Vendita animali su internet, un mercato fuori controllo che agevola i traffici

Vendita animali su internet

La vendita di animali su internet è un mercato fuori controllo che agevola i traffici grazie all'opacità dell'offerta. Una realtà facilmente riscontrabile facendo un giro in rete alla ricerca di cuccioli sui siti più diffusi, dove risultano pubblicati migliaia e migliaia di annunci. Tutti rigorosamente opachi, pubblicati con foto accattivanti per cercare di interessare i potenziali clienti, sempre poco attenti come dimostrano le centinaia di migliaia di truffe che accadono sulla rete. Con venditori certo consapevoli del fatto che ogni mattina si alza un leone insieme a centomila gazzelle. Prima o poi una preda passerà!

Facendo una breve ricerca su uno dei siti più conosciuti, Subito.it, ci si rende conto della portata del problema. ci sono inserzionisti che in pochi mesi hanno pubblicato centinaia di annunci, ma hanno pochissime recensioni. La vendita non si perfeziona sul sito, che serve solo da esca per trovare sempre nuove prede. Persone da convincere, avvolgendole in una ragnatela che riporta a siti spesso scalcinati, ma sempre patinati. Perché l'acquirente si fa convincere dalle foto di star e campioni dello sport, di gente famosa che esibisce i cuccioli sui social.

Sono oramai decenni che con periodica cadenza si ricorda alle persone che la rete, per il commercio degli animali, va evitata come se fosse la peste. Ma sono altrettanti anni che la rete rende felici i trafficanti e tutte le persone che sugli animali ci campano, nel senso peggiore del termine. Per capire quanto questo sia vero basterebbe scorrere con occhio critico annunci e siti, per capire come la truffa sia dietro l'angolo.

Vendita animali su internet, ogni giorno vengono venduti animali come se fossero oggetti inanimati

Dietro questi commerci si annida il rischio, anzi la certezza, di contribuire a alimentare un mercato malsano, dove gli animali sono solo merce di scambio. Cuccioli di finta razza spacciati per campioni, animali senza pedigree e quindi simpaticissimi "bastardi di razza" ceduti come campioni di un prestigioso affisso! Allevamenti quasi sempre inesistenti, che non sono iscitti all'ENCI, e venditori spesso non tracciabili sono i protagonisti di questa savana, dove ci sono molti leoni ma anche un numero pressoché infinito di gazzelle.

Mai servisse una dimostrazione di quanto questo mercato sia truffaldino consiglio di sedersi su un divanetto di un centro commerciale di una grande città come Milano. In un'oretta scarsa vedrete sfilare un numero di bouledogue francesi, il cane del momento, che rappresentano appieno il problema. Senza uno standard di razza rispettato, con soggetti che possono stare in una borsetta a cani così massicci da sembrare bulldog inglesi. Il frutto perverso di selezioni casalinghe, di cani allevati nei paesi dell'Est.

Cani che hanno il muso talmente piatto da sentirli rantolare, con la lingua sempre a penzoloni che quasi non sta in bocca, con gli occhi di fuori e l'incedere affannato. Cani che non ci sarebbero se gli acquirenti fossero più attenti, un poco più attenti dei trafficanti. Se gli acquirenti fossero consapevoli che alimentano un mercato vergognoso, fatto di puppy mills e di truffatori, di cani maltrattati e di una scia di cuccioli morti.

Vendita animali su internet, un mercato fuori controllo che è complice dei maltrattamenti

Non si può girarci tanto intorno: chi compra animali in rete, di qualsiasi genere, si rende complice di maltrattamenti e traffici. Gli animali non andrebbero acquistati, per tanti che ce ne sono da adottare. Ma, per certo, se mai questa deve essere la scelta che non sia fatta su internet. Meglio andare in un allevamento iscritto all'ENCI, verificando la presenza dei genitori. Chi non mostra i genitori non è un allevamentoi, è un truffatore che si spaccia per allevatore.

Pensateci questo Natale: un animale non è un oggetto da mettere sotto l'albero ma un essere vivente. Se non volete adottare non arrichite, almeno, chi gli animali li sfrutta!

Un cane da mozzare il fiato: la vita dei bulldog francesi e degli animali brachicefali

Bulldog cane mozzare fiato

Il bulldog è da mozzare fiato: selezionato per sembrare un eterno bimbo, poco importa ai sui padroni, che lo vogliono con il muso sempre più piatto, che faccia fatica a respirare. Oramai è una moda planetaria, dove questa è la razza più cool del momento. Tutti la vogliono, molti ce l'hanno e sempre più spesso è presente come cane attore nelle pubblicità. Ne hanno uno divi del cinema, piloti, calciatori e anche famose influencer come Chiara Ferragni.

