percorso inevitabile. Ma nel frattempo i circensi ringraziano il governo.

Sul circo ministro Franceschini sta giocando?

Sul circo ministro Franceschini sta giocando

Se sul circo ministro Franceschini sta giocando una partita su più tavoli è giusto che lo faccia sapere anche all’opinione pubblica. Da una parte presenta un disegno di legge governativo, fermo, per togliere gli animali dai circhi, dall’altra aumenta i fondi pubblici ai circhi, con grande soddisfazione dell’Ente Circhi.

La coerenza raramente si vede in politica, ma la buona politica cerca di seguire un profilo di trasparenza e di coerenza nelle iniziative che, quando hanno il plauso da parti contrapposte, raramente sono davvero efficaci.

L’incoerenza, la sua ministro, la rivela la soddisfazione di Buccioni, presidente dell’Ente Circhi, che plaude per l’aumento dei fondi pubblici, spesso oggetto di gestioni non scevre di critiche, destinati proprio a quei circhi che lei vorrebbe, o meglio dice che vorrebbe essere senza animali.

Quindi il suo governo ha fatto finta di contrastare i circhi, per poi soddisfare le loro richieste e ottenere così, con la politica del cerchiobottismo, di avere il plauso degli animalisti e quello dei circensi che dichiarano, sempre per voce del loro presidente Buccioni ha fatto riferimento anche alla questione degli animali, ribadendo che “il circo italiano è disponibile ad affrontare il tema esclusivamente in termini di rigorosa regolamentazione ma è assolutamente contrario a qualunque ipotesi di eliminazione degli animali”.

Sul circo ministro Franceschini sta giocando male una partita che meriterebbe altra sensibilità. Il circo è uno spettacolo che ha un suo fascino, se mondato dalla sofferenza animale, che appartiene a un altro periodo storico, a altra consapevolezza e sensibilità. Gli italiani, mi creda, non saranno contenti di sapere che in momenti come questi il suo ministero ha aumentato i finanziamenti ai circhi, sempre più sotto scacco per continue denunce di maltrattamento degli animali.

Oramai con cadenza settimanale abbiamo interi circhi posti sotto sequestro per maltrattamenti, come recentemente successo al Circo di Svezia sequestrato dai Carabinieri a Carini, in provincia di Palermo. Certo resta l’amaro in bocca per un circo che è stato in molte piazze, ha ricevuto autorizzazioni dalle commissioni e dai sindaci, per poi essere denunciato dalla Polizia Locale di Carini che, forse, aveva omesso di fare le verifiche prima che il circo iniziasse a far spettacolo. Ma queste, si sa, sono le incongruenze del nostro paese: prima nessuno vede niente, poi si allestisce un Golgota mediatico per crocifiggere i responsabili, assolvendo chi doveva controllare e non lo ha fatto.

I tempi sono maturi per un circo che non sia più un ricettacolo di crudeltà, che non significa che tutti i circensi maltrattino fisicamente gli animali: bastano le condizioni di detenzione, i trasporti, le soste nei carri a rendere impossibile la vita degli animali, non servono crudeltà accessorie, che peraltro non mancano. Anche l’indifferenza verso la sofferenza è una crudeltà.

Ministro Franceschini dia un segno di vita e uno di coerenza: chiuda questa partita del circo con animali, smetta di stanziare aumenti di fondi per spettacoli che insegnano la mancanza di rispetto verso i deboli. Mantenga le promesse che ha fatto, porti avanti il progetto di legge per un circo senza crudeltà. Abbia la coerenza dimostrata da Daria Bignardi, direttore di RAI 3, che dopo aver promesso “basta circo sulla terza rete” è stata di parola.