Fototrappole rubate ai naturalisti, ma i furti iniziano sempre a fine agosto

Fototrappole rubate ai naturalisti

Fototrappole rubate ai naturalisti che le posizionano per raccogliere dati sulla presenza della fauna e i furti iniziano sempre verso fine agosto. Lo denuncia l’Osservatorio Lupi Val d’Enza che lamenta come in questa stagione inizi uno stillicidio di furti e vandalismi sulle foto trappole posizionate. Una strana coincidenza è quella che fra pochi giorni inizi la stagione venatoria e che, forse, qualcuno voglia evitare la presenza di occhi elettronici nei boschi.

L’osservatorio raccoglie dati che invia con regolarità al Wolf Appennine Center perché possano essere utili per avere informazioni sulla presenza dei predatori in varie zone della Val d’Enza. Le foto trappole sono acquistate dai soci a loro spese, soltanto per passione. Ma lo stillicidio di furti mette in pericolo la raccolta dei dati, considerando il costo delle foto trappole danneggiate o rubate.

Questi sistemi di ripresa sono muniti di sensori di movimento che li fanno attivare al passaggio di un animale, ma anche di una persona. Che potrebbe essere registrata mentre compie atti illeciti dalle videocamere. La questione è delicata anche sotto il profilo legislativo in quanto vanno rispettati i disposti della normativa sulla privacy delle persone, mancando una regolamentazione.

Le fototrappole rubate ai naturalisti possono contenere immagini importanti per la ricerca

L’anno scorso l’Osservatorio Lupi Val d’Enza ha perso ben sette apparecchiature, subendo un ingente danno economico. Tutte le apparecchiature erano state posizionate con il consenso dei proprietari dei terreni. Risultavano inoltre tutte munite dei cartellini con l’indicazione dei responsabili della raccolta e del trattamento delle immagini.

Osservatorio lupi della Val d’Enza, una scelta di passione e di partecipazione

L’osservatorio lupi della Val d’Enza, nasce dalla passione Enrico Ganassi per i lupi, che insieme a Paolo Mainardi hanno deciso di unire le forze per contribuire alla loro conoscenza. Accomunati dallo stesso interesse per i lupi e dalla voglia di contribuire alla loro conservazione. Una partecipazione spontanea e gratuita fatta per fornire ulteriori dati al Wolf Apennine Center, il centro che si occupa di studiare i lupi sull’Appennino tosco emiliano.

Enrico ha iniziato da pioniere, con una video trappola, tanta passione e la voglia di rendersi utile. Una decisione nata dopo aver conosciuto Willy Reggioni, il responsabile del WAC e lo zoologo Luigi Molinari a un incontro. La divulgazione da sempre dei buoni frutti e la giornata sul lupo ha contribuito, così, a creare una realtà operativa importante.

Grazie a Enrico e Paolo si è creato un gruppo spontaneo, non organizzato al momento come associazione, che ha deciso di raccogliere dati sulla presenza dei lupi. Le video trappole sono cresciute piano piano di numero e attualmente sono 24. Che sono state disseminate su un’area di 30 chilometri e che continuano a rivelare sempre nuove informazioni sui lupi.

Sono affascinati dai lupi ma non sono tecnici, solo cittadini attivi

Il gruppo che ha dato vita all’Osservatorio lupi della Val d’Enza, che copre anche l’area di Fidenza grazie alle attività di Paolo Mainardi, ha scelto la strada giusta. Quella che parte dalla consapevolezza di non essere dei tecnici, ma dei semplici appassionati che operano per tutelare il lupo e diffondere conoscenza sulla sua presenza. Collaborando attivamente con il Wolf Apennine Center, che può così ricevere, a costo zero, informazioni molto importanti.

Con intelligenza e umiltà tutto il gruppo si è messo a disposizione per raccogliere più dati possibili. Utilissimi per contrastare le credenze sui lupi, che li vogliono far apparire come animali pericolosi. Nella realtà il lupo è un pericolo solo per le sue prede, come è giusto e naturale che sia. Per questo gode di pessima fama presso i cacciatori, che lo vivono e lo raccontano come un avversario da battere.

In 20 mesi di lavoro le dieci persone che, attualmente, compongono il gruppo della Val d’Enza e quello di Fidenza sono riusciti già a scoprire la presenza di quattro branchi che non erano stati censiti. Grazie alle immagini fornite dalle video trappole i tecnici del Wolf Apennine Center hanno potuto ricevere nuove informazioni, utili per monitoraggio e sorveglianza sui lupi. Una sinergia perfetta e molto importante, che potrà dare anche in futuro ottimi frutti.