Contribuendo con la loro esposizione a rendere desiderabile una delle tante razze di animali brachicefali, alterati da una selezione crudele. Trafficati come fossero animali rari, da venditori senza scrupoli che usano il web come vetrina per i loro commerci. Finendo talvolta sotto inchiesta, ma molto veloci a cambiare nome e a ricominciare.

Ma se i veterinari chiedono a gran voce di interrompere questo maltrattamento genetico, poco viene detto da chi gli animali li deve difendere. Eppure le motivazioni non mancano per contrastare quanti scelgono di comprare queste razze, causando sofferenze agli animali. Che più hanno il muso piatto, come il soggetto della foto, e più piacciono al mercato.

Ma se il bulldog francese è un cane da mozzare il fiato, non è certo l'unica razza di animali che vive in apnea

RSI, la televisione della Svizzera Italiana, dedica loro una parte di una puntata di Falò, trasmissione di inchiesta, che ancora una volta si è occupata di animali. Per raccontare storie di persone che li salvano, di cani sottratti alle perreras spagnole o ai canili della Romania, ma anche di bulldog e carlini. E di operazioni chirurgiche necessarie per dar loro la speranza di respirare meglio.

Nel video si vedono persone che attraversano l'Europa per dare una seconda chance a cani in situazioni disperate e altre che guadagnano vendendo cani di razza. Una realtà che esiste e sempre esisterà, ma che deve essere contrastata quando il benessere degli animali viene negato per ragioni estetiche. Guardando la puntata di Falò si possono capire molte cose sul mondo che gravita intorno al miglior amico dell'uomo.

Il veterinario costretto a operare i cani che non respirano racconta, nel filmato, che il fenomeno è in crescita. Che sono sempre più i cani di queste razze a cui devono essere aperte chirurgicamente le narici, asportando anche un pezzo di palato molle. A causa di una genetica che seleziona i soggetti che in natura non avrebbero una sola speranza di vita. Per creare un cane da mozzare il fiato, il suo: un bulldog che assomigli sempre più a un essere umano.

Il maltrattamento genetico dovrebbe essere vietato, al pari del taglio della coda e delle orecchie

C'è chi si danna per dare una speranza di vita migliore a un cane, chi invece si preoccupa di soddisfare una sua necessità, di poter avere l'oggetto del desiderio, non un compagno di viaggio nella sua vita.. Forse per imitare i VIP che ne possiedono uno, ma molto spesso per colmare vuoti nella propria vita. Dove un cane che assomiglia a un cucciolo di uomo può servire spesso come surrogato di quello che la vita non ha concesso.

Ma se gli acquirenti colmano i loro bisogni affettivi, spesso diventando inconsapevoli cause di una sofferenza, gli allevatori ben conoscono le conseguenze di una selezione inversa. Nella quale vengono scelti per la riproduzione soggetti che sono portatori di difetti funzionali, ma che diventano pregi sotto il profilo estetico. Per questo sarebbe necessario fissare un divieto di riproduzione, interrompendo una catena infinita di sofferenze. Lo chiedono i veterinari, ma lo imporrebbe anche il buon senso.

500 bulldog francesi cuccioli spediti dall’Ucraina al Canada, ma molti muoiono durante il trasporto aereo

bulldog francesi cuccioli spediti

Ben cinquecento bulldog francesi cuccioli spediti dall'Ucraina al Canada, per essere piazzati sul mercato locale. Ma purtroppo la spedizione finisce in tragedia: questa razza di cani ha seri problemi nella respirazione. All'arrivo, fra lo sconcerto dei funzionari dell'aeroporto si scopre che ben 38 animali erano già morti e altri si presentavano in cattive condizioni. Vittime di commercianti senza scrupoli e di una compagnia aerea che mai avrebbe dovuto accettare il carico.

Il volo da KIev a Toronto dura ben dieci ore, alle quali vanno aggiunte quelle necessarie all'imbarco e allo sbarco dei poveri animali. Un tempo di almeno 16/18 ore complessive durante il quale gli animali sono stati lasciati al loro destino. Un fatto inconcepibile specie quando riguarda cuccioli, troppo giovani per affrontare un viaggio così lungo, in stiva, che anche se pressurizzata rappresenta un grave pericolo per queste razze.

La Canadian Food Inspection Agency ha ora aperto un'inchiesta per comprendere come un fatto di questo genere sia potuto succedere. Senza che le autorità sanitarie del paese di destinazione fossero preventivamente avvisate di una spedizione di animali così particolare. Cinquecento cuccioli, spediti tutti in un solo blocco, rappresenterebbero un numero enorme anche per l'Europa.

