Il canile non รจ il "luogo sicuro" per tutti i cani, rassicura ma non sempre risolve e spesso รจ il primo passo di una condanna con "fine pena mai". Soccorrere un animale, che sia un domestico o un selvatico, รจ un'azione che sicuramente parte dal cuore, ma subito dopo deve essere messa in relazione con competenza e conoscenza. Per non far evolvere quella che era partita come una "buona azione" in una condanna senza appello. Non basta credere che un animale abbia bisogno di essere salvato, occorre chiedersi se davvero sia cosรฌ e, quando non si hanno certezze, occorre chiedere, osservare, cercare di capire la situazione.
Se davvero vogliamo aiutare gli animali dobbiamo cercare di avere le informazioni giuste, meglio se cercate prima che l'evento accada. E se proprio non avete alcuna informazione la prima azione che deve fare la vostra mano รจ una telefonata. Per chiedere a un'associazione, a un centro di recupero cosa sia meglio fare, nell'interesse non della vostra emotivitร , che potrebbe non gradire la risposta, ma dell'animale.
Volete avere la responsabilitร di avere soccorso un cucciolo per farne un ergastolano?
In piรน molti canili sono strutture private, dove ogni ospite vale una retta giornaliera, diventa una fonte di reddito garantito per tutta la sua vita. Un po' come potrebbe avvenire in un albergo, ma spesso non stiamo parlando di hotel a quattro stelle, ma di stamberghe in cui รจ davvero durissimo trascorrere una vita. Da queste strutture, che sono piรน di quelle che le persone possono immaginare, i cani escono quasi sempre solo nei sacchi neri, per fare l'ultimo viaggio verso l'inceneritore.
Per questo prima di raccogliere dalla strada un animale fatevi sempre una domanda: รจ la miglior azione che posso fare? Sto davvero aiutando questo cane o questo gatto? Questo merlo che รจ a terra nel giardino di mia nonna lo devo prendere? Se non avete sufficienti conoscenze per darvi una risposta alzate il telefono: chiamate un'associazione presente sul territorio, cercate in rete e cercate di capire. Se si tratta di un animale selvatico chiedete a un CRAS, i centri di recupero che si occupano specificamente di fauna (l'elenco lo potete trovare su www.elencocras.it ).
Non fatevi condizionare dai social e dalle mille staffette che portano cani da Sud a Nord
Occorre imparare e capire che sui social si trova di tutto, dalle informazioni di qualitร alle fesserie piรน assolute, a tentativi di colpire l'emotivitร per far soldi. Una persona che voglia fare veramente una buona azione deve saper scegliere: non esistono soluzioni miracolose e molti dei cani che arrivano al Nord, dove il randagismo รจ quasi del tutto scomparso, finiscono per restare prigionieri a vita. Detenuti per sempre perchรจ sono poco socializzati, molte volte addirittura fobici e, spesso, l'adozione trovata tramite social non รจ quella giusta. Adottanti che pensano basti il cuore e che un cane valga l'altro, ma non รจ cosรฌ. Ogni animale รจ un individuo, con le sue caratteristiche ma, soprattutto, con le sue problematiche. E quando il binomio non si crea il cane finisce in canile.
La realtร รจ una soltanto: mentre per i selvatici il traguardo รจ la liberazione, grazie al benerito lavoro dei CRAS, per molti animali raccolti dalla strada il traguardo non si materializza in un'adozione. Ci sono cani che possono stare meglio liberi sul territorio, perchรฉ se la strada รจ un pericolo puรฒ essere anche un luogo di vita, migliore del canile per molti cani che sono abituati a vivere liberi. Perchรฉ spesso cani liberi sono nati. La cosa importante รจ avere sempre voglia di farsi delle domande, di interrogarsi sulle soluzioni migliori per gli animali, che non sempre coincidono con i nostri desideri. Ma se la custodia in una struttura รจ rassicurante per noi, potrebbe diventare un inferno senza fine per l'oggetto delle nostre attenzioni. Pensiamoci sempre prima di agire!
La strage annunciata dei cani randagi in Turchia: dalla tolleranza alla persecuzione il passo รจ stato breve. Negli ultimi mesi la Turchia ha visto compiersi un drastico cambiamento nella gestione dei cani randagi, segnando la fine di un'era di tolleranza che aveva caratterizzato il paese per decenni. Il governo turco, una volta noto per la sua politica di convivenza pacifica con cani e gatti randagi, ha improvvisamente lanciato una campagna massiccia per rimuovere i cani dalle strade. Scatenando una serie di polemiche e preoccupazioni tra la popolazione e le organizzazioni animaliste.
