Violenza cane Aron banco imputati

Violenza sul cane Aron: sul banco degli imputati è seduto lo Stato per manifesta incapacità di garantire i diritti ai più deboli. Una bruttissima storia quella di Aron, cane bruciato vivo a Palermo e morto dopo giorni di agonia. La persona senza fissa dimora responsabile del gesto è stata identificata e denunciata ma, ora, la Procura di Palermo dice che non può essere processata. Una perizia ha stabilito che l’uomo non è in grado di intendere e di volere e, di conseguenza, non è imputabile. Una delle pochissime certezze del nostro diritto penale: non si può punire una persona incapace, che deve essere curata non incarcerata.

L’uomo che ha seviziato Aron è un senzatetto, affetto da gravi problemi psichici. Una persona che viveva e tutt’ora vive in strada perché non ci sono strutture per accoglierlo, per curarlo, per renderlo innocuo. Un individuo malato, incapace ma socialmente pericoloso che viene lasciato dallo Stato in strada, libero di far del male. Un essere umano che in strada non doveva esserci già al tempo delle sevizie al povero Aron, perché era stao imposto il ricovero in una comunità assistita. Ma il posto non era disponibile, le risorse non bastano e le persone, povere, malate non vengono curate.

Una vittima proprio come Aron: due vite sfortunate che si sormontano, dove carnefice e vittima vivono all’interno della stessa anima. Dove un cane, incolpevole, subisce sevizie gravissime perché lo Stato, tanto si indigna ma poi getta la spugna con gran dignità, come cantava De Andrè. Sarà perché i disperati non votano, sarà perché gli ultimi sono invisibili anche quando urlano la loro follia, ma questa è purtroppo la storia.

Violenza sul cane Aron: sul banco degli imputati deve sedere chi ha permesso di non vedere la follia

Ora tutti si indignano perché la Procura non può processare un incapace, mentre bisogna protestare perché questo individuo non è stato sottoposto alle cure. Come fa quest’uomo a essere ancora per strada, con tutto il suo carico di follìa, solo perché sembra non ci siano posti liberi? Il nocciolo della questione è che quando le persone con disturbi psichiatrici sono più numerose dei posti restano libere di circolare, con il rischio che possano usare violenza? In un paese dove per la Sicilia si trovano i soldi per il ponte, ma non quelli per garantire sicurezza e salute dei siciliani.

Aron era uno dei tanti cani sfortunati del canile di Palermo, una realtà nota in tutta Italia per il disastro in cui versa da decenni, senza soluzione di continuità. E proprio nel canile pubblico, secondo Il Corriere, fu affidato alla persona che lo ha seviziato portandolo a morte. Certo i canili scoppiano e, purtroppo, con le nostre leggi procurarsi un cane è la cosa più facile del mondo, anche per una persona con disturbi della psiche. Ma è inconcepibile, gravissimo, che un cane venga affidato dal servizio pubblico a una persona come il carnefice di Aron.

Per questo sul banco degli imputati, alla sbarra, dovrebbero esserci quei pezzi di Stato che hanno consentito che la nostra sanità, che i nostri servizi sociali precipitassero in fondo al baratro. Quella parte di classe politica che tanto promette e poco mantiene. E non solo sui diritti dei più fragili, che sono sempre garantiti più con le parole che con i fatti. Non possiamo prendercela con l’autore delle sevizie, ma con la nostra società che da troppo tempo tollera lo sperpero di risorse fatto sulle spalle dei più deboli. Una realtà in cui i drammi di vittima e carnefice coincidono e si sovrappongono.

Ripartirà il solito treno carico di promesse su leggi più severe contro chi maltratta gli animali

Ghiotta occasione per i politici, che in commissione giustizia proprio di questi tempi stan facendo scempio delle future tutele ma che, ora, useranno i media come tribune per lanciar proclami. Bisogna che i cittadini si interessino un po’ più della cosa pubblica. Che i difensori degli animali siano più concreti nelle loro richieste. Che si smetta di urlare soltanto sui social. Tempo che molti fra i difensori degli animali smettano di essere forcaioli.

Vorrei leggere sui giornali che in questa orribile vicenda il carnefice è anche una vittima. Che l’unico innocente, come spesso succede, è il cane Aron. Vorrei leggere che lasciare sola la follìa degli uomini è criminale, per i pericoli a cui espone la società, per le sofferenze che fa vivere ogni giorno agli individui posseduti da questo demone. Poveri esseri invisibili lasciati in balìa di onde troppo forti per poter giungere da soli in un porto sicuro.