ucciso orso marsicano autostrada

Ucciso un orso marsicano in autostrada per carenza nelle protezioni, come più volte segnalato dal Parco d’Abruzzo. Nei mesi scorsi il PNALM era intervenuto per mettere in sicurezza un tratto dell’Autostrada dei Parchi, proprio nel tentativo di proteggere persone e animali. L’incidente è accaduto in un diverso tratto del percorso, non adeguatamente protetto da recinzioni. Una perdita importante, per una popolazione così piccola come quella degli orsi marsicani. Una morte però ampiamente prevedibile.

Cani falchi tigri e trafficanti

Nel corso della primavera 2021, dopo aver ricevuto la segnalazione che l’orsa Amarena e i suoi quattro cuccioli avevano nuovamente attraversato l’autostrada, il PNALM aveva nuovamente acceso i riflettori sul pericolo. Sollecitando nuovamente il gestore dell’autostrada A25 a porvi rimedio. Per questo era stato anche convocato un tavolo in prefettura, ricco di buone intenzioni ma con scarsi risultati pratici. La mancanza di azioni è la causa della morte di questo giovane maschio.

L’investitore ha preferito non fermarsi e non avvisare dell’accaduto, lasciando il plantigrado morto sulla careggiata. A giudicare dalla foto l’orso sembra essere morto subito dopo l’impatto, probabilmente con un mezzo pesante. Il Parco attende ora i risultati delle analisi genetiche per avere maggiori dati sull’orso che non era identificato. Nel frattempo i Carabinieri Forestali si sono attivati per cercare di individuare il responsabile grazie alle telecamere poste sul tracciato.

L’orso marsicano ucciso in autostrada è il terzo esemplare in diversi anni, ma altre e diverse sono state le situazioni pericolose

Se è vero che la messa in sicurezza dell’A25, concordata con il Parco dopo la riunione con il Prefetto dell’Aquila non possa essere realizzata in un batter d’occhio è anche vero che volere è potere. Come ha dimostrato il PNAL che ha realizzato in pochi giorni la protezione di un tratto di strada, non solo per evitare l’attraversamento degli orsi, ma per proteggere la fauna in genere. Con una struttura in grado di impedire le invasioni di carreggiata anche a caprioli, cervi e alla fauna minore.

Purtroppo la creazione dei corridoi faunistici è materia sulla quale l’Italia è in grandissimo ritardo, con tutte le conseguenze per gli animali e per la sicurezza della circolazione stradale. Imprevisti attraversamenti di animali su strade a scorrimento veloce come le autostrade, rappresentano un pericolo che non dovrebbe essere sottovalutato. Se chi ha investito l’orso fra gli svincoli di Avezzano e Cenano si fosse trovato su una piccola autovettura le conseguenze avrebbero potuto essere letali anche per le persone. Certo il conducente del mezzo ha dimostrato una totale assenza di senso civico.

I fondi europei destinati alla transizione ecologica dovrebbero essere utilizzati anche per realizzare una rete di corridoi faunistici. Strutture che possano garantire ai selvatici di potersi muovere liberamente sul territorio. Senza correre pericolo di essere travolti dagli autoveicoli e senza far rischiare inutili incidenti. Agevolando la dispersione di tantissime specie e quindi contribuendo a tutelare la nostra biodiversità.

Gli eccessi di velocità, specie di notte, possono essere letali per gli animali selvatici

Quanto successo in Abruzzo non è stato un caso isolato. Nelle ultime settimane altri orsi sono morti in Trentino a seguito di investimenti o hanno riportato ferite. In questi eventi purtroppo è ragionevole pensare che la responsabilità vada addebitata ai conducenti. Il mancato rispetto dei limiti di velocità, specie nelle ore notturne, è una delle principali cause di investimento e di mortalità per la fauna.

In attesa che siano realizzati i corridoi faunistici occorre posizionare una cartellonistica adeguata, ma anche rilevatori di velocità che servano per dissuadere dal superamento dei limiti consentiti. Un’andatura moderata consentirebbe di rallentare o fermarsi e di evitare pericolose collisioni. Occorre anche tenere presente che mentre l’investimento di un orso o di un lupo fa notizia, nulla arriva sullo stillicidio dei piccoli selvatici morti ogni notte a causa della velocità. Una strage dannosa che non fa rumore, ma che è causa di sofferenze e problemi evitabili con un poco di attenzione.