Le motivazioni alla base di questa svolta radicale sono molteplici. Da un lato, il governo ha giustificato la decisione con l'aumento dei casi di attacchi di cani randagi ai cittadini, specialmente ai bambini, alimentando un clima di paura e insicurezza. Inoltre, le autoritร hanno citato preoccupazioni sanitarie, affermando che la presenza massiccia di cani non controllati rappresenti un rischio per la salute pubblica, con la diffusione di malattie come la rabbia.
Il passaggio da una politica di tolleranza a una campagna di eliminazione รจ avvenuto molto rapidamente e tutto fa credere che sarร attuato in maniera brutale. In passato, i cani randagi erano considerati una parte integrante del tessuto urbano, spesso nutriti e curati dai residenti locali. Mentre ora si รจ scatenata la persecuzione, con rapidi abbattimenti in attesa che vengano costruiti strutture da adibire a rifugio. Una scelta che costerร carissima ai randagi, sovvertendo una cultura basata sulla convivenza fra uomini e cani e gatti di strada.
La strage annunciata dei cani randagi in Turchia andrร a toccare una popolazione stimata di 4 milioni di cani
Un cambiamento di rotta davvero epocale se si calcola che fino a ieri nelle strade erano presenti dispenser di cibo per i randagi. Animali diventati confidenti, proprio grazie alla tolleranza sempre dimostrata dal popolo turco. Facili quindi da catturare e uccidere o da rinchiudere per sempre in qualche struttura. Cani che sono aumentati di numero in questi decenni proprio grazie alla grande quantitร di cibo di cui potevano disporre.
La legge, di recente approvazione, prevede cattura e soppressione dei cani di strada oppure la custodia in appositi centri,che devono perรฒ essere ancora costruiti. Un'altra pagina nera che racconta del nostro problematico rapporto con gli animali domestici o selvatici. Al momento non รจ possibile escludere che il prossimo obiettivo di questa crociata contro il randagismo possano essere anche i gatti. Animali storicamente molto piรน accettati dei cani nei paesi islamici.
La rabbia rappresenta la zoonosi piรน pericolosa che i randagi possano veicolare all'uomo. Una malattia dall'esito quasi sempre mortale che si trasmette attraverso la saliva degli animali infetti. Un virus pericoloso e letale che ogni anno si stima causi 50/60.000 decessi nel mondo. Una malattia facile da prevenire vaccinando gli animali familiari, ma difficile da contrastare nella popolazione randagia.
L'Italia grazie a molti anni di prevenzione ha sconfitto la rabbia, pur in presenza di una popolazione importante di randagi
Se nel nostro paese la rabbia รจ scomparsa da tempo lo stesso non si puรฒ dire per molti altri stati del mondo, dove secondo l'organizzazione delle Nazioni Unite muore una persona ogni 9 minuti. La metร dei morti sono bambini, che vivendo in strada sono i piรน esposti al rischio di morsicature. La responsabilitร di questa situazione รจ, ancora una volta da ricercarsi nella mancata gestione umana degli animali domestici.
Del resto, se in Italia la rabbia รจ scomparsa e non vengono piรน soppressi gli animali randagi catturati, la strada della corretta gestione resta ancora un percorso lungo e tortuoso,. Con canili strapieni, grandi sofferenze per quei cani che non usciranno mai da certe strutture -almeno non da vivi- e una popolazione di randagi decisamente rilevante. Pur trovandoci in una situazione diversa da quella turca non abbiamo certo dimostrato di saper gestire correttamente randagismo e animali familiari.
Il dubbio รจ che dietro questa legge ci sia la volontร della Turchia di entrare in Europa e, quindi, la necessitร di rispettare i parametri anche sanitari dell'UE. Se cosรฌ fosse questo percorso non sarร indolore per i randagi.
Un cane randagio vale 200 Euro, per chiunque lo adotti nel Comune di Cusano Mutri, in provincia di Benevento. Lo attesta un atto amministrativo firmato dal Sindaco, il dottor Giuseppe Maria Maturo, affisso all'Albo Pretorio del Comune del sud Italia. Con il quale รจ stato messo nero su bianco che l'adozione di un cane da diritto a ricevere 200 Euro per ogni cane adottato. Un'idea davvero pessima.