500 bulldog francesi cuccioli spediti per essere venduti a caro prezzo nei negozi canadesi

Secondo il Washington Post che per primo ha dato la notizia, questi cuccioli in Canada possono raggiungere un valore molto alto, maggiore ancora di quello europeo. Nei negozi un cucciolo di bulldog francese può arrivare a costare fra i 4.500 e gli 8.000 dollari canadesi. Ragione che rende molto vantaggioso questo commercio, anche se dovesse arrivare morta la meta dei cuccioli.

Sono tante le compagnie aeree che rifiutano di far volare animali brachicefali, a muso schiacciato, anche in cabina con i passeggeri, sapendo quanto sia alto il rischio morte durante il volo. Per questo bulldog, carlini, shitzu e altre razze simili vengono deliberatamente lasciate a terra. Razze di animali maltrattati geneticamente, che esistono solo grazie a una selezione esasperata, quanto sbagliata.

Per le autorità canadesi questa importazione di cuccioli rappresenta anche un rischio sanitario, per la rabbia

I cuccioli, sul cui destino ci saranno notizie nei prossimi giorni, sono potenziali portatori di rabbia, provenendo da un paese, l'Ucraina, che non ha ancora sconfitto la diffusione del virus rabido. Un'ipotesi che in un periodo di pandemia ha messo in grande allerta le autorità sanitarie. Una spedizione comunque eccezionale ma non unica, considerando che da tempo anche il Nord America è diventato terra di conquisti per i trafficanti di cuccioli.

Secondo un rapporto delle autorità degli Stati Uniti, ogni anno sono importati circa un milione di cani. Un numero davvero importante, anche se molto più basso degli otto milioni di cuccioli che ogni anno arrivano nella vecchia Europa. Ma ora le autorità stanno pensando di riuscire a modificare le leggi per impedire che questo traffico possa crescere ancora. Con sofferenza per gli animali e rischi sanitari per gli uomini.

Molti paesi dell'Est, secondo il Washington Post che cita un rapporto di Dogs Trust, si stanno buttando in questo affare: Lituania, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Serbia,Romania e Ucraina. Profitti alti, rischi bassi e una rete capillare di piccoli allevatori che riforniscono trafficanti senza scrupoli. Fiancheggiati spesso da veterinari compiacenti e da funzionari pubblici corrotti. L'unico rimedio sarebbe quello di riuscire ad azzerare la domanda, convincendo gli acquirenti che queste scelte non sono meno immorali dei traffici messi in atto.

Traffico di cuccioli da mettere sotto l’albero

Traffico di cuccioli

Traffico di cuccioli da mettere sotto l'albero, pronti per trasformarsi in regali di Natale per bimbi e fidanzate. Ideali per farsi un bel selfie da postare su Instagram, per avere un po di like da amici veri o virtuali. Cuccioli che ogni tanto, per fortuna, vengono intercettati in frontiera, azzerando, per una volta, il guadagno dei trafficanti.

Sono più di vent'ani, con un crescendo incredibile, che i trafficanti di cuccioli, con le loro fabbriche, si arricchiscono sulle spalle degli animali. Grazie alla complicità degli acquirenti, che oramai solo in minima parte possono dirsi inconsapevoli. Troppe notizie dalle cronache, facili ricerche sulla rete tolgono la patina di vittime inconsapevoli agli acquirenti.

La realtà nuda e cruda è che molte persone cercano di comprare il cane, nemmeno di razza perché senza pedigree, al prezzo migliore. In questo modo si comportano come i clienti del mercato dei falsi: quelli che comprano finte griffe pur di poterle esibire. Per poter praticare l'ostentazione di un lusso che non si possono permettere. Ma gli animali non son borsette o orologi.

Sequestrati 27 cuccioli di bulldog francese a Tarvisio

Oramai bulldog francesi e carlini sono in testa alla classifica dei cani più richiesti dal mercato e più venduti dai trafficanti. Cuccioli sempre più giovani, come li vuole il mercato. Cani che hanno il muso sempre più schiacciato per piacere agli acquirenti, che pensano di comprare un peluche, non un essere vivente.

Se ci fosse un poco più di rispetto per gli animali i trafficanti di cuccioli avrebbero già chiuso bottega, ma così non è. Per questa ragione si stima che ogni anno i paesi della vecchia Europa siano attraversati da un fiume in piena di cuccioli dell'Est.

Così a Tarvisio, durante un controllo stradale, un cittadino brasiliano è stato fermato con il baule pieno di bulldog francesi, ben 27. Viaggiava su una Mercedes Classe C, non proprio l'utilitaria di un disperato. Con il suo carico di cani che in Italia gli avrebbe reso più di 15.000 Euro, a rischio quasi zero. Con un guadagno esentasse di circa 13.500 Euro. Il suo personale regalo di Natale.