
Puppy Yoga: fermiamo la moda di fare yoga con i cuccioli di cane prima che diventi tanto virale quanto incontrollabile. Il fenomeno sta dilagando, anche grazie alla scarsa attenzione delle persone, che pur dichiarandosi amanti degli animali non riflettono a sufficenza. Garantendo lauti guadagni alle centinaia di organizzatori di questa nuova trovata, che sembra ottenere grande consenso nel pubblico. Che acquista questi corsi senza voler capire cosa si nasconde dietro un fenomeno tutt'altro che innocuo per i cuccioli.
"Tappetini, posture e… ciotole: a Roma tutti pazzi per lo yoga con i cuccioli di cane" titola La Repubblica, in un corsivo che certo non si preoccupa del benessere animale. Trasformando in un fatto di costume lo sfruttamento dei cuccoli, in modo completamente acritico, senza fare alcuna riflessione su che tipo di problematiche questa nuova moda comporti. I cuccioli vengono sfruttati per fare un'attività che certo non giova al loro equilibrio. Creando nelle persone l'idea che si tratti di peluche e non di esseri viventi.
In realtà i cuccioli vengono "trasportati" nei luoghi in cui si svolgono queste lezioni e sono costretti a socializzare in modo improprio con persone che vogliono toccarli. In un cucciolo di cane queste esperienza può costituire un trauma piuttosto che un evento formativo. Arrivando a poter compromettere, quando ripetuto più e più volte, il suo equilibrio. Un nuovo sbocco per la tratta dei cuccioli, un nuovo tassello nella disattenzione delle persone verso il benessere animale.
Puppy Yoga, una nuova moda per creare malessere negli animali con un travisamento della realtà
Basterebbe guardare con occhio critico le tantissime pubblicità presenti sulla rete di Puppy Yoga per farsi delle domande. Se non bastasse sarebbe sufficente fare e qualche ricerca, per scoprire che dietro questa moda si possano nascondere molte privazioni. Situazioni nelle quali si può arrivare a privare i cuccioli di acqua e cibo per evitare spiacevoli perdite di feci e urina durante le sedute. Come dimostra un'inchiesta sotto copertura fatta da una televisione inglese, che ha potuto filmare e documentare il lato oscuro della Puppy Yoga.
Esme Wheeler, responsabile scientifica e politica per il benessere e il comportamento dei cani presso la RSPCA, ha dichiarato: "Questo è intrattenimento, a mio avviso, che opera sotto le spoglie della socializzazione. Ma questo non va a vantaggio dei cani".
Tratto dall'articolo pubblicato da ITV News
Nulla quindi che serva a migliorare il rapporto fra uomo e animali, molto ciò che è utile per garantire lauti guadagni da "tutto esaurito" agli organizzatori delle sessioni. Una moda sulla quale sarebbe opportuno venisse attivata un'indagine capillare per capire da dove vengano i cuccioli, con che garanzie sul loro benessere e con quali garanzie sanitarie per chi, senza attenzione, pratica la Puppy Yoga. Attività che dovrebbe essere sottoposta alla vigilanza del servizio veterinario pubblico, prevedendo autorizzazioni.
Servizi veterinari e Carabinieri dei NAS dovrebbero attivare controlli capillari per comprendere la filiera e garantire partecipanti e animali
Le norme ci sono e occorre applicarle, smettendo di guardare con indulgenza a queste attività come se fossero soltanto una forma di rilassamento e socializzazione. Questi cuccioli, sottoposti a multilpe sedute con il pubblico da dove vengono? Quali garanzie sanitarie hanno per evitare la trasmissione di zoonosi e quali ricevono per evcitare che siano sottoposti a maltrattamenti? I centri dove si pratica Puppy Yoga sono stati autorizzati per far fare attività a stretto contatto con gli animali?
Da quanto si può leggere questo nuovo boom pare essere non soltanto fuori controllo come tutte le mode, ma privo di verifiche sulle modalità di svolgimento. Tanto da ricevere le critiche da più fronti, che non si fanno ingannare dalla patina di dolcezza che si vorrebbe stendere su un'attività commerciale come tante. Per questo sarebbe auspicabile l'apertura di una seria indagine, facilmente attivabile soltanto seguendo il filo degli innumerevoli annunci che si possono trovare in rete.
Senza contare il fatto che questa pratica stimoli, ancora una volta, un rapporto irresponsabile con i cani, basato su tenerezza e aspetto estetico, senza far compiere utili riflessioni sull'impegno necessari. Cuccioli che diventano peluche da manipolare per rilassarsi, in un tempo in cui troppe cose si fermano all'apparenza, senza creare un reale quadro della sostanza. Senza raccontare che essere tutori di un animale significa mettersi in gioco per garantire il suo benessere, che certo non parte da una stuoia sulla quale praticare puppy yoga.

Credo si renda necessaria una normativa in tal senso che preveda cosa si possa e cosa non si possa fare probabilmente gestita dalla ASL e ENCI come competenza anche perché senza una normativa specifica e ben definita tutti possono fare tutto. C’è l’esigenza di una normativa che inquadri meglio e in maniera piu restrittiva ad esempio anche l’allevamento amatoriale difendendolo questo strumento in particolare dalle situazioni intensive e a scopo di lucro. Ad oggi infatti un allevatore amatoriale privato:
– non ha obblighi fiscali se alleva meno di cinque fattrici e/o trenta cuccioli anno;
– non ha l’obbligo di possesso della partita IVA;
– non ha l’obbligo del possesso alla Camera di Commercio registro imprese;
non possiede autorizzazioni sanitarie ma può essere soggetto a controlli da parte delle ASL piu teorici che pratici
-può avere affisso ENCI (ma questo non determina l’etica dell’allevamento, basta pagare per averlo)
Condivido ma non solo occorrono regole ma anche controlli. Le palestre sono già soggette a autorizzazioni e verifiche eppure non mi risulta che siano stati adottati provvedimenti legati alle problematiche sanitarie. Spero che ora che questo fenomeno è arrivato alle cronache qualcosa si muova. Condivido, ovviamente, anche la necessità di regole per gli allevamenti amatoriali.
Gli “allevatori” affittano cuccioli per questa pratica , con la scusa che così “si socializzano”. Se un allevatore NON è in grado di saper occuparsi dei propri cuccioli fino ai 60-90 giorni, dovrebbe cambiare mestiere. io allevo ma MAI darei un mio cane da pastrocchiare a sconosciuti. I cuccioli devono fare i cuccioli:. Questa pratica è MALTRATTAMENTO
Basta con questi maltrattamenti!