(...)VIENE DATA ATTUAZIONE AD UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE PER SENSIBILIZZARE IL FENOMENO DEL RANDAGISMO, PROMUOVENDO LE ADOZIONI DI CANI RANDAGI, CATTURATI SUL TERRITORIO COMUNALE, ATTRAVERSO LA CONCESSIONE DI UN CONTRIBUTO ECONOMICO DIโฌ 200,00 PER OGNI CANE ADOTTATO.
Disposizione sindacale del Comune di Cusano Mutri del 2 ottobre 2020
Il servizio di custodia e cattura dei cani randagi sul territorio comporta un esborso di denaro pubblico, ma un conto รจ incentivare adozioni responsabili, altro dare ricompense in denaro. Con un provvedimento che al momento non pare dare garanzie sulla sorte dei cani. Le adozioni si possono agevolare offrendo un supporto veterinario, non un premio in denaro.
Quando un cane randagio vale 200 Euro non incentiva solo le adozioni, ma anche gli abbandoni
Sino a quando la gestione di questo problema sarร fatta con azioni come quella del sindaco di Cusano Mutri il randagismo continuerร a crescere indisturbato. Grazie a adozioni irresponsabili che difficilmente si traducono in atti positivi per gli animali. Mentre servono azioni di medio lungo termine focalizzate sull'informazione e la sterilizzazione degli animali.
Servono politiche di largo respiro e una gestione che coinvolga tutti gli attori che si occupano del contrasto del randagismo. Lo dimostrano anni di soldi pubblici investiti senza risolvere e, in troppi casi, serviti per finanziare organizzazioni malavitose.
Il canile di Palermo ancora sotto accusa da parte di alcuni volontari, che diffondono video sulle modalitร con cui sarebbero tenuti e accuditi i cuccioli. L'amministrazione comunale offre una versione completamente opposta, garantendo che i cani stanno bene. Difficile poter giudicare, se non il fatto che questa struttura sembra non trovare pace, costantemente sotto accusa, praticamente da sempre.
Come non trova pace il randagismo in Sicilia, che sembra una realtร impossibile da battere, sulla quale si investono molti soldi pubblici, a fronte di scarsi risultati. Difficile che ci possa essere qualcuno con la bacchetta magica, in grado di produrre soluzioni immediate, ma รจ anche molto difficile da accettare che tutto resti immoto. In Sicilia il randagismo sembra un fenomeno imbattibile.
I canili sono solo uno degli aspetti del randagismo, luoghi che dovrebbero essere ospitali per offrire agli animali cure, possibilitร di socializzazione e facilitร di adozione. Il randagismo perรฒ non puรฒ essere risolto dai canili, che rappresentano l'ultimo anello della catena. Spesso rappresentano la diga invalicabile dove gli animali che entrano restano intrappolati. Diventano l'oggetto delle polemiche, ma anche la greppia in cui mangiano in tanti, la cassaforte di troppi interessi, di tanti guadagni, non sempre leciti.
I canili non basteranno mai e non servono a combattere il randagismo
Se qualcuno ancora crede che le strutture di accoglienza possano risolvere i problemi di cani, gatti e altri animali si sbaglia. Le strutture non curano il male, non rappresentano una terapia ma solo il luogo di miglior gestione di un rapporto irresponsabile con gli animali. Saper dove collocarli temporaneamente, talvolta con incarcerazioni a vita, non risolve proprio nulla. Il miglior canile o gattile del mondo agevolerร la vita degli ospiti e li aiuterร a trovare casa, ma non servirร a combattere nemmeno una delle cause che hanno provocato il loro ingresso.
Il problema del randagismo canino ruota intorno ai canili, che spesso sono il volano del consenso politico: luoghi dove si possono mettere i cani randagi, accontentando molti cittadini. Accogliendo le richieste, legittime, delle associazioni e dei volontari che cercano di mettere in sicurezza i cani, quando sul territorio non possono stare. I canili perรฒ, come tutte le medaglie, hanno due facce e la peggiore รจ quella di quanti sugli ospiti ci speculano. Generando un fiume di denaro che transita troppo spesso dalle casse pubbliche alle tasche private.
Senza intaccare le cause, senza essere utile a limitare la presenza di randagi sul territorio. Che cosรฌ restano destinati a una vita problematica, a maltrattamenti, a bonifiche prima dell stagione turistica fatte ancora oggi spargendo veleno. A comportamenti vergognosi che non sono ancora adeguatamente puniti.
Canile di Palermo sotto accusa, ma dovrebbe esserlo l'intera gestione del randagismo
Il Comune di Palermo ha il dovere di garantire il benessere degli animali ospitati, mentre la politica non deve usare i cani come strumento di lotta. Ci sono temi, tutti quelli che coinvolgono i diritti delle categorie deboli, che in un paese civile dovrebbero essere affrontati, e possibilmente risolti, congiuntamente da maggioranza e opposizione.
In Italia invece tutto serve per dividere e poco per unire, per risolvere. Non si fanno piani poliennali per affrontare i problemi e le votazioni parlamentari che vedono unite maggioranza e opposizione sono piรน rare dei panda. Grazie a questo sistema, che non รจ giustificabile, sono i cittadini a pagare ogni giorno le scelte dei politici e, insieme ai cittadini che le pagano di tasca, ci sono anche gli animali a cui il conto vien fatto saldare in sofferenza.
Bisogna che le persone si riapproprino dei loro diritti, cerchino di impegnarsi per far cambiare le cose. Bisogna essere informati sui e consapevoli dei doveri. Responsabili e determinati per cercare di costruire un paese migliore per uomini e animali, riprendendo in mano il filo del'ingarbugliata matassa che sta distruggendo ogni concetto di bene collettivo.
Cani maltrattati e canile sequestrato a Corigliano Calabro, dopo una lunga indagine condotta dai Carabinieri Forestali della Stazione di Rossano, coordinati dal procuratore capo Facciolla e dal sostituto Tedeschi. La Procura della Repubblica di Castrovillari aveva da tempo aperto un fascicolo sulla gestione del canile.
Anche in quest'inchiesta ci sono tutti i soliti ingredienti dei casi che riguardano canili e randagismo. Animali maltrattati, soldi mal spesi, gestione amministrativa non conforme e staffette che spostano i cani.
Storie di ordinaria mala gestio della questione randagismo, sul quale molti speculano e si arricchiscono, mentre i cani soffrono e non trovano sistemazioni adeguate. Chi specula su questo fenomeno ha bisogno di un randagismo senza fine, di un fenomeno che si riproduca in continuazione.
Il randagismo genera profitti e cani maltrattati, un binomio inscindibile
Cani maltrattati, canile sequestrato, esame di tutti gli atti amministrativi e dei riscontri dati da telecamere piazzate dai Carabinieri Forestali durante l'attivitร di indagine. In questo modo si sono potuti documentare abusi e reati commessi nell'ordinaria gestione.
Scrive la Procura nella sua nota: "Durante questi mesi dโindagine al fine di verificare la salute dei cani e lโidoneitร della struttura, la Procura ha nominato un consulente tecnico dโufficio che ha accertato un palese maltrattamento degli animali e lโidoneitร parziale della struttura ospitante i cani.
E prosegue mettendo nero su bianco che "Gli ambulatori non sono a norma. Sono state inoltre monitorateย le adozioni e i movimenti dei cani provenienti da questa struttura. In un controllo avvenuto ad una cosiddetta โstaffettaโ che conduceva cani al nord, verso gli adottanti, mediante compenso economico, รจ stata riscontrata una difformitร dellโautorizzazione rilasciataยป.ย
Spunta il lavoro delle staffette, che spesso non sono fatte con buon senso e regole
Non si vuole criminalizzare chi fa le cose seriamente, nรฉ tanto meno demonizzare quanti trasferiscono i cani seguendo le regole. Pur sostenendo che l'ideale siano trasferimenti verso strutture, dove gli adottanti possano andare a scegliere il cane.
Diversamente si rischia di avere cani maltrattati due volte: la prima nel canile di partenza, la seconda durante i trasporti ma anche a destino. Quanti cani arrivano a persone "sbagliate", che non dovrebbero averli e che invece, anche grazie alle staffette se li procurano sui social, senza dare garanzie.
Una veritร assoluta รจ chi avrebbe l'obbligo di controllare non esercita questo dovere: dovrebbe essere infatti il Comune convenzionato che opera i controlli. Mentre queste situazioni hanno sempre termine solo grazie all'intervento di magistratura e polizia giudiziaria